Chi sono i candidati in corsa per la presidenza francese?

I cittadini francesi andranno alle urne il 23 aprile 2017, e poi di nuovo il 7 maggio, per eleggere un nuovo Presidente. In seguito alla scossa provocata dalla Brexit nel Regno Unito e dalla vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, il risultato di questa elezione darà un’idea della forza dell’Euroscetticismo e dei movimenti “populisti”. Per la prima volta nella storia moderna francese, l’attuale Presidente, il socialista François Hollande, ha deciso di non ricandidarsi per un secondo mandato. Con quattro contendenti su cinque in grado di passare al turno decisivo il 7 maggio (se ottengono il numero di voti necessario al primo turno), la corsa alle presidenziali di quest’anno è molto incerta. Quindi, chi sono i candidati principali?

MARINE LE PEN – FRONT NATIONAL

Marine Le Pen, 48 anni, avvocato di formazione è stata a capo del dipartimento legale del partito. Nel 2004 è stata eletta al Parlamento Europeo e da allora ne è rimasta membro, rappresentando la Francia del Nord-Ovest. Subentrando al padre alla guida del partito, Marine Le Pen ha modernizzato il partito, pur mantenendo ferme posizioni anti-immigrazione.

In che cosa crede:

• Negoziazione con Bruxelles per una nuova Unione Europea, seguita da un referendum • Espulsione automatica degli immigrati illegali e taglio dell’immigrazione legale a 10.000 persone all’anno • Chiusura delle moschee estremiste e priorità ai cittadini francesi nell’assegnazione degli alloggi popolari • Età pensionabile fissata a 60 anni e settimana lavorativa di 35 ore

EMMANUEL MACRON, EN MARCHE

Emmanuel Macron, 39 anni, è un ex ministro dell’economia che ha creato il proprio partito solo un anno fa e che non è mai stato eletto. Attualmente i sondaggi lo danno secondo con il 23% dei voti; ha una realistica possibilità di diventare il presidente più giovane che la Francia abbia mai avuto. Banchiere d’affari, Emmanuel Macron è stato consigliere economico del Presidente in carica Hollande prima di accettare il ruolo di ministro dell’Economia e delle Finanze nel 2014. È famoso per aver ideato la “Legge Macron”, una riforma controversa che permette ai negozi di aprire più spesso la domenica e che ha liberalizzato alcuni settori industriali. Crede nelle start-up digitali e ha favorito un mercato di autobus su lunga distanza.

In che cosa crede:

• Piano di investimento pubblico per la formazione professionale, uscita dal mercato del carbone e passaggio alle energie rinnovabili, infrastrutture e modernizzazione • Significativo taglio alle imposte sulle imprese e più margini di manovra alle società per rinegoziare la settimana lavorativa di 35 ore • Riduzione del tasso di disoccupazione al 7% (attualmente pari al 9,7%) • Divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole per i minori di 15 anni e pass cultura da €500 per giovani di 18 anni

FRANÇOIS FILLON, I REPUBBLICANI

François Fillon, 63 anni, è stato Primo Ministro durante la presidenza di Nicolas Sarkozy dal 2007 al 2012. Era il favorito per queste elezioni, ma la sua reputazione è stata fortemente danneggiata a gennaio, quando è stato accusato di aver assunto sua moglie Penelope per un ruolo fittizio all’interno del Parlamento francese e aver sottratto dei fondi pubblici per pagarla.

In che cosa crede:

• Aumento delle ore lavorative settimanali da 35 a 39 ore nel settore privato e pubblico • Limitazione dei diritti di adozione per le coppie gay e aumento dell’età pensionabile da 62 a 65 anni • Rafforzamento dei legami tra Francia e Russia e spinta per un coinvolgimento più attivo con il Presidente siriano Bashar al-Assad e l’Iran per trovare una soluzione al conflitto siriano • Riduzione della spesa pubblica di €100 miliardi in 5 anni con un obiettivo di pareggio di bilancio nel settore pubblico entro il 2022

BENOÎT HAMON, PARTITO SOCIALISTA

Benoît Hamon, 49 anni, ha fatto sognare la Francia con le sue politiche idealiste. Da alcuni è stato paragonato al leader laburista Jeremy Corbyn e criticato per il suo manifesto troppo sognante e in qualche modo radicale. Figlio di un ingegnere navale, Hamon è stato uno dei fondatori del Movimento dei giovani socialisti e, in passato, è stato Ministro delle Finanze e Ministro dell’Educazione sotto la presidenza di Hollande. Hamon si è dimesso dai suoi ruoli di governo nel 2014 dopo aver incoraggiato invano il Presidente a porre fine alle misure di austerity.

In che cosa crede:

• Introduzione di un reddito di base universale di €750 al mese per ogni cittadino francese, il che, secondo le stime, dovrebbe costare allo Stato €300 miliardi all’anno • Aumento dell’esistente “Revenu de solidarité active (RSA)”, un sussidio per tutti i soggetti a basso reddito, a €600 a mese nel 2018 • Istituzione di un reddito per tutti i giovani di età compresa tra 18 e 25 anni, a prescindere dal loro stipendio • Riduzione della settimana lavorativa da 35 a 32 ore e offerta di incentivi finanziari alle imprese che introducono la settimana lavorativa da quattro giorni o che consentono ai lavoratori di prendere periodi sabbatici

JEAN-LUC MÉLENCHON, LA FRANCE INSOUMISE

Jean-Luc Mélenchon, 65 anni, è un ministro di estrema sinistra che ha dichiarato di voler introdurre una tassa del 100% per chiunque guadagni più di €400.000 – limitando di fatto il reddito a €400.000 in tutto il paese. In passato, l’ex ministro ha lavorato per il ministero dell’Educazione Nazionale ed è stato fondatore del Partito di Sinistra nel 2008. È stato eletto membro del Parlamento Europeo nel 2009 e poi rieletto nel 2014. In particolare, Mélenchon è noto per i suoi sentimenti anti-tedeschi e ha pubblicamente criticato le politiche della Cancelliera tedesca Angela Merkel.

In che cosa crede:

• Limitazione degli stipendi degli amministratori delegati a 20 volte lo stipendio dell’impiegato meno pagato della società • Riduzione della settimana lavorativa a 4 giorni e aumento dei giorni di vacanza per i lavoratori • Aumento del salario minimo del 16% e innalzamento delle tasse di successione • Abbandono dell’energia nucleare e passaggio alle energie rinnovabili al 100% entro il 2050

È prevista alta volatilità nel periodo delle elezioni e gli spread potrebbero aumentare. Ti raccomandiamo di monitorare attentamente le tue posizioni, valutare l’utilizzo di strumenti appropriati per la gestione del rischio e mantenere un valore del conto in eccedenza per tutto questo periodo.