Settimana scorsa il vertice tenuto a Vienna dall’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio sembrava potesse dare delle nuove direttive allo scopo di sovvertire il trend discendente del petrolio, ai minimi dal 2009 (il Wti sotto i 37 dollari e il Brent sotto i 40). Ne è uscito un nulla di fatto, cioè che i Paesi membri dell’Opec “dovrebbero continuare a monitorare da vicino gli sviluppi del mercato petrolifero”. La volontà fuoriuscita dalla non decisione è quella di penalizzare gli Usa che a questi prezzi non hanno interesse a produrre “shale oil”, ovvero il petrolio prodotto dalle roccie. Ad aiutare le quotazioni non contribuiscono poi le notevoli scorte presenti (negli Usa, per esempio, sono superiori di 120 milioni di barili rispetto alla media degli ultimi anni) e l’eccesso di offerta di 860 mila barili al giorno --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.