I mercati azionari europei sono riusciti a stabilizzarsi ieri scrollandosi di dosso le preoccupazioni per un rallentamento economico globale sulla scia di un pacchetto di misure di stimolo annunciato dalle autorità cinesi per sostenere la propria economia.

Anche i mercati statunitensi hanno concluso la giornata in rialzo, chiudendo ai massimi livelli in un mese.

Come previsto i parlamentari britannici hanno votato all'unanimità contro un accordo che è stato unanimemente avversato sia dai sostenitori della  Brexit che dalla fazione favorevole al Remain della Camera dei Comuni. Nelle ore precedenti il voto, la sterlina stava lentamente tornando indietro, ma presto si è ripresa nonostante la portata della sconfitta, dato  gli investitori stanno dirigendo le proprie attenzioni verso la fase successiva del processo.

Ciò potrebbe includere una possibile estensione dell'articolo 50, dal momento che i parlamentari di tutte le parti cercano di trovare un accordo  su un processo che tutti possono condividere, che potrebbe includere una variante di un modello norvegese o canadese, cosa che resta ancora un assunto  di fede.

Diverse analisi prima del voto avevano suggerito che l'accordo sarebbe stato stroncato da una forte maggioranza, e così si è dimostrato con l'accordo che ha ottenuto solamente il sostegno di 202 deputati, con 432 deputati che hanno votato per respingerlo, un margine di 230.

La misura della sconfitta è stata enorme e in circostanze normali sarebbe stata la fine per qualsiasi primo ministro in carica.Come tutti sappiamo queste non sono circostanze normali e data la scadenza lentamente si avvicina (ci sono ad ora 72 giorni prima che il Regno Unito lasci l'Unione europea) il paese non può permettersi lo spettacolo che un nuovo PM porterebbe, e così Theresa May continuerà come il proverbiale Black Knight in Monty Python che insiste che ogni sconfitta non è che una ferita superficiale.

Sulla scia dell'enorme e storica portata della sconfitta, era inevitabile che il leader laburista Jeremy Corbyn abbia richiesto un voto di "sfiducia" nei confronti governo che verrà votato più tardi oggi (alle 20 italiane ), ma è improbabile che abbia successo.

Il DUP ha già dichiarato che voteranno a favore del governo su questo punto, il che significa che il voto rischia di fallire, il che significa che siamo anche più vicini al momento in cui il partito laburista dovrà uscire dalle barricate e smettere di essere ambiguo nell' approccio alla Brexit, così come abbandonare la prospettiva di un eventuale secondo referendum. Il problema con un secondo referendum ora è che l'accordo attuale è morto vista la portata della sconfitta, rendendo ogni questione irrilevante in termini di accordi di ritiro.

Significa anche che i parlamentari devono iniziare a coalizzarsi intorno a un accordo che tutti possono sostenere , qualcosa che in questo momento rimane una cosa difficile da pretendere. Abbiamo sentito un sacco di chiacchiere sul fatto che non c'è una maggioranza in casa per un risultato "senza accordo", ma qui ci troviamo di fronte a un tale scenario.

La grande domanda è cosa succede rispetto all'articolo 50. I parlamentari vogliono estenderlo o ritirarlo, dato che ci dicono costantemente che non vogliono uno scenario "senza accordo".

Lontano dal circo di Westminster abbiamo la piccola questione degli ultimi dati sull'inflazione del Regno Unito per dicembre, che potrebbero benissimo essere inferiori rispetto al 2,3% che abbiamo visto a novembre. Il recente forte calo dei prezzi è una buona notizia e può essere in gran parte attribuito al calo dei prezzi del petrolio visto dai massimi di ottobre. Si prevede che questa discesa continuerà a riflettersi nei numeri di dicembre, insieme ai forti sconti per il periodo natalizio. Con un aumento dei salari ai massimi livelli in un decennio, le prospettive per i consumatori del Regno Unito potrebbero migliorare ulteriormente man mano che ci avviciniamo al 2019.

EUR/USD - continua a sembrare debole dopo essere caduto sotto l'area 1.1420 ieri e andando alla deriva verso la zona 1.1380. Abbiamo il supporto di una trendline nell'area 1.1320

GBPUSD - nonostante un breve calo a 1.2670 ieri sera, la sterlina è riuscita a reggere abbastanza bene con un rimbalzo, con una resistenza nell'area 1.2930, in corrispondenza dei massimi di questa settimana. Un movimento al di sopra di 1.2930 rimette nel mirino l'area di 1.3000.

EURGBP - un'altra sessione incerta con supporto nell'area 0,8860 / 70 ha visto un breve massimo a 0,8970 la scorsa notte. Il range complessivo rimane intatto con resistenza a 0,9020 e 0,9100.

USDJPY - finchè resta al di sotto dell'area 109,20 il dollaro USA è suscettibile di un ritorno all'area 107,50, e di nuovo giù verso l'area 106,00, verso i minimi a 104,60. Abbiamo bisogno di recuperare attraverso l'area 109.20 per discutere di un ritorno all'area 110.30.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 15/01/2019

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