Sembra prospettarsi  una settimana ampiamente positiva per i mercati azionari europei, nonostante un contesto economico che offre pochi segnali di ripresa, con l'Eurostoxx 50 in procinto di registrare la sua chiusura settimanale più alta dal settembre dello scorso anno.

Anche il FTSE100 sembra destinato a registrare la sua prima settimana positiva in un mese, aiutato da una buona performance del settore petrolifero e bancario.

Pur essendo giunta la fine di una settimana intensa di voti parlamentari a Westminster, sembrerebbe che non siamo più vicini ad accertare attorno a quale posizione comune i parlamentari vorrebbero fare fronte comune in relazione al processo Brexit.

In una settimana di sconfitte in serie, il governo è riuscito a ottenere una vittoria su un emendamento che avrebbe strappato il controllo del processo Brexit all'esecutivo con un margine sottilissimo di 2 voti.

I deputati hanno anche votato maggioranza, con 210 voti, per approvare la mozione che richiede al Primo Ministro di ottenere dai leader dell'UE un'estensione una tantum dell'articolo 50, sebbene la May avesse bisogno di voti dell' opposizione per farlo dato che 188 deputati conservatori hanno votato contro la mozione per l'estensione , incluso il segretario Brexit, Stephen Barclay, che solo pochi minuti prima aveva invitato i parlamentari a votare a favore. Forse è entrato nella lobby sbagliata per errore ? Mi chiedo quanti di questi parlamentari hanno votato per escludere un'uscita senza accordo.

Ciò significa che per ora il Primo Ministro è riuscito a mantenere il controllo sul processo Brexit e può far risorgere il suo accordo di ritiro piuttosto malconcio per un'altra votazione prima del 20 marzo la prossima settimana, in un terzo tentativo di farlo  approvare dal Parlamento prima che sia costretta a andare in UE per richiedere tale estensione.

Se l'accordo passasse, cosa che sembra ancora improbabile senza il supporto del DUP, un'estensione fino al 30 giugno sarebbe probabilmente una formalità.

Un'altra bocciatura  parlamentare  dell'accordo significherebbe che il controllo delle prossime fasi del processo Brexit passerebbe poi nelle mani dei leader dell'UE, chiamati tutti  27 a decidere alla riunione del Consiglio Europeo della prossima settimana.

Dovrebbero quindi valutare i rischi di un'estensione prolungata, che vanno paragonati ai rischi di una Brexit senza accordo.

Questa rimane ancora l'opzione predefinita secondo la procedura di legge e come tale ha bisogno a sua volta della maggioranza dei parlamentari per approvare la legislazione per posticipare la data di applicazione dell'art. 50.

Se l'UE fosse troppo punitiva nelle sue richieste di un'estensione, l'opinione pubblica potrebbe essere scettica se i parlamentari semplicemente mantenesseto la loro posizione, nonostante il rifiuto di questa settimana di una Brexit "senza accordo".

Fuori dai riflettori della Brexit c'è ancora una piccola questione di dati economici da digerire, con l'attenzione che sembra destinata a tornare ancora una volta alle decisioni delle banche centrali e alla prospettiva che rimangano allentate nel prossimo futuro.

La decisione di stamattina da parte della Banca del Giappone di mantenere la politica monetaria invariata non è una sorpresa dati i dati deboli provenienti dal Giappone che abbiamo visto questa settimana, e come per la Banca Centrale Europea la scorsa settimana, rimane lontana la prospettiva che vedremo qualche inasprimento della politica per il futuro prevedibile.

Probabilmente l'indice dei prezzi al consumo finale di febbraio di oggi rafforzerà questa visione con l'inflazione che dovrebbe essere confermata all'1,5%, mentre l'nflazione core dovrebbero attestarsi all'1%.

Gli ultimi dati americani hanno anche mostrato deboli segnali di un impulso inflazionistico, mentre i recenti dati di produzione sono stati piuttosto deboli negli ultimi tempi, dopo un forte 2018. Il dato Empire manufacturing dovrebbe salire da 8,8 a 10,1 a marzo.

EURUSD - L'euro sembra aver trovato supporto nell'area 1.1180, che corrisponde al ritracciamento del 61.8% dell'intero impulso compreso tra 1.0340 e 1.2545. Ora potrebbe spingersi con una mossa fino all'area 1.1400.

GBPUSD - questa settimana è salita al massimo da 9 mesi e potrebbe andare verso l'area di 1,3500 nei prossimi giorni. Rimaniamo ancora vulnerabili a spinte al ribasso con un supporto vicino all'area di 1.3000 e la media mobile a 200 giorni.

EURGBP - ha fatto un nuovo minimo marginale a 22 mesi all'inizio di questa settimana, ma sembra aver trovato un supporto tra 0,8475 / 80, con una rottura al di sotto di 0,8470, che potenzialmente potrebbe portare alla zona a 0,8400. Potremmo tornare verso la resistenza a quota 0,8570 nel frattempo.

USDJPY - sembra aver finalmente rotto l'area di 111.45 e aver superato la media mobile a 200 giorni. Una spinta attraverso 111,50 aprirebbe  un ritorno all'area 112.00. Una mossa al di sotto di 111.30 comporta il rischio di un ritorno verso il livello di 110.20.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 14/03/2019

--------------------------------------------------------------------

Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.