Il Segretario al Tesoro Usa, Steven Muchin, sta valutando di organizzare un viaggio in Cina per discutere con le autorità del Paese asiatico dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Il presidente Usa, Donald Trump, invece chiederá al leader nordcoreano Kim Jong-un di smantellare il suo arsenale nucleare, prima di fare concessioni significative, come la rimozione delle sanzioni economiche. I mercati stanno di nuovo scommettendo che la Fed avvierà 4 e non 3 rialzi dei tassi quest'anno e stanno anticipando la mossa con la curva dei rendimenti che si irripidisce e svetta verso il 3%.
Dopo Wall Street, che ha chiuso in netto calo venerdì scorso, anche l'Asia oggi viaggia negativa. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede lo 0.32%, l'Hang Seng lo 0,4% e Shanghai perde lo 0,43%.

Stamani la Banca centrale cinese ha svalutato lo yuan dello 0,22% contro il dollaro dopo il recente rally della moneta statunitense. Nello specifico la PBoC ha fissato il cambio tra il biglietto verde e la valuta di Pechino a 6,3034 rispetto a quota 6,2897 di venerdì scorso. Il dollaro ha continuato a guadagnare terreno durante la seduta asiatica dopo essere salito venerdì sui massimi da gennaio, spinto al rialzo dalle aspettative del mercato su una Federal Reserve più aggressiva. Nello specifico il Wsj Dollar Index, che confronta il biglietto verde con altre sedici valute, sale dello 0,1% dopo l'incremento dello 0,4% di venerdì. Dietro al rally della moneta statunitense c'è però anche la debolezza dell'euro che ha perso terreno dopo che il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha affermato che "gli sviluppi positivi dell'economia nell'Eurozona non sono indipendenti dal trend di crescita globale" e i rischi per la crescita "restano collegati principalmente a fattori globali, come il protezionismo

Entrando nel dettaglio dei cross, l'euro/usd tratta a 1,2270, l'usd/yen viaggia poco sotto 108 a 107,789 e il gbp/usd è poco sopra 1,40 a 1,4017. Il calendario della settimana prevede, tra gli appuntamenti più importanti la riunione della BCE, che con tutta probabilità non opererà alcun ritocco dei tassi di interesse – cui seguirà la conferenza stampa di Mario Draghi. Venerdì a fornire gli spunti maggiori con i Pil di Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Spagna.

Il prezzo del petrolio frena per l'aumento della produzione Usa, ma resta su livelli elevati. Le trivellazioni negli Stati Uniti secondo il rapporto Baker Hughes sono salite di 5 unità a 820 unità, al top da 3 anni. Intanto a Gedda i Paesi produttori Opec e non Opec, inclusa la Russia, hanno gettato le basi per prolungare oltre quest'anno l'accordo sui tagli produttivi. Il Wti cede lo 0,31% a 68,19 dollari al barile, mentre il Brent avanza dello 0,24% a 73,88 dollari al barile.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 23/04/2018

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.