Sembra che i mercati azionari in modalità "non vedo, non sento, non parlo" proseguendo  il rimbalzo che è  in essere  dall'inizio dell'anno, in scia all'ottimismo secondo cui otterremo qualche forma di ricompensa quando arriverà  un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, prima della scadenza del 2 marzo.

Questo ottimismo sembra essere stato confermato dal presidente Trump ieri quando ha detto che avrebbe preso in considerazione la possibilità di posticipare la scadenza se ce ne fosse stato il bisogno, notizia che è andata ad aggiungersi alle voci per le quali un accordo per evitare un altro shutdown  del governo statunitense è in fase di lavorazione, aiutando  a spingere  lo S&P 500 oltre la sua media mobile a 200 giorni per la prima volta dal 4 dicembre dell'anno scorso. Lo slancio positivo generato sulla scia di questi sviluppi ha visto i mercati asiatici registrare una forte performance nel corso della notte e sembra destinato a palesarsi anche in Europa stamattina con un'apertura  positiva.

La sterlina è rimasta sotto pressione dopo che il primo ministro Theresa May ha dato seguito alle aspettative secondo cui avrebbe ottenuto un rinvio ad un altro voto sulla Brexit sul suo accordo di uscita  fino alla fine del mese.

Sta diventando sempre più evidente che i mercati pensano ancora che un accordo rimanga il risultato più probabile, tuttavia rimane anche la possibilità reale che entrambe le parti calcolino male l'abilità della controparte a fermarsi prima dell'oro del baratro il che significa che un "no deal" involontario sua un prospettiva molto più reale  di quanto la maggior parte delle persone non riconosca.

Dal punto di vista dei dati, è evidente che si sta iniziando a ad esserci  una certa prudenza  sia in termini di fiducia dei consumatori che di spesa effettiva degli stessi, nonostante il calo delle pressioni inflazionistiche. Si prevede che questo calo delle pressioni inflazionistiche prevarrà anche sui dati dell'inflazione di gennaio dal 2,1% di dicembre. Il calo delle tariffe aeree e il calo dei costi del carburante hanno visto l'inflazione dell'indice dei prezzi al consumo  scendere ai suoi livelli più bassi in 22 mesi a dicembre al 2,1%, dando un ulteriore impulso ai consumatori in un momento in cui le retribuzioni aumentano di oltre il 3%.

L'inflazione di gennaio dovrebbero leggermente indebolirsi all'1,9%, il che è piuttosto sorprendente dato che le tariffe ferroviarie e gli altri costi di trasporto tendono a salire all'inizio dell'anno, un effetto stagionale che tende a spingere i prezzi più in alto. Ciò significa che potremmo vedere un piccolo aumento , tuttavia non dovrebbe essere troppo forte  dato che i rivenditori al dettaglio hanno difficoltà a trasferire gli aumenti dei prezzi e pesanti sconti potrebbero compensare l'aumento dei costi del trasporto interno. Anche i prezzi core sono in calo, attualmente al di sotto dell'1,9%, che, se mantenuti, potrebbero rimettere in discussione i tempi di qualsiasi aumento dei tassi della Banca d' Inghilterra, se l'incertezza della Brexit si dimostrasse di breve durata.

Mentre ci siamo abituati all'incertezza politica qui nel Regno Unito, lo stesso virussembra diffondersi in tutta Europa, con la Spagna che potrebbe essere il prossimo paese europeo che rischia di assistere al crollo del suo governo, se l'ultimo bilancio spagnolo non fosse approvato oggi. L'attuale premier  Pedro Sanchez è  il leader di un governo di minoranza, avendo sostituito Mariano Rajoy a metà della scorsa estate. Attualmente sta cercando di ottenere l'approvazione del bilancio dal parlamento, ma può farlo solo con l'aiuto dei partiti nazionalistici catalani, che hanno guidato le proteste furiose. Con il processo che inizierà questa settimana contro  i separatisti catalani che hanno organizzato il referendum del 2017, le tensioni sono già elevate, mettendo i piani di bilancio dei Primi Ministri a rischio. Se non riuscisse  a passare il bilancio oggi, potremmo ottenere nuove elezioni già  ad aprile.

EURUSD - sembra aver trovato un livello di supporto a 1,1250, formando un key reversal sul grafico giornaliero, suggerendo il potenziale per un rimbalzo verso il livello 1.1400 e anche un ritorno ai massimi intorno al livello 1.1500. Una rottura sotto 1.1250 annlerebbe questo scenario e aprirebbe la strada verso il livello di 1.1215.

GBPUSD - la sterlina è riuscita a mantenersi sopra il livello di 1,2820 per ora. Finchè mantiene questo livello rimane in gioco un ritorno verso l'area 1.3020. Una rottura al di sotto del livello di 1,2820 potrebbe generare un movimento verso 1.2700. Qualsiasi rimbalzo deve condurre al di sopra del livello di 1,3020 per una consolidamento.

EURGBP - sta  tornando verso i massimi della scorsa settimana a 0.8820. Una mossa sopra questo livello apre le porte verso la media mobile a 200 giorni a 0.8860. Finchè resta sotto 0.8820 rimane il rischio di un ritorno nell'area 0.8720.

USDJPY - è riuscito a superare il livello 110.20, aprendo così la possibilità di un movimento verso l'area 111.00. Il supporto si trova nell'area di 109.80.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 12/02/2019

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