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Nonostante le incertezze in atto per le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina, in Europa i mercati hanno aperto al rialzo questa mattina, sfruttando il vantaggio della buona performance dei mercati asiatici.

È stata una settimana decente per i mercati asiatici con il Nikkei 225 che ha chiuso in rialzo per la terza settimana consecutiva, la prima volta dall'ottobre dello scorso anno.

Le azioni della catena di pub Fuller Smith and Turner's sono in rialzo stamattina dopo aver annunciato la vendita della sua intera attività di produzione della birra, che comprende anche London Pride, a Japan Asahi Group Holdings per un valore di 250 milioni di sterline. Sembrerebbe che il management ritenga che la vendita del settore della produzione della birra consentirà alla società di focalizzare la sua attenzione sulla divisione di hotel e pub che ha visto un aumento del 5,6% delle vendite nelle ultime 10 settimane, incluse le festività natalizie e periodo di Capodanno, risultato che è stato particolarmente positivo. Il mangement ha ribadito che l'87% dei profitti operativi proviene dal business degli hotel, quindi una vendita del segmento della birra ha senso, in modo che il ricavato possa essere reinvestito nel core business. La vendita implicherà anche lo stacco di un dividendo straordinario compreso tra i 55 e 69 milioni di pound agli azionisti. Nel resto dell'anno, ad esempio, le vendite sono aumentate del 4,7% mentre i volumi di vendita delle bevande sono stati bassi.

Il gigante delle telecomunicazioni Vodafone ha subito una caduta ieri, dopo che la sua unità sudafricana Vodacom ha registrato un calo dei ricavi dello 0,9% a causa del calo delle vendite, spedendo le azioni verso i minimi da 7 anni dello scorso ottobre. Negli ultimi 12 mesi le azioni hanno visto alcune grandi cadute generate da preoccupazioni circa la dimensione del debito e circa i costi futuri con licenze 5G in arrivo, mentre la società ha trovato la concorrenza agguerrita nella maggior parte dei suoi mercati, in particolare in Italia e Spagna. Ci sono anche preoccupazioni sulla dimensione del suo dividendo, attualmente al 9%, che a lungo termine non è sostenibile con un indice di copertura del dividendo di 0,5, il che significa che la società deve finanziare il pagamento tramite prestiti. Un indice di copertura inferiore a 1 significa che i profitti non sono sufficienti per coprire i dividendi agli azionisti, cosa che non è sostenibile nel tempo. L'aggiornamento del terzo trimestre di questa mattina non sembra aver convinto gli investitori a invertire tale tendenza con un fatturato di gruppo di 11 miliardi di euro. I ricavi da servizi sono diminuiti dell'1,1% in Europa, tuttavia la società ha affermato che il miglioramento del trend dei clienti in Italia e Spagna è incoraggiante e probabilmente si rifletterà nel prossimo trimestre. Il calo delle entrate in Sud Africa è stato più che compensato da un aumento degli altri mercati, che hanno visto un incremento del 4,9% nel resto del mondo. Sembrerebbe che per ora gli investitori non siano convinti della possibilità di riacquistare dopo 12 mesi di calo, con le azioni in calo di oltre il 35% rispetto a un anno fa.

AG Barr, il produttore di Irn-Bru ha anche aggiornato i mercati con i risultati per l'intero anno che ha mostrato un aumento delle entrate del 5%, in seguito all'aumento dei volumi del 3%. La società ha dichiarato di attendersi una perdurante incertezza economica nel Regno Unito, insieme alla prospettiva di un ulteriore intervento normativo, oltre alla recente tassa sulle bevande analcoliche, circostanze che manterranno il contesto difficile. Le azioni sono scese durante i primi scambi, tuttavia rimangono ancora a breve distanza dai picchi record visti all'inizio di questo mese.

La sterlina ha continuato a salire durante la notte in scia alle indiscrezioni secondo cui il DUP sosterrà l'accordo di ritiro di Theresa May se il backstop fosse limitato nel tempo. Sebbene ciò sia meravigliosamente pragmatico, l'UE ha ripetutamente affermato che non sono disposti a fissare una data di scadenza sul backstop, quindi non è immediatamente evidente che stiamo facendo progressi, tuttavia i mercati sembrano scontrare la prospettiva che qualcosa sarà concordato per evitare un "no deal" Brexit.

I prezzi del petrolio greggio sono rimasti solidi, salendo da un giorno all'altro a causa della preoccupazione che ulteriori sanzioni contro il Venezuela ridurranno ulteriormente l'offerta. Questo effetto sembra un po' sopravvalutato, dato che la produzione del Venezuela è di appena 1 milione di barili al giorno, nulla in confronto alla produzione di 3 anni fa.

Dopo una sessione neutra ieri e le richieste di disoccupazione settimanale ai livelli più bassi dal 1969, i mercati statunitensi sembrano pronti ad aprite al rialzo sulla scia della forte performance dei mercati asiatici di oggi mentre gli investitori stanno il punto alla fine di quello che è stato finora un mese decente per l'azionario.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 25/01/2019

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