Nonostante l'uscita da otto settimane consecutive di guadagni, il mese di maggio si è rivelato piuttosto incerto per gli investitori europei, con solo DAX e FTSE100 che sono riusciti a finire in territorio positivo.

Mentre l'aumento dell'incertezza sull'andamento dei negoziati commerciali è stato uno dei fattori che hanno limitato il rialzo dei mercati azionari, aiutando inizialmente a incassare alcuni  profitti, l'incertezza politica che si sta verificando in Italia e in Spagna non è stata particolarmente d'aiuto.

L'imposizione di 50 miliardi di dollari di dazi sulle merci cinesi negli ultimi giorni, che è stata seguita ieri dalla conferma che il presidente Trump avrebbe imposto le lungamente attese tariffe su acciaio e alluminio a UE, Canada e Messico, ha comportato che i mercati azionari estendessero  i recenti cali su entrambe le sponde dell'Atlantico.

A breve termine l'impatto economico immediato potrebbe essere limitato dal momento che abbiamo saputo che queste misure sarebbero arrivate da un po' di tempo, il che potrebbe aver dato alle società il tempo di aumentare le scorte, tuttavia un scelta di rappresaglia da parte dell'UE, Canada e Messico su una serie di altri beni degli Stati Uniti, potrebbe portare a un'ulteriore escalation nei giorni a venire.

Resta da vedere come i mercati italiani reagiranno alla notizia secondo la quale ci sarà un nuovo governo populista tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle, che hanno convenuto che il controverso Paolo Savona dovrebbe passare al Ministero per gli Affari Europei mentre il Ministro delle Finanze sarà guidato da Giovanni Tria, un professore universitario romano, che ha avvertito di una implosione dell'euro se non venisse riformata.

Mentre questo potrebbe essere accettabile per il presidente Mattarella sotto la guida di Giuseppe Conte nella sua forma attuale, i futuri rapporti con Bruxelles saranno probabilmente molto più spinosi delle precedenti amministrazioni, anche con Savona lontano da un ministero finanziario,dal momento che  il nuovo governo vorrebbe attuare tagli fiscali e il  reddito di cittadinanza.

In Spagna sta diventando sempre più probabile che la posizione del primo ministro Mariano Rajoy possa diventare insostenibile con la prospettiva di nuove elezioni nelle prossime settimane, dopo che i partiti di opposizione hanno ottenuto voti sufficienti per far passare una mozione di sfiducia, il che significa ulteriore impasse.

I dati sui salari degli Stati Uniti di oggi non dovrebbero alterare l'idea che i tassi statunitensi aumenteranno di nuovo alla fine di questo mese, nonostante un dato più debole del previsto in aprile con 164 mila unità. Questo numero sorprendentemente basso, che ha anche coinciso con un numero ADP altrettanto debole all'inizio di questa settimana, potrebbe essere semplicemente il risultato di un mercato del lavoro più stretto, dato che la disoccupazione è ora al 3,9%.

Le aspettative per maggio sono per 190.000 nuove unità, tuttavia anche se questo numero è stato preceduto da dati bassi, non ci si aspetta che i mercati siano preoccupati di un dato inferiore alle attese da questo punto di vista. Ciò che sorprende è che dall'inizio dell'anno la crescita dei salari sia rallentata dal 2,9% al 2,6% e si è mantenuta su questo livello.

L'aumento dei costi alla produzione non sembra ancora tradursi in una maggiore crescita dei salari e si prevede che gli ultimi numeri di maggio vedano un modesto aumento al 2,7%. Questo è ancora molto al di sotto di dove dovrebbe teoricamente essere, tuttavia un dato forte potrebbe innescare ulteriori speculazioni sul fatto che la Fed potrebbe considerare la possibilità di quattro rialzi dei tassi quest'anno, nonostante i recenti verbali della Fed suggeriscono che i membri del FOMC potrebbero essere disposti a tollerare un più alto livello di inflazione prima di preoccuparsi che i prezzi possano disallinearsi dalle aspettative.

Ora stiamo finalmente vedendo l'impatto dell'aumento dei prezzi del carburante negli ultimi numeri dell'inflazione di maggio in Europa. Ieri l'indice dei prezzi al consumo dell'UE a maggio ha registrato un forte aumento all'1,9%, dall'1,2% di aprile. Si tratta di un significativo balzo della pressione inflazionistica in quanto l'inflazione passa dal livello più basso da un anno ad un livello massimo nell'arco di un mese. Ciò potrebbe essere problematico per la BCE in un momento in cui il rischio politico in Italia potrebbe esercitare una pressione al ribasso nelle aspettative di crescita in tutto il blocco, dal momento che la BCE sia sul punto di uscire dal suo programma di stimolo.

Se questo balzo nell'inflazione dell'UE è in qualche modo indicativo di una tendenza più ampia, le aspettative inflazionistiche potrebbero essere sottovalutate dalle banche centrali e dal mercato più in generale. Rende anche più sconcertante il fatto che la Banca d'Inghilterra abbia abbassato le previsioni di inflazione per quest'anno.

Dopo un 2017 di forte attività economica, il settore manifatturiero ha iniziato a rallentare leggermente all'inizio di quest'anno, su tutta la linea. In alcuni dei recenti dati di aprile è stato dimostrato che questa debolezza si è livellata e ha iniziato a stabilizzarsi. In Europa l'attività è stata in grado di rimbalzare almeno in parte, mentre negli Stati Uniti abbiamo anche visto una crescente evidenza dell'aumento dei prezzi con prezzi alla produzione ai massimi di 7 anni. Se questa tendenza continua nei numeri di oggi, allora dovrebbe essere di supporto a un rimbalzo nel secondo trimestre. Le aspettative per il OMI manifatturiero in Spagna, Italia, Francia e Germania sono rispettivamente di 54, 53, 55,1 e 56,8.

Nel Regno Unito abbiamo visto anche un discreto rimbalzo dopo un dato deludente a marzo, che potrebbe essere stato causato dal tempo. Si prevede che l'attività a maggio si sia stabilizzata intorno a 53,5, un leggero calo rispetto al modesto rimbalzo osservato nei numeri di aprile, con un'attenzione particolare sull'inflazione dei prezzi alla produzione che sembra ancora abbastanza robusta. Ciò presenterà problemi in termini di capacità dell'azienda di trasferire questi prezzi lungo la catena distribuzione.

EURUSD: il rimbalzo dal livello di 1.1500, che è anche il supporto della trendline dai minimi di dicembre 2016 a 1.0340, è stato anche un bullish reversal sul grafico giornaliero. Ciò suggerisce che potremmo vedere un rialzo oltre il livello 1.1730 e un nuovo test dell'area 1.1830. Una rottura sotto 1.1500 apre 1.1360.

GBPUSD - ha trovato supporto nell'area 1.3200 con un supporto più ampio appena sotto quello a 1.3110 supporto della linea di tendenza dai minimi di gennaio 2017. La resistenza ora arriva nella zona 1,3360, con una rottura entrerebbe nel mirino l'area 1,3460.

EURGBP: il rimbalzo dall'area 0,8690 ha indotto una rottura attraverso la media mobile a 100 giorni e potrebbe vedere un test del livello di 0,8830, e altre a quello verso la media mobile a 200 giorni a 0,8850.

USDJPY: si mantiene al di sopra della media mobile a 50 giorni a 108,35, ma è necessario spingersi fino a 109,30 per suggerire un nuovo test del livello 110.30.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 01/06/2018

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