I mercati azionari in Asia sono misti dopo che la Cina ha pubblicato una serie di indicatori economici.

La produzione industriale cinese ha avuto una crescitadel 6,1% mentre gli economisti si aspettavano un +6%. Il dato sulle vendite al dettaglio ha riportato un aumento del 9%, contro un aumento previsto dell'8,8%. Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono cresciuti del 5,3% con una previsione del 5,5%. L'amministrazione di Pechino ha detto che non si arrenderanno per quanto riguarda i negoziati commerciali. La Cina ha tolto le restrizioni sulla proprietà straniera sulle agenzie di rating creditizio e la mossa sottolinea la determinazione del Paese a diventare un'economia più aperta. Potrebbe anche aprire la strada a maggiori investimenti internazionali nell'economia domestica, il che sarebbe positivo per le imprese.

È stata una giornata impegnativa in termini di aggiornamenti dalla banche centrali ieri, dal mmento che abbiamo avuto le riunioni della Banca Centrale Turca (TCMB), della Banca d'Inghilterra (BoE) e della Banca Centrale Europea (BCE). La TCMB turca ha rialzato bruscamente il tasso d'interesse dal 17,75% al 24% e la valuta sotto assedio è riuscita a mantenere la maggior parte del suo rialzo. La mossa potrebbe togliere una certa pressione sulla valuta nel breve termine, ma l'elevata inflazione sui prodotti al consumo del paese e tassi di inflazione alla produzione ancora più elevati potrebbero costituire un problema nel medio termine.

L'aggiornamento della BoE è stato in gran parte privo di novità dal momento la politica è rimasta invariata e ha rispettato le aspettative. La banca centrale ha alzato la previsione di crescita del terzo trimestre allo 0,5% e ha dichiarato che i consumi sono in aumento. Ciò è stato incoraggiante in quanto supporta la decisione di aumentare i tassi a fine dello scorso mese. Ieri il capo della BoE, Mark Carney, ha avvertito che una Brexit senza accordo potrebbe comportate un aumento dei tassi d'interesse e che i prezzi delle case potrebbero scendere anche del 35%. I mercati hanno avuto una reazione piatta, probabilmente perché ci sono stati avvertimenti simili per il voto su Brexit senza che lo scenario si verificasse. La sterlina rimarrà al centro dell'attenzione qunado il discorso di Mark Carney a Dublino sarà pubblicato alle 12:00.

La BCE ha mantenuto i tassi di interesse fermi, in linea con le aspettative degli economisti. La banca centrale sta attualmente comprando 30 miliardi di euro in titoli di Stato al mese. Questo volume di acquisti sarà ridotto a 15 miliardi di euro al mese da ottobre, e il programma verrà chiuso alla fine di dicembre, fatto questp che non rappresenta di certo una sorpresa. Le previsioni di crescita per il blocco valutario sono state ridimensionate e Mario Draghi, il governatore della banca, ha messo in guardia contro l'aumento del protezionismo e il potenziale rallentamento delle economie dei mercati emergenti. L'accordo commerciale UE-USA deve ancora essere ratificato e i problemi della Turchia sono tutt'altro che risolti. Draghi ha confermato che è ancora necessario uno stimolo monetario significativo e questa dichiarazione ha ampiamente aiutato le azioni della zona euro.

Oltre alle riunioni delle banche centrali, è stato il dato sull'inflazione statunitense a muovere i mercati. Il tasso di inflazione dei beni al consumo è sceso al 2,7% dal 2,9%, e ciò ha innescato una serie di vendite sul dollaro USA e ha incoraggiato gli operatori a far scattare al rialzo le azioni americane. Il raffreddamento del costo della vita potrebbe incoraggiare la Federal Reserve a rallentare il ciclo di stretta monetaria. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti saranno pubblicate alle 14:30 la stima di consenso è di una crescita dello 0,4% - in rallentamento rispetto allo 0,5% di luglio.

Le frizioni tra Stati Uniti e Cina sul commercio sono un po' meno preoccupanti per gli investitori. Mercoledì, gli Stati Uniti hanno fatto sapere che stavano cercando di riavviare i colloqui commerciali con Pechino, e ieri il presidente Trump ha affermato che c'è una maggiore pressione sulla Cina affinché i negoziati proseguano alla luce del loro mercato azionario e della valuta relativamente deboli. L'assenza di toni minacciosi nel linguaggio da ambo le parti ha lasciato gli operatori un certo ottimismo tra gli operatori e i principali indici statunitensi hanno ripreso il loro trend rialzista di fondo. Un mercato azionario forte conferisce aTrump l'impressione che stia vincendo la disputa commerciale.

In netto contrasto con il balzo di mercoledì, il petrolio ha subito una forte caduta la scorsa notte. L'uragano Florence è stato declassato a categoria due da categoria quattro, e ciò ha spinto i trader a diminuire le posizioni rialziste precedenti. L'Agenzia internazionale per l'Energia ha rivelato che l'approvvigionamento globale di petrolio ha raggiunto il record di 100 milioni di barili al giorno. L'organizzazione prevede che la produzione non OPEC si espanderà nel 2018 e nel 2019, in gran parte a causa della crescita "implacabile" dagli Stati Uniti. Il WTI e il Brent potrebbero abbandonare i loro recenti massimi, ma rimangono nel loro recente trend rialzista.

EUR/USD - nonostante il discreto rimbalzo tra metà e fine agosto, il mercato rimane nella più ampia tendenza al ribasso che è iniziata ad aprile, finchè rimane al di sotto del livello di 1,1750 la sua prospettiva potrebbe rimanere ribassista. 1.1510 potrebbe fungere da supporto e una rottura al di sotto di quel punto potrebbe portare in gioco 1.1300. Se venisse superato il livello di 1.1750, è possibile scegliere come target 1.1850.

GBP/USD - ha spinto in rialzo da metà agosto, e se riusciesse a mantenere il livello di 1.3000, potrebbe arrivare a 1.3200. Un ribasso al di sotto di 1.3000 potrebbe portare in gioco 1.2785, e al di sotto di tale supporto si potrebbe arrivare a 1.2661.

EUR/GBP - il key reversal sul grafico settimanale e giornaliero che abbiamo visto a fine agosto potrebbe indicare ulteriori perdite e il supporto potrebbe entrare in gioco a 0,8834 corrispondente alla media mobile a 200 giorni. Se la tendenza al rialzo continuasse, potrebbe raggiungere 0,9100 o 0,9160.

USD/JPY - la tendenza al rialzo iniziata a marzo è ancora intatta e, se la mossa positiva continuasse, potrebbe raggiungere 112,15. Il supporto potrebbe essere trovato a 109,79 corrispondente alla media mobile a 200 giorni.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 14/09/2018

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