Il dollar index USA è arrivato stamattina nell'area 94.9, dal momento che il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ampliato a 50,1 miliardi di dollari nel mese di luglio, suggerendo che la politica commerciale del presidente Trump non ha ancora mostrato alcun risultato nel restringere il deficit commerciale del paese.

Un deficit commerciale più profondo ha portato il mercato a sospettare che la Casa Bianca deciderà per un nuovo round di tariffe sulle importazioni cinesi già da venerdì. Nel frattempo, l'attuale trattativa su Nafta con il Canada potrebbe potenzialmente essere un altro catalizzatore della volatilità.

Il dollaro più debole potrebbe portare un sollievo temporaneo alle valute dei mercati emergenti, anche se è improbabile che cambi le prospettive a medio-lungo termine a causa delle loro intrinseche questioni fondamentali. Il credit default swap per alcuni paesi in difficoltà, tra cui Turchia, Argentina, Brasile e Sudafrica, è ancora a livelli record, suggerendo che le prospettive creditizie restano fragili e che la sola politica monetaria non può risolvere il problema.

È stato davvero un bagno di sangue per le azioni asiatiche ieri, mentre gli investitori sono fuggiti dalle attività di rischio e la rotta intrapresa dalle valuta dei mercati emergenti non ha mostrato alcun segno di inversione imminente. Mercoledì l'indice MSCI Emerging Market è calato di mezzo punto percentuale, raggiungendo il livello più basso visto da maggio 2018.

La discussione in corso sul NAFTA tra Stati Uniti e Canada, oltre alla minaccia di nuove tariffe per 200 miliardi di dollari di beni cinesi, ha pesato anche sul sentiment del mercato. L'indice S&P 500 sta affrontando una pressione di vendita a un livello di resistenza di 2.900 punti.

I dati americani sui non farm payroll negli di questo venerdì saranno sotto i riflettori. Buone o cattive che siano, è improbabile che le letture riducano la pressione di vendita sui mercati dei mercati emergenti, dal momento che dati sull'occupazione forti daranno nuovo supporto alla decisione della Fed di aumentare i tassi, portando quindi a un dollaro americano più forte e un maggior deflusso dai mercati emergenti.

Colpito dall'andamento delle valute dei mercati emergenti, il benchmark di Singapore, lo Straits Times Index, è crollato di oltre 50 punti e si è rotto al ribasso un livello di supporto chiave a 3.200 punti. Tra le blue chips, Jardine C & C è tra i principali perdenti a causa della sua grande esposizione al mercato dei consumi indonesiano. Tre banche locali hanno perso più dell'1,5% in quanto gli investitori si sono mostrati più pessimisti sulle prospettive del mercato.

Società

Settore

% ricavi in Indonesia

Variazione % in una settimana

Jardine C&C

Automotive Wholesalers

89%*

-9.70%

Lippo Malls Indonesia Trust

REIT

100%

-5.17%

Bumitama Agri

Agricultural Products

100%

-1.40%

Golden Agri

Agricultural Products

14.80%

5.45%

Indofood Agri

Agricultural Products

91%

1.60%

Wilmar International

Agricultural Products

0%

-2.20%

First Resources

Agricultural Products

23.50%

-1.85%

*Jardine C&C’s data is as of year 2008

Source: Bloomberg

Deficit commerciale USA – Mese su mese

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 06/09/2018

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