market falling stocks lower bear market

La notizia che l'UE e l'Italia hanno raggiunto un accordo sul budget ha sollevato ieri il sentiment sia sul mercato italiano che in tutta l'area dell'euro.

Il governo di coalizione a Roma originariamente ha spinto per un deficit di bilancio del 2,4%,mentre  ora entrambe le parti hanno concordato un deficit del 2,04%. Lo stallo carico di tensione tra Roma e Bruxelles è giunto al termine e gli operatori sono sollevati dal timore che si scateni un altro round della crisi del debito dell'eurozona. La coalizione anti-establishment a Roma dovrebbe essere in grado di tenere i propri elettori dalla propria parte e, soprattutto, tenere anche dalla propria parte il mercato dei titoli di Stato. La politica ha mai un andamento regolare e persistono i problemi strutturali a lungo termine dell'Italia, ma per ora la fiducia degli investitori è stata sostenuta.

La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse dello 0,25%, in linea con le previsioni. Si tratta del quarto rialzo dei tassi del 2018. Jerome Powell, il capo della Fed, ha rilasciato una dichiarazione accomodante. La banca centrale ha detto che i mercati dovrebbero aspettarsi due rialzi dei tassi nel 2019, ma ha anche riconosciuto che l'inflazione non sta andando secondo i piani e che la crescita sarà inferiore. Il 2018 è stato descritto come l'anno economico più forte dalla crisi del credito e la Fed monitorerà gli sviluppi economici e finanziari. Powell ha confermato che le considerazioni politiche non hanno alcun ruolo nella politica della Fed e tale dichiarazione è stata chiaramente indirizzata al presidente Trump, che ha criticato la Fed per aver alzato i tassi troppo rapidamente. L'aggiornamento della banca centrale statunitense ha fatto crollare le azioni: Dow Jones e S&P 500 hanno chiuso ai livelli più bassi nel 2018 e il biglietto verde ha recuperato gran parte delle perdite precedenti

Le azioni sono scese in Asia durante la notte in quanto il calo di Wall Street ha pesato sul sentiment globale. La People's Bank of China ha mantenuto invariati i costi di finanziamento a breve termine overnight.

La Banca del Giappone ha mantenuto invariata la politica monetaria, mantenedo i propri target anche se vi sono preoccupazioni per la salute dell'economia globale.

L'indice dei prezzi al consumo del Regno Unito si è raffreddato al 2,3% a novembre dal 2,4% di ottobre, e ciò è di aiuto ai lavoratori britannici dato che i salari medi del Regno Unito stanno crescendo al tasso più rapido in 10 anni. Il divario in termini di reddito e costo della vita si sta allargando a favore dei salariati. Il dato core è sceso all'1,8%, soddisfacendo le aspettative e questo è un po' preoccupante in quanto indica che la domanda si sta raffreddando.

Il settore del commercio al dettaglio nel Regno Unito è stato fragile di recente e ciò non promette nulla di buono per l'economia, visto che ci stiamo avvicinando al Natale. Le vendite al dettaglio nel Regno Unito saranno annunciate alle 10.30: su base mensile le vendite potrebbero aumentare dello 0,3% e se la previsione fosse confermata rappresenterebbe un notevole miglioramento rispetto al -0,5% di ottobre.

La Bank of England (BoE) renderà pubblica la propria decisione sui tassi di interesse alle 13:00 e non si prevedono cambiamenti alla politica. Dato che c'è ancora tanta incertezza intorno alla Brexit, sarebbe uno shock se la BoE modificasse la propria politica.

Ieri l'inflazione canadese ha subito una battuta d'arresto a novembre, dato che il tasso generale d'inflazione è sceso all'1,7% dal 2,4% e gli economisti si aspettavano l'1,8%. Anche il tasso core si è raffreddato all'1,5% dall'1,6%. Il consistente calo dell'inflazione complessiva non è una grande sorpresa a causa del crollo del mercato petrolifero, ma il calo dell'inflazione core indica che la domanda reale si sta attenuando, un tema comune in Nord America e in Europa. Il mercato del lavoro canadese è robusto, ma le cifre sull'inflazione potrebbero portare la Banca del Canada a tenere fermi i tassi di interesse a gennaio, in particolare alla luce dell'incertezza della Fed.

EUR/USD - è in calo dalla fine di settembre e, se si mantenesse al di sotto della regione 1.1510 / 00, potrebbe aprire la strada per il test della zona 1.1215. Una movimento al rialzo potrebbe imbattersi in una resistenza a 1,1490 - in corrispondenza della media mobile a 100 giorni.

GBP/USD - L'engulfing rialzista potrebbe comportare un movimento verso l'area di 1.2750. Un'altra mossa al ribasso potrebbe portare 1.2365 in gioco.

EUR/GBP - l'engulfing ribassista potrebbe guidare il mercato verso la media mobile a 200 giorni a 0,8840. Se il rally più generale continuasse, potrebbe mettere nel mirino0.9100.

USD/JPY - la tendenza al rialzo iniziata a marzo è ancora intatta e se il trend positivo continuasse, potrebbe raggiungere il target di 114,73. Il supporto potrebbe essere trovato a 112,39 -  corrispondente alla media mobile a 100 giorni.

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