Il Dow Jones e lo S&P 500 hanno registrato rialzi marginali venerdì dato che negli Stati Uniti sono stati pubblicati indicatori economici incentrati sui consumi.

Le vendite al dettaglio di agosto e in particolare i dati "core" di vendita al dettaglio si sono rivelati  al di sotto delle aspettative, anche se le relazioni dei mesi precedenti  sono state riviste al rialzo. Inoltre l'indice sul clima di fiducia dei consumatori dell'Università di Michigan per settembre è salita a un massimo degli ultimi sei mesi.  Sulla base di quest'ultima relazione potremmo assistere a una ripresa dell'attività dei consumatori nel breve periodo. I salari medi negli Stati Uniti sono in crescita e se l'attività dei consumatori aumentasse, ciò sarebbe positivo per l'economia.

Il rendimento delle obbligazioni governative a 10 anni negli Stati Uniti ha superato il 3% venerdì, il livello più alto dall'inizio di agosto. Gli indicatori economici per gli Stati Uniti sono stati solidi recentemente e la Federal Reserve si riunirà la prossima settimana. I trader considerano alta la probabilità di un rialzo dei tassi la prossima settimana e vi è un aumento delle speculazioni secondo cui la Fed aumenterà i tassi anche a dicembre. Il dollar index ha dato segni di debolezza negli ultimi tempi, ma abbiamo già assistito ad ondate di acquisti sul biglietto verde all'approssimarsi della riunione del FOMC.

La scorsa settimana abbiamo visto la banca centrale turca aumentare i tassi dal 17,75% al 24% nel tentativo di stabilizzare la valuta, e la misura ha funzionato. Ad eccezione della Turchia, le valute dei mercati emergenti (EM) sono state fuori dal centro dell'attenzione di recente. Se dovessimo vedere il dollaro USA riprendere la sua più ampia tendenza al rialzo, potremmo vedere una nuova pressione sulle valute dei mercati emergenti.

È stato riferito che il presidente Trump è sempre più sul punto di imporre dazi doganali per 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Si ritiene che questo round  di tariffe potrebbe realizzarsi con un'aliquota del 10%, piuttosto che con il 25% che è stato originariamente citato. Scegliendo un'aliquota inferiore si potrebbe dare modo agli Stati Uniti di mettere ulteriore pressione sulla Cina. Se le politiche protezionistiche dovessero essere implementate, potrebbe anche non verificarsi una forte sell-off sull' azionario, visto che parte dei timori sono già stati scontati. I mercati azionari in Cina sono in rosso mentre le crescenti tensioni commerciali pesano sul sentiment degli investitori.

I ministri del commercio e degli investimenti dei paesi del G20 si sono incontrati in Argentina la settimana scorsa e il gruppo ha esortato l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) a riformare le sue politiche. C'è una crescente paura per il protezionismo, e l'atteggiamento "America first" di Trump sta rendendo nervosi alcuni policy makers. Donald Trump ha dimostrato di essere disposto a scendere a compromessi e una certa flessibilità da parte del WTO potrebbe fare molto per facilitare le relazioni commerciali globali.

I cancelliere austriaco Sebastian Kurz e la cancelliera tedesca Angela Merkel  hanno concordato di evitare una "hard  Brexit". I due politici hanno convenuto che tutto deve essere fatto per garantire che il Regno Unito lasci l'UE con un accordo in atto. La parte europea sembra attenuare la sua posizione, e questo potrebbe dare una spinta alla sterlina.

Secondo Rightmove, i prezzi medi delle abitazioni nel Regno Unito sono aumentati dello 0,7% a settembre, dato che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al calo del 2,3% subito in agosto. L'autunno di solito vede un aumento dell'attività e una diminuzione dei prezzi richiesti durante l'estate cosa che può aver attirato i compratori.L'euro sarà al centro dell'attenzione oggi dato che la zona euro pubblicherà la lettura finale dell'indice dei prezzi al consumo  ad agosto. La stima di consenso è del 2% e la relazione preliminare è stata del 2%. Vale la pena notare che la lettura di luglio era del 2,1%.

 

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