• La Reserve Bank of Australia mantiene i tassi fermi all’1.5%
  • Dollaro neozelandese in salita nella notte dopo le parole di Spencer
  • In risalite l’indice cinese Caixin nel mese di novembre
  • Indici asiatici in ribasso causa debolezza titoli tecnologici.

Come da attese la Reserve Bank of Australia ha deciso di mantenere stabili i tassi d’interesse all’1.5% per il sedicesimo mese consecutivo. Il governatore Philip Lowe ha sottolineato come l’inflazione sia ancora lontana dal target del 2%, anche se prevede un aumento graduale generato dal rafforzamento dell’economia. Lowe ha anche evidenziato come gli indicatori economici siano in generale positivi e ci si può aspettare una solida crescita economica a cui dovrebbe accompagnarsi anche un miglioramento del mercato del lavoro. Tuttavia la debolezza dei salari dovrebbe persistere ancora per un po’ di tempo, anche se le buone condizioni del mercato del lavoro dovrebbero spingere al rialzo anche i salari. Il dollaro australiano è in rialzo, anche grazie ai buoni dati relativi alla spesa per consumi che è aumentato dello 0.5% su base annua.

Nella notte è intervenuto anche il governatore ad interim della Reserve Bank of New Zealand, Grant Spencer, discutendo della possibilità di rivedere la politica monetaria per affrontare il problema della bassa inflazione. “Nella misura in cui la leva della politica monetaria sull’inflazione potrebbe essersi ridotta, ciò suggerisce un approccio cauto nella risposta agli scostamenti dell’inflazione e una grande attenzione al nostro giudizio del rallentamento economico Potrebbe essere appropriato per la politica monetaria attribuire un peso relativamente maggiore alla produzione, all'occupazione e alla stabilità finanziaria rispetto all'inflazione. Tuttavia, questo può essere sostenuto solo se vengono mantenute le credenziali di stabilità dei prezzi a lungo termine della politica monetaria.” Il dollaro neozelandese dopo un’inizaile discesa dello 0.1% è risalito dello 0.4%

L’indice Caixin servizi ha fatto segnare un’espansione superiore alle attese, con un dato definitivo di 51.9 rispetto al 51.2 del mese precedente. L’aumento degli ordini e dell’attività economica ha spinto le imprese ad assumere e ad aumentare i prezzi al tasso più alto da luglio 2015. L’indice Caixin manifatturiero è sceso leggermente a novembre a 50.8. Ricordiamo come l’indice Caixin misuri il sentiment dei direttori acquisti delle piccole e medie imprese cinesi e sia elaborato da una società indipendente.

Deboli invece i mercati asiatici, spinti al ribasso dalla debolezza del settore tecnologico USA, minacciato dalla riforma fiscale varata da Trump che potrebbe andare a colpire le riserve di utili detenute all’estero. L’indice Hang Seng è in ribasso dello 0.3%, con il settore tecnologico che perde nel suo complesso l’1.2% e in modo del tutto analogo sta anche perfomando l’indice giapponese.

Fonte : CMC Markets  Piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/12/2017


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