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La volatilità sui mercati resta elevata

La volatilità sui mercati resta elevata

La volatilità sui mercati resta elevata, tiene banco soprattutto la questione del protezionismo americano e dei dazi doganali in primis verso la Cina. A Wall Street, il Nasdaq ha perso lo 0,85%, il Dow Jones lo 0,04% e l'S&P 500 lo 0,29%, con il comparto tecnologico ancora in particolare difficoltà. Segnali di allentamento delle tensioni geopolitiche hanno consentito ai titoli azionari di trarne beneficio. Tokyo ha infatti contattato Pyongyang per proporre un incontro tra il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, sulla scia del meeting dei giorni scorsi tra quest'ultimo e il presidente cinese, Xi Jinping, e del possibile summit con il capo di Stato americano, Donald Trump. Borse europee in recupero in avvio di seduta. A dominare l'agenda macro le anticipazioni sull'inflazione tedesca di marzo. Le aspettative degli economisti indicano prezzi al consumo in crescita dello 0,5% su mese sia per l'indice nazionale sia per l'armonizzato con un tasso annuo pari nel primo caso all'1,7% e nel secondo all'1,6%. Si tratterebbe per entrambi gli indicatori di una decisa accelerazione rispetto a febbraio, il cui dato aveva ampiamente deluso le attese. Sul fronte valutario ieri la moneta statunitense ha guadagnato terreno in scia alla revisione al rialzo della crescita del Pil americano nell'ultimo trimestre. Il biglietto verde ha guadagnato l'1,4% nei confronti dello yen, il risultato giornaliero migliore da oltre 6 mesi, e ha toccato i livelli massimi da due settimane a 106 928. 

In frenata circa dell’1,5% il petrolio dopo che le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate in aumento: Wti a 63,76 dollari e Brent a 68,79. L'Opec intanto, secondo gli analisti di Capital Economics, probabilmente prolungherà l'accordo con i produttori esterni al Cartello per il taglio dell'offerta di petrolio sul mercato oltre l'attuale scadenza di fine 2018. Tre le ragioni a sostegno di tale previsione. Innanzitutto, i prezzi del greggio sono molto più alti adesso rispetto a quando l'accordo è entrato in vigore nel 2016.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 29/03/2018

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