A dicembre dello scorso anno la Fed ha iniziato la “normalizzazione” della politica monetaria con il primo aumento dei tassi dopo svariati anni in cui il costo del denaro è stato piuttosto vicino allo zero. All’epoca furono previsti quattro ulteriori aumenti dei tassi che dovevano essere ripartiti nei trimestri in cui si ripartisce l’anno. Ad oggi non c’è stato seguito alle dichiarazioni di fine anno scorso, ma le recenti parole della Yellen fanno propendere per un intervento o a giugno o presumibilmente a luglio. La stretta monetaria è vicina e i future valutano questa possibilità al 75 %. Si attenderà il post Brexit che, in caso di esito positivo e quindi di fuoriuscita della Gran Bretagna dal Regno Unito, potrebbe provocare turbolenze nei mercati. La notizia è stata ben accolta dai mercati anche perché si è creata la giusta situazione per avviare quel processo di normalizzazione monetaria (inflazione vicina al 2 % fisiologico e ottimi numeri circa il mercato del lavoro che mantiene un tasso di disoccupazione attorno al 5 %). Il dollaro si è rafforzato contro tutte le valute dando luogo al miglior mese dal 2014 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.