Il peso argentino è crollato del 20% durante la notte a causa degli ingenti deflussi di capitali, incrementando le perdite contro il biglietto verde al 45% quest'anno. Una settimana fa, la lira turca ha sofferto di una crisi simile e ha scatenato il panico nelle valute dei mercati emergenti. Il piano di salvataggio urgente della banca centrale argentina per innalzare il tasso di interesse a un livello del 60% non è riuscito a ripristinare la fiducia. Gli investitori stanno abbandonando la terza più grande economia dell'America Latina in quanto la solvibilità del paese si sta deteriorando in seguito all'aumneto del dollaro. L'iperinflazione e il pesante indebitamento pubblico hanno portato alla preoccupazione che il paese potrebbe presto affrontare un nuovo default, se non riuscisse a ottenere l'approvazione del FMI per la concessione di un prestito di salvataggio da 50 miliardi di dollari.

La crisi valutaria regionale potrebbe esercitare una forte pressione sul resto del mondo, specialmente nelle economie emergenti che si trovano ad affrontare una situazione simile: alto debito, alta inflazione e deficit fiscale. I capitali sono andati in territori sicuri compresi i Treasuries americani la scorsa notte. Il dollar index ha frenato la discesa e ha trovato supporto nell'area intorno a 94.6. Se la crisi valutaria dell'America Latina dovesse peggiorare nei prossimi giorni, la valuta dei mercati emergenti e le loro azioni dovrebbero affrontare una nuova ondata di vendite. Il dollaro sarà favorito.

I titoli azionari statunitensi hanno ritracciato da livelli record dal momento che il presidente Trump sta pianificando l'introduzione di nuovi dazi doganali per 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi e ha minacciato di ritirarsi dal WTO. Sia le tensioni commerciali che la crisi argentina hanno pesato sul sentiment del mercato. Il danno, tuttavia, è più grave nell'Asia settentrionale piuttosto che nel Nord America.

A Singapore, il STI ha perso 24 punti o lo 0,7% all'apertura a causa dei motivi menzionati prima. Il mercato è tornato nuovamente a testare un livello di supporto chiave di 3.200 punti. D'altro canto, le statistiche sugli scambi SGX hanno mostrato che gli investitori istituzionali si sono riversati sul mercato con acquisti netti per la prima volta in quattro settimane, suggerendo che gli "smat money" sono tornati sul mercato per comprare. Tra i settori più gettonati dagli investitori ci sono quello bancario e gli industriali.

 

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 31/08/2018

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