Dopo una sessione forte martedì, i mercati europei e statunitensi sono scesi ieri, dato che le buone notizie sugli utili dall'inizio della settimana hanno perso parte del loro smalto dopo alcune trimestrali e annunci economici  mercoledì.

Gli ultimi verbali della Fed hanno anche rivelato che i responsabili delle politiche hanno preso in considerazione  la possibilità di una stretta ancora più forte, per così dire, spingendo i tassi al punto che invece di essere accomodanti, diventino "moderatamente restrittivi" in considerazione dei timori  che le pressioni inflazionistiche diventino un po' troppo forti.

Questo è stato uno sviluppo particolarmente importanti e potrebbe alzare la prospettiva che la Fed potrebbe decidere di implementare rialzi maggiori, forse di 50 punti base in dicembre, invece dei 25 a cui ci siamo abituati di recente.

Nulla nel verbale lascerebbe presagire che i membri del FOMC fossero propensi a rallentare il ritmo attuale di stretta con un altro aumento dei tassi che dovrebbe farsi a dicembre, con potenziali altri tre o quattro a venire nel 2019, e questo ha conferito un tono negativo ai mercati asiatici che sono scivolati, mentre i mercati qui in Europa sembrano destinati a rimanere invariati.

Le preoccupazioni sull'impatto delle tariffe sono state discusse, ma in generale se il presidente Trump sta cercando indicazioni che alcuni responsabili della politica monetaria della Fed nutrano dubbi sul ritmo della stretta monetaria, certamente non troverà traccia di ciò in questi verbali,  semmai il tono delle discussioni ha maggiormente sottolineato una spiccata propensione per ulteriori rialzi, più che la preoccupazione di un rialzo  troppo veloce.

Ciò suggerirebbe che il rapporto già instabile tra la Federal Reserve e il Presidente degli Stati Uniti potrebbe diventare molto più instabile nei prossimi mesi.

I rendimenti dei titoli obbligazionari statunitensi sono tornati al rialzo in modo non del tutto imprevisto, con il rendimento a 10 anni al livello del 3,2%, e sebbene i mercati statunitensi siano scivolati, sono riusciti a chiudere al di sopra dei minimi di giornata, mentre gli investitori rivolgono il loro sguardo alle trimestrali delle prossime due settimane.

Anche il dollaro ha avuto una sessione positiva, spingendosi al di sopra del livello di 95,00 contro un paniere di valute, salendo di più contro il dollaro canadese che è sceso nettamente dopo che i prezzi del WTI sono crollati sotto i 70 dollari al barile, dopo i dati sulle scorte, che hanno mostrato un aumento delle scorte per la seconda settimana di seguito.

La sterlina ha avuto un paio di giorni piuttosto contrastanti, sostenuta dai dati sulle retribuzioni, i migliori dal 2009, ma poi indebolita da un indice dei prezzi al consumo  più debole del previsto per settembre al 2,4%.

Se si mantenesse questa tendenza all'aumento dei salari, dovrebbe essere di buon auspicio per la spesa dei consumatori nei prossimi mesi, anche se si prevede che il numero di vendite al dettaglio di settembre mostrerà un lieve calo a conclusione di quello che dovrebbe essere un trimestre decente per l'economia del Regno Unito . Nei primi due mesi del terzo trimestre abbiamo registrato un + 0,7% e un aumento dello 0,3% delle vendite al dettaglio rispettivamente per luglio e agosto.

Data l'estate decente, non sarebbe inaspettato ad un ridimensionamento della spesa da parte dei consumatori con l'inizio dell'anno scolastico, con aspettative di un calo dello 0,4%. Questo è stato un andamento ricorrente negli ultimi trimestri con l'ultimo mese degli ultimi quattro trimestri che ha dato una lettura negativa per le vendite al dettaglio, dopo gli aumenti dei primi due mesi.

Anche l'euro è sceso in scia alle indiscrezioni secondo le quali la Commissione Europea avrebbe o ha rigettato  la proposta italiana  di bilancio, spedendo i rendimenti italiani a 10 anni al di sopra del 3,5%, anche se questo non dovrebbe davvero essere una sorpresa.

EURUSD - ha continuato a scendere dopo il fallito attacco sopra 1,1620 questa settimana. Il prossimo supporto rimane sui minimi precedenti nell'area 1,1460, e una rottura rimetterebbe in gioco l'area di 1.1200.

GBPUSD - continua a rimanere vulnerabile a ulteriori perdite verso i minimi questa settimana a 1.3080, mentre resta al di sotto dell'area 1.3250. Il supporto chiave rimane silla media mobile a 50 giorni e sul supporto della trendline da 1.2660 a 1.2980.

EURGBP - mentre resta sotto i massimi di questa settimana a 0,8825 il rischio rimane verso il basso e un nuovo test dei minimi a 0,8720, e al di sotto di quello a 0,8640. Solo al di sopra della media mobile a 200 giorni a 0,8825, si potrebbe rimettere come obiettivo il livello di 0,8870.

USDJPY - Avendo trovato supporto a 111,60 sulla trendline partita dai minimi di marzo, il dollaro americano sembra destinato a ripetere i precedenti massimi a 114,60. Abbiamo una resistenza a 113.30. Una rottura al di sotto di 111,50 suggerisce la prospettiva di ulteriori perdite verso 111,20 e persino sulla media mobile a 200 giorni

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