Sulla base dei dati economici di ieri c'è poco da rallegrarsi di quanto  abbiamo visto per l'attività economica all'inizio del 2019. L'economia italiana continua a sembrare debole e in rotta per il terzo trimestre consecutivo di contrazione, mentre gli ultimi PMI francesi sembrano mostrare che l'economia in Francia non sia troppo distante in termini di rallentamento economico.

Nemmeno l'economia del Regno Unito  è stata risparmiata  perché il PMI del settore dei servizi ha registrato la sua lettura più debole da luglio 2016, il mese dopo il referendum sulla Brexit, dal momento che i nuovi ordini hanno subito un brusco calo. Le imprese hanno riferito che sta montando l'ansia in merito alle modalità con cui gli eventi potrebbero svolgersi nelle prossime settimane, mentre ci dirigiamo verso la data del divorzio del Regno Unito dall'UE il mese prossimo.

Le vendite di auto nuove sono crollate anche a gennaio, in linea con la debolezza vista a livello europeo che dura da cinque mesi. Di conseguenza, la sterlina è scivolata a un minimo di due settimane contro il dollaro USA, poiché i mercati hanno ormai scontato del tutto la possibilità di un aumento dei tassi di interesse quest'anno, indipendentemente dall'accordo su Brexit o meno. Sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che se l'economia del Regno Unito sta rallentando, non è sola nel sua sclerosi con l'Italia e la Francia in prima fila, con dati ancora più deboli, mentre anche l'economia tedesca sta faticando.

In questo tipo di contesto economico è inopportuno che i politici di entrambi i lati della Manica giochino alla roulette russa con i negoziati sulla Brexit. L'UE ha costantemente affermato di ritenere che il Regno Unito abbia più da perdere da una Brexit disordinata, con entrambe le parti che si stanno preparando per uno scenario senza accordo.

Il rischio con questo tipo di calcolo è che, in un momento in cui il sistema finanziario in Europa è tutt'altro che robusto, la ricaduta di una Brexit senza accordi potrebbe far crollare il tetto sulla testa dell'Europa, con gravi conseguenze per l'economia globale.

Nonostante il deterioramento degli ultimi aggiornamenti di dati economici, gli investitori sono tornati sui mercati azionari, spingendo il FTSE100 ai massimi di tre mesi e le azioni europee ai massimi livelli in due mesi. L'aumento del FTSE è stato favorito da una sterlina più debole e da una serie di risultati ben accolti dal gigante petrolifero BP.

Anche i mercati statunitensi hanno proseguito la loro marcia al rialzo, nonostante un deludente aggiornamento di Alphabet, mercati sostenuti dal costante ottimismo sui guadagni delle società, con lo S&P 500 che ha fatto ritorno a breve distanza dalla suo media mobile a 200 giorni per la prima volta da quando c'è stato un movimento di rottura al di sotto di essa.

Gli investitori hanno seguito con attenzione anche il discorso sullo Stato dell' Unione di ieri sera del presidente Trump per avere qualsiasi indizio su come stiano procedendo i colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina, insieme a qualsiasi indizio sul fatto che sia o meno intenzionato a fare un passo indietro per evitare un altro shutdown  del governo. Su entrambe le questioni è stato aggiunto qualche piccolo dettaglio , anche se ha sottolineato che ci sono stati solo pochi giorni per assicurarsi un accordo per mantenere aperto il governo, mentre tentava di cercare di colmare il divario tra le parti con misure per aiutare a finanziare i congedi familiari retribuiti nel  budget del 2020.

Dopo il balzo di ieri i mercati in Europa si apriranno leggermente in ribasso mentre gli investitori faranno il punto sugli ultimi dati sugli ordinativi di fabbrica dalla Germania, che dovrebbe recuperare leggermente a 0,3, dopo il crollo dell'1% a novembre, comunque su base annualizzata ci si aspetta ancora che la lettura sia deludente, con un calo previsto del 6,7%.

EURUSD - continua a scendere con il rischio di una rottura al di sotto del livello 1.1400, verso i minimi di novembre a 1.1215. Dobbiamo vedere uno spostamento oltre l'area 1.1520 per un movimento più ampio verso i massimi  di dicembre a 1.1570.

GBPUSD - la rottura  sotto l'area 1.3020 ha visto la sterlina scendere  con la prospettiva di vedere una mossa verso 1.2820, con  una rottura sotto l'area 1.2920. Solo una risalita sopra l'area 1.3020 stabilizzerebbe il cambio aprendo  un ritorno ai massimi di gennaio a 1 3200.

EURGBP - superata  l'area 0.8800, si apre la prospettiva di un nuovo test della media  a 200 giorni a 0.8860, tuttavia dobbiamo prima vedere una rottura del livello di 0.8820. Siamo ancora nel range  con supporto vicino al livello 0,8770.

USDJPY - il livello 110.20 rimane una resistenza chiave. Abbiamo bisogno di una rottura su questo livello per mettere nel mirino il livello di 111 00. Un mancato superamento del livello di 110.20 mantiene aperta la possibilità di una discesa verso l'area 108.20. Sopra il livello di  110.20 si può prendere in considerazione un movimento verso l’area di 111,00.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 06/02/2019

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