I mercati azionari europei hanno chiuso per lo più in ribasso ieri, dato che le preoccupazioni sulla salute finanziaria dell'Italia si sono trascinare. I tassi d'interesse per il governo italiano sono aumentati e questo ha eroso la fiducia degli investitori verso il paese. L'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato evidenzia la paura nei mercati mentre i trader osservano le posizioni inamovibili mantenute dall'UE e dai responsabili politici italiani. Il sistema bancario italiano ha una massiccia esposizione al mercato dei titoli di stato e di conseguenza anche le banche italiane hanno perso terreno. I ministri delle finanze dell'Eurozona sperano che l'amministrazione di Roma scelga per un percorso ragionevole.

Ieri ci sono state ulteriori prove che l'economia cinese stia rallentando. L'indagine sui servizi Caixin ha mostrato una crescita al ritmo più lento in 13 mesi. Abbiamo ascoltato anche le parole del presidente cinese Xi Jinping, che si è impegnato ad aprire i mercati cinesi e ha parlato dei vantaggi di relazioni commerciali più aperte. Di recente Pechino ha impresso una grande spinta per ridurre le normative sugli investimenti e introdurre più politiche pro-business. Il governo cinese sta dando l'impressione di essere preoccupato per il rallentamento economico. Rappresentanti di Stati Uniti e la Cina dovrebbero incontrarsi al vertice del G20 alla fine di questo mese e fino a quando la situazione, almeno parzialmente, non sarà risolta, gli operatori rimarranno probabilmente nervosi.

Durante la notte, i mercati azionari asiatici sono stati contrastati e mentre le preoccupazioni commerciali continuano. Il vicepresidente cinese, Wang Qishan, ha confermato che il paese è pronto per i colloqui. Il commissario europeo, Vytenis Andriukaitis, ha dichiarato che le guerre economiche sono "inaccettabili" e ha chiesto una risoluzione.

La sterlina non ha fatto poi così male, in considerazione del deludente rapporto PMI dei servizi del Regno Unito. La lettura di ottobre è scesa a 52,5, la lettura più bassa da aprile. Dato che il settore dei servizi rappresenta circa il 75% dell'attività economica del Regno Unito, è preoccupante che il settore stia registrando una crescita più lenta. La Brexit continua ad essere il tema principale che circonda la sterlina. Il "backstop" in relazione al confine irlandese continua ad essere un punto critico. Vi è una crescente speculazione sul fatto che Theresa May proporrà un'unione doganale britannica con l'UE per rispondere alle richieste irlandesi.

Il NASDAQ 100 ha perso terreno ieri sera quando il Presidente Trump ha dichiarato che giganti della tecnologia come Amazon, Facebook e la holding proprietaria di Google, Alphabet, potrebbero essere in violazione delle leggi antitrust. Lo S&P 500 ha chiuso la sessione in rialzo perchè il resto del mercato è riuscito a realizzare alcuni rialzi. Apple ha sofferto anche perché è stato declassato da Rosenblatt Securities. Il cambio di rating è stato causato dal fatto che Apple non ha rispettato la stima delle vendite dell'iPhone la settimana scorsa.

Le elezioni di midterm degli Stati Uniti sono in corso oggi e si parla della possibilità che i democratici riconquistino la Camera dei rappresentanti, mentre i repubblicani dovrebbero mantenere la loro magra maggioranza al Senato. Se i repubblicani prendessero il controllo di entrambi i rami, potremmo assistere ad ulteriori tagli fiscali dal presidente Trump. Se i democratici assumessero il controllo della camera bassa, potrebbero esserci dei cali negli indici azionari in quanto sono considerati meno pro-business.

Alla fine Washington ha implementato le tanto attese sanzioni all'Iran. Il governo degli Stati Uniti ha detto che eserciterà pressioni 'implacabili' sul regime fino a quando non si comporterà come un paese normale. Gli Stati Uniti hanno concesso un'esenzione a otto nazioni, il che significa che questi paesi possono continuare ad importare petrolio dall'Iran. Se l'Iran continuasse a mantenere una linea ferma, gli Stati Uniti potrebbero impartire un nuovo giro di vite sulla nazione. Il petrolio si è spinto in rialzo, ma l'impulso di ieri verso l'alto impallidisce rispetto alle perdite subite di recente.

Stamattina per i principale paesi della zona euro come Spagna, Italia, Francia e Germania ci sarà la pubblicazione dei report PMI servizi definitivi per ottobre, e la stima di consenso è rispettivamente di 51,8, 52, 55,6 e 53,6.

EUR / USD - ha iniziato a muoversi in ribasso dalla fine di settembre e, se si mantenesse al di sotto della regione 1.1510/00, potrebbe aprire la strada per un test nell'area 1.1300. Un movimento al rialzo potrebbe imbattersi in una resistenza a 1.1587, in corrispondenza della media mobile a 100 giorni.

GBP/USD- è salito alla fine della scorsa settimana, e se il livello di 1,3000 venisse ripreso e mantenuto, potrebbe aprire la strada per un test in area 1.3250 . Se il mercato dovesse girarsi, potrebbe mettere nel mirino 1.2661.

EUR/GBP - ha spinto al ribasso da agosto, e se si mantenesse al di sotto della media mobile a 200 giorni a 0.8837, potrebbe rimettere in gioco l'area di 0.8725. Un rally potrebbe incontrare una resistenza a 0,9000.

USD / JPY - la tendenza al rialzo iniziata a marzo è ancora intatta e, se la mossa positiva continuasse, potrebbe raggiungere il target di 114,73. Il supporto potrebbe essere trovato a 111.39.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 02/11/2018