La banca centrale giapponese ha deciso di mantenere invariata la sua politica monetaria accomodante per sostenere il credito e la domanda, in linea con le attese del mercato. Tuttavia ha abbassato le stime inerenti l’inflazione: ha infatti detto di attendersi un'inflazione dello 0,8% nell'anno 2017/2018 contro l'1,1% stimato in precedenza e all'1,4% nel 2018/2019 contro l'1,5% atteso finora. Per contro ha leggermente alzato la previsione di crescita dell'economia giapponese per l'anno in corso (che si chiude il 31 marzo 2018) all'1,9% dall'1,8% precedente. Densa di spunti macro sia la mattinata italiana sia quella europea: Dall'Istat arriva il dato sul mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione visto a settembre all'11,1% dopo l'11,2% di agosto, a seguire la prima stima dell'inflazione a ottobre. In mattinata Eurostat diffonderà i dati sui disoccupati a settembre. News importanti che potrebbero dimostrare come mai la Banca centrale preferisce non ridurre gli stimoli in maniera troppo repentina. Il Pil infatti, pur restano solido, dovrebbe rallentare allo 0,6% nel terzo trimestre dallo 0,7% dei tre mesi precedenti. Chiusura in calo per Wall Street: il Dow Jones è sceso dello 0,36%, l'S&P 500 dello 0,32% e il Nasdaq Composite è calato frazionalmente dello 0,03%. Il dollaro si è stabilizzato durante la seduta asiatica dopo l'indebolimento di ieri. Gli investitori restano cauti in attesa del meeting del Fomc e della pubblicazione del report sul mercato del lavoro Usa di venerdì. Numeri solidi dimostrerebbero che il ritmo di espansione dell'economia statunitense ha finalmente accelerato. Entrando nello specifico dei cambi, l'euro/usd tratta a 1,1644, l'usd/yen è appena sopra 113 a 113,092 e il gbp/usd poco sopra 1,32 a 1,3215. 

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 31/10/2017

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