Stando agli analisti azionari e agli psicologi specializzati in trading, nell’ultimo secolo un solo fattore non ha subito alcuna variazione: la psicologia degli investitori. A tal proposito è impossibile non sottolineare l'utilizzo della teoria di Dow, basata sul presupposto che il comportamento umano sia ampiamente prevedibile quando la persona studiata si trova in un gruppo, la cui importanza sta nella capacità di penetrare la psicologia dei mercati. Un altro presupposto è che tutti i dati su un determinato asset, compresi i sentimenti, le emozioni e le informazioni attualmente note sull'asset in questione, siano riflessi sul prezzo. Il prezzo viene poi influenzato dal comportamento umano, come sempre fallibile (nonostante il mantra "questa volta è diverso"), che tende a ripetersi nel corso della storia. In un mercato in crescita, l'euforia e l'emozione di trader e investitori possono far salire le valutazioni fino a livelli particolarmente altri e spingerli a ritenere che tali livelli siano sostenibili. È in questo punto che vediamo il massimo pericolo e il massimo compiacimento. Il modo più semplice di osservare un fenomeno simile è consultare il seguente grafico: Fonte: optioalpha.com - 2011 Studiando il grafico vediamo che la maggior parte del gregge tende ad apparire intorno al termine di un trend; l'ultima spinta al rialzo, quando prende forma, convince i nuovi investitori che il mercato continuerà a salire. L'aumento del DAX, che ha raggiunto picchi record, potrebbe essere il perfetto esempio di una fase di euforia seguita da un aumento all'ultimo respiro che porta a raggiungere picchi record. La domanda è la seguente: la mossa al ribasso a cui abbiamo assistito ad agosto faceva parte della fase di "rifiuto" indicata nella tabella di cui sopra nel momento in cui i mercati azionari danno inizio all'inversione? In altre parole, il calo estivo potrebbe non essere stato un declino a medio termine del trend rialzista, ma l'inizio della fine del movimento al rialzo sul lungo periodo. Se presupponiamo che i trend dei mercati vengono influenzati dai cicli emotivi, dobbiamo allora analizzare la durata di ogni singolo ciclo. Sembra che la risposta sia 7 anni. Negli ultimi 40 anni abbiamo potuto notare che ogni 7 anni o giù di lì un evento politico o macroeconomico ha generato una perdita di fiducia tale da portare a un crollo dei mercati. Il calo dei mercati azionari, a sua volta, ha portato gli investitori a perdere fiducia e a tirarsi fuori dal mercato nel momento di maggiore paura. Proprio in quel momento, solitamente, gli investitori istituzionali hanno iniziato ad acquistare di nuovo seguendo il mantra del Barone Rothschild, della famosa dinastia dei banchieri, a cui va fatta risalire la celebre frase secondo cui il momento migliore per acquistare sarebbe quello "in cui le strade sono piene di sangue". Il calendario illustra le precedenti crisi sul mercato azionario. Quando si verificherà la prossima? I seguenti fatti supporterebbero la teoria di una potenziale crisi in avvicinamento: - Il rallentamento della Cina, motore economico globale - Il calo dei profitti trimestrali negli Stati Uniti per la prima volta in sette anni - La crisi dei paesi emergenti e la guerra delle valute - L'aumento della valutazione delle azioni negli Stati Uniti e in Europa Conclusione Conoscere l'ambiente storico e macroeconomico in cui ci troviamo potrebbe essere molto importante per preservare il proprio capitale e continuare ad avere successo nella propria attività di trading. Negli ultimi 20 anni il mercato dello S&P500 ha vissuto tre momenti di forte rialzo, di cui uno nel 1995, che si è concluso con il calo dal picco del 1998 e ha toccato il fondo nel 2002, prima di un nuovo rialzo quinquennale che ha portato ai nuovi picchi del 2007. Infine, come diciamo spesso, un grafico vale più di mille parole. Che ne pensate di questo? Fonte: CMC Markets - Settembre 2015 Segui Nicolas Chéron su Twitter:@NCheron_CMC CMC Markets offre solamente servizi di esecuzione degli ordini. Questi materiali (che contengano o meno opinioni) sono pensati a solo scopo informativo, e non tengono in considerazione gli obiettivi o le situazioni personali dei lettori. Questi contenuti, nella loro interezza, non sono e non vanno considerati suggerimenti finanziari, a livello di investimenti o di alcun altro tipo, su cui fare affidamento. Nessuna delle opinioni fornite in questo articolo costituisce una raccomandazione da parte di CMC Markets o dell'autore sul fatto che un particolare investimento, titolo, transazione o strategia di investimento sia adatto a una data persona.