Le azioni hanno avuto un andamento positivo la settimana scorsa, ma hanno chiuso con una nota di incertezza. Il rimbalzo iniziato verso la fine di ottobre è proseguito in gran parte, ma gli indici europei e statunitensi hanno bruciato alcuni dei precedenti guadagni alla fine della settimana.

Il continuo tira e molla nelle trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina ha portato volatilità sui mercati globali. Larry Kudlow, consigliere economico della Casa Bianca, ha confermato che il presidente Trump non ha dato istruzioni al governo di redigere un accordo commerciale. Detto questo, le cose sembrano ancora indirizzate verso una soluzionepositiva, visto che i leader statunitensi e cinesi terranno delle riunioni al vertice del G 20 a fine mese.

Durante la notte, il report Caixin sui servizi cinesi è stato pubblicato e la lettura è stata 50.8, mentre gli economisti si aspettavano 52,9. La lettura di settembre è stata di 53,1. In generale, il sondaggio è in discesa da febbraio.

Il governo di Pechino ha dato il via alla China International Import Expo, una settimana che ha anche lo scopo di promuovere il commercio internazionale della Cina. Il presidente Xi Jinping ha spinto politiche che favorissero il libero mercato e messo in guardia contro i pericoli del protezionismo. I trader sembrano ignorare questa affermazione e si stanno concentrando sulla disputa commerciale con gli Stati Uniti e i i mercati cinesi hanno perso terreno.

I dati sul mercato del lavoro americano di venerdì sono stati accolti positivamente. A ottobre, sono stati aggiunti 250.000 posti di lavoro, che hanno facilmente superato le previsioni di 190000. Il dato di settembre è stato rivisto a 118.000 da 134.000. Facendo una media delle due relazioni, le cifre sono ragionevolmente buone. La disoccupazione è stabile al 3,7%. I salari annuali medi sono saliti dal 2,8% al 3,1% - una mossa considerevole. Una maggiore capacità di reddito dovrebbe tradursi in maggiori spese, che dovrebbero trainare l'economia. Si continua a pensare che la Federal Reserve continuerà lungo la strada della stretta monetaria.

La settimana scorsa il petrolio è crollato dopo che l'OPEC ha aumentato la sua produzione, e gli operatori sono preoccupati anche della domanda futura mentre i principali importatori di petrolio come la Cina e l'India si stanno raffreddando. Venerdì, gli Stati Uniti hanno confermato che le sanzioni sull'Iran verranno attuate da oggi, ma 8 paesi saranno esentati dalle sanzioni. L'India e la Corea del Sud sono tra le nazioni che potranno continuare a importare petrolio dall'Iran senza penali da Washington. Il fatto che un certo numero di paesi sia stato esentato dal divieto di acquistare petrolio iraniano dovrebbe significare che il calo dell'offerta non sarà così grave come inizialmente previsto.

Il rapporto PMI dei servizi del Regno Unito sarà annunciato alle 10.30 e la stima di consenso è per 53.3, che sarebbe un calo rispetto al 53.9 della relazione precedente. L'economia del Regno Unito è in buona forma, ma sfortunatamente la sterlina viene trascinata dalle notizie relative alla Brexit.

Il rapporto ISM americano per il settore non manifatturiero sarà annunciato alle 16:00 e gli operatori economici si attendono una lettura di 59.3. La lettura di settembre è stata di 61.6 - il livello più alto in oltre un decennio.

EUR/USD - ha iniziato a scendere in ribasso dalla fine di settembre e, se rimanesse al di sotto della regione do 1.1510 / 00, potrebbe aprirsi la strada verso l'area di 1.1300 per un test. Una movimento al rialzo potrebbe imbattersi in una resistenza a 1.1587 corrispondente alla media mobile a 100 giorni.

GBP/USD - è salito alla fine della scorsa settimana, e se il livello di 1,3000 venisse ripreso e mantenuto, potrebbe aprirsi la strada verso 1.3250 per un nuovo test. Se il mercato si girasse, potrebbe mettere nel mirino l'area di 1.2661.

EUR/GBP - ha spinto al ribasso da agosto, e se si mantenesse al di sotto della media mobile a 200 giorni a 0.8837, potrebbe riportare in gioco l'area di 0.8725. Un rally potrebbe incontrare resistenza a 0,9000.

USD/JPY - la tendenza al rialzo iniziata a marzo è ancora intatta e, se la mossa positiva continuasse, potrebbe raggiungere il target di 114,73. Il supporto potrebbe essere trovato a 111.39.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 05/11/2018

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