Il dollaro USA si è rafforzato in seguito alla decisione del FOMC di restare fermo sui tassi di interesse, aprendo la strada a un potenziale rialzo dei tassi di dicembre, poiché l'economia rimane solida e il mercato del lavoro è forte.

Il dollar index è salito di mezzo punto percentuale nell'area di 96,5, impattando su euro, yen, sterlina e dollaro australiano. Il prezzo del  Brent ha rotto il supporto  di  72,1 dollari a causa del rally del dollaro e le scorte accumulate nelle ultime settimane che non mostrano segni di cedimento a breve.

Anche l'esenzione di otto paesi dalla sanzione statunitense all'Iran ha delineato una prospettiva più ribassista per i prezzi del greggio, dal momento che è probabile che l'offerta rimanga elevata.

I mercati asiatici hanno generalmente aperto in ribasso stamattina, dopo una correzione delle azioni statunitensi durante la notte. Il rafforzamento del dollaro USA e la probabilità di un altro rialzo dei tassi della Fed in dicembre, a cui si aggiunge l'aumento del costo del debito, hanno attenuato la propensione al rischio per gli investitori. Il mercato di Singapore ha aperto in ribasso dello 0,8%, dal momento che i risultati   di diverse  blu chips non sono riusciti a fornire sorprese positive questa settimana.

Gli indici dei prezzi al consumo e alla produzione  di oggi sono potenziali market movers, dato che gli analisti vedono un possibile rallentamento dei prezzi alla produzione, mentre l'economia del paese si raffredda e gli indicatori che misurano l'attività manifatturiera suggeriscono una domanda esterna più debole man mano che la disputa commerciale danneggia la fiducia.

Il dato relativo al PIL del terzo trimestre del Regno Unito di questa mattina e la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti misurato dall'indice Michigan saranno a loro volta  dati chiave per valutare la potenziale volatilità della sterlina e del dollaro.

Le esportazioni e le importazioni cinesi a ottobre sono aumentate del 15,6% e del 21,4% in dollari USA, superando le previsioni di consenso dell'11% e del 14% rispettivamente tra l'intensificarsi degli attriti commerciali con gli Stati Uniti. L'avanzo commerciale è stato di 34,1 miliardi di dollari USA, inferiore alle previsioni di circa 1 miliardo, in quanto la crescita delle importazioni ha superato quella delle esportazioni.

Una scomposizione dei dati commerciali suggerisce che il petrolio, il gas naturale, la soia e il ferro hanno guidato l'aumento delle importazioni lo scorso mese, in parte a causa della maggiore domanda di materie prime industriali e del rilassamento delle normative ambientali nel settore.

Le esportazioni verso Stati Uniti, UE e Giappone sono scese rispettivamente al 13,2%, 14,6% e 7,9%, rispetto al 14%, al 17,4% e al 14,3%  di un anno fa. Ciò ha suggerito una domanda esterna più debole da parte dei principali partner commerciali della Cina, nonostante il forte calo dello yuan che dal mese di giugno è stato un catalizzatore positivo per le esportazioni.

Dall'altro lato le esportazioni verso Hong Kong, Corea del Sud e Vietnam sono aumentate rispettivamente al 23,6%, 7,7% e 17,6%, suggerendo che il commercio intermedio e la ripresa della domanda dai mercati asiatici stanno aiutando a ridurre il rallentamento della domanda dai paesi occidentali.

L'outlook rimane tuttavia incerto, in quanto l'effetto del settore del “front loading” probabilmente maschera l'impatto del 10% delle tariffe su 200 miliardi di dollari di esportazioni, che è entrato in vigore il 24 settembre.

Un raffreddamento negli scambi con gli Stati Uniti, che rappresentano circa il 20% di tutte le esportazioni cinesi, è probabile che emergano all'inizio del prossimo anno se non vi è alcuna svolta nella questione commerciale nella riunione  tra Trump-Xi alla fine di questo mese.

Il PMI manifatturiero ufficiale della Cina ha già mostrato segni di debolezza scendendo a 50,2 nel mese di ottobre al minimo di due anni. L’ultimo indice degli orinativi all’esportazione è sceso ulteriormente a 46,9, in calo per il quinto mese consecutivo.

Tra le coppie forex più popolari, AUD/USD offre probabilmente il miglior proxy della storia della Cina a causa dei loro forti legami commerciali. La coppia AUD/USD ha rotto al rialzo il canale discendente nella tabella del giorno e il suo SuperTrend (10,3) si è ribaltato verso l'alto per la prima volta in quattro mesi, suggerendo che la tendenza a breve termine è diventata rialzista. Il supporto e la resistenza più immediate per AUD / USD si possono trovare a circa 0,722 (161,8% estensione di Fibonacci) e 0,737 (127,2%) rispettivamente.

Crude Oil Brent – Cash

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 09/11/2018

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