I mercati europei hanno avuto una sessione deludente ieri, dopo che l'economia tedesca ha palesato uno scivolamento in contrazione nel terzo trimestre, con gli investitori che hanno tenuto d'occhio gli eventi in Italia, dopo che il governo italiano ha rimandato il bilancio alla Commissione Europea con ipotesi di crescita e deficit invariate.

I rendimenti italiani sono tornati a salire nel momento in cui gli investitori hanno ripreso in considerazione la prospettiva di un'escalation nelle tensioni tra la Commissione Europea e Roma nelle prossime settimane.

Anche i mercati statunitensi hanno chiuso di nuovo la giornata con il settore tecnologico che persiste nel suo recente slittamento, mentre i commenti del democratico Bill Pascrell indicano che il nuovo accordo commerciale recentemente concordato tra Stati Uniti, Canada e Messico avrebbe bisogno di modifiche prima che possa essere approvato dal Congresso e ha espresso preoccupazione per la ratifica dell'accordo di legge.

I prezzi del petrolio hanno subito un gradito rimbalzo in scia alle indiscrezioni  secondo cui i ministri dell'OPEC stanno considerando la prospettiva di tagli di produzione di 1,4 milioni di barili al giorno, al fine di contribuire a erodere un eccesso di offerta, causato da un indebolimento  del mercato nelle ultime settimane. Questo eccesso di offerta è stato rafforzato da un ennesimo enorme aumento dei dati sulle scorte API negli Stati Uniti di 8,79 milioni di barili, ben al di sopra delle aspettative di 3,2 milioni, il maggior aumento da febbraio, mettendo i prezzi del petrolio in rotta per registrare il loro sesto calo settimanale consecutivo.

I trader esposti sulla sterlina hanno dovuto sopportare un'altra sessione turbolenta ieri, in quanto il primo ministro Theresa May ha cercato di raggiungere una sintesi tra le  opinioni più disparate del suo gabinetto nel tentativo di ottenere l'approvazione sull'accordo con l'UE sulla spinosa questione del confine irlandese, così come sui contorni del rapporto commerciale futuro.

Mentre è stata in grado di ottenere ciò che ha definito come un'approvazione collettiva dal suo gabinetto di accettazione dell'accordo, il consenso a denti stretti potrà essere testato nei prossimi giorni e sembrava riflettersi nel suo atteggiamento stanco, quasi come per prepararsi al vortice che sta per farsi strada nei prossimi giorni, quando vari membri del governo subiranno pressioni per dimettersi.

Anche lo stesso Primo Ministro potrebbe potrebbe vedere la sua leadership essere messain discussione se fossero verificate le indiscrezioni  secondo cui il "1922 comitee" avrebbe ricevuto 48 lettere in cui si richiede la sfiducia a Theresa May. Dopo aver superato questo  ostacolo, l'accordo dovrà ora andare a un summit speciale dell'UE, a fine mese, prima di essere presentato alla Camera dei Comuni all'inizio di dicembre, quando è probabile che inizi il vero divertimento, dato che l'accordo di 585 pagine sarà sottoposto ai parlamentari per votare.

Il Primo Ministro si è adoperata per affermare che qualunque sia l'atteggiamento delle persone riguardo alle carenze dell'accordo (e ce ne sono molte) e per quanto siano sgradevoli alcuni degli elementi in esso contenuti per entrambe le parti, alla fine è questo accordo, cioè nei fatti un no deal e un no Brexit, anche se in quest'ultimo caso, per ottenere un risultato simile, dovrebbe essere revocata  la notifica dell'Articolo 50, qualcosa che probabilmente si rivelerebbe altrettanto controversa quanto l'attuale accordo sulla Brexit.

Per alcune persone "nessun accordo" rimane l'opzione preferita, e mentre i laburisti hanno dichiarato che voteranno l'accordo, la responsabilità collettiva di alcuni parlamentari laburisti non è sempre stata la loro priorità numero uno.

Sul fronte dei dati, i dati sull'inflazione di ieri sono stati una buona notizia per i consumatori del Regno Unito in quanto sono rimasti fermi al 2,4%, con prezzi core  stabili all'1,9%, notizie favorevoli in un momento in cui la crescita delle retribuzioni continua ad accelerare.

I dati sulle vendite al dettaglio di oggi per ottobre dovrebbero mostrare un avvio lento del quarto dopo la deludente fine del terzo trimestre, che ha visto a settembre registrare un calo dello 0,8%. Le aspettative sono per un aumento dello 0,1% in quanto i consumatori frenano le loro spese in vista di quello che potrebbe essere un rialzo mentre ci dirigiamo verso la fine dell'anno, le vendite del Black Friday alla fine di questo mese e il periodo del Natale.

Il dollaro USA è scivolato di nuovo ieri dopo che l'indice dei prezzi al consumo generale si è attestato al 2,5% per ottobre, tuttavia i prezzi core sono stati leggermente più deboli e, a fronte di una crescita salariale più forte, è probabilmente anche una buona notizia per i consumatori statunitensi. Le vendite al dettaglio dovrebbero riflettere questa settimana con un aumento dello 0,6%  dopo un settembre deludente.

Il presidente della Fed Jay Powell non ha dato alcuna indicazione nei commenti di ieri dato che era preoccupato di come l'economia americana si sta comportando e ha ribadito che la Fed potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di adeguare la politica monetaria ad ogni riunione nel corso dei prossimi mesi. Non vi sono indicazioni che abbia qualche dubbio sulla capacità di ripresa dell'economia statunitense alla prospettiva di ulteriori aumenti dei tassi.

EURUSD - sembra aver trovato una base intorno all'area 1.1210, ma deve consolidari un movimento di ritorno in area 1.1350  per ipotizzare un movimento più importante  verso 1.1500. L'area 1.1180 rimane un supporto chiave, con una rottura che punterebbe a 1.1000.

GBPUSD - continua a essere schiacciato dai venti contrastanti del sentiment sulla  Brexit  rimbalzando a 1,3050 ieri, colmando il gap di 1,2950, dopo aver trovato supporto nell'area 1,2820 all'inizio di questa settimana. Un movimento attraverso l'area 1.2820 rimetterebbe nel i minimi recenti a 1.2680, mentre una mossa attraverso 1.3050 punterebbe verso i massimi della settimana scorsa a 1.3170.

EURGBP: ieri ha toccato un nuovo minimo a sei mesi a 0,8655, riuscendo a cogliere un live rimbalzo, tuttavia il rialzo e limitato dal massimo in area  0.8780  così come dalla media mobile a 200 giorni a 0.8840. La tendenza resta ribassista, al di sotto di questi livelli chiave.

USDJPY - continua a essere a corto di fiato sopra l'area 114,00 con una resistenza più ampia in corrispondenza ai massimi di ottobre a 114.60. È probabile che i pullback trovino supporto nell'area 113.40 e al di sotto dell'area 112.80.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 15/11/2018

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