Dopo aver assistito a una terribile settimana, i mercati asiatici hanno continuato a mostrare un tono più debole dopo che i dati commerciali cinesi hanno mostrato che l'economia del dragone ha continuato a rallentare a novembre.

Le esportazioni più deboli delle attese, così come le importazioni sembrerebbero indicare che l'introduzione delle tariffe potrebbe iniziare a produrre effetti. La capacità di resistenza delle importazioni in vista dell'introduzione delle tariffe potrebbe essere dovuta a un'accelerazione della domanda, poiché le imprese hanno cercato di anticipare i tempi.

Più preoccupante per l'economia globale è il calo delle esportazioni che sembrerebbe suggerire che la domanda globale stia calando, con le esportazioni verso tutti i suoi mercati principali in calo rispetto alla ripresa che abbiamo visto a settembre e ottobre. Anche l'economia giapponese ha mostrato ulteriori segnali di debolezza mentre il PIL del terzo trimestre si è ulteriormente contratto, attestandosi a -2,5%, in calo rispetto all'1,2% del trimestre precedente.

Questa debolezza economica giunge in un contesto di crescenti preoccupazioni sul fatto che non ci sarà una rapida conclusione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e sta dando agli investitori pochi motivi per riacquistare titoli sul mercato in un momento dell'anno in cui i volumi e la liquidità dovrebbero diminuire ulteriormente.

La dichiarazione "da falco" del negoziatore americano Robert Lighthizer, che ha definito la scadenza di 90 giorni come una scadenza difficile, sono andate ad uggiungersi al sentiment negativo in un momento in cui la tensione tra Stati Uniti e Cina sta aumentando dopo l'arresto del CFO di Huawei due settimane fa in Canada.

Mentre la debolezza economica in Asia sta pesando sul sentiment, l'instabilità politica in Europa sta anche comportando il disincentivo ad accumularsi titoli europei, a seguito di ulteriori scontri nel fine settimana a Parigi.

È anche una settimana importante per il Regno Unito, dal momento che il primo ministro Theresa May potrebbe vedere una grande sconfitta nel voto alla Brexit del parlamento britannico di domani definito da molti come "significativo".

Il primo ministro sta subendo crescenti pressioni per vincere il voto, al fine di evitare l'imbarazzo di dover tornare a Bruxelles questa settimana, mentre la pressione continua a crescere per le opzioni alternative. Se l'accordo venisse respinto, il primo ministro ha 21 giorni per tornare con un piano alternativo, una sfida molto difficile visto che non sembra esserci una maggioranza in Parlamento per qualsiasi forma di ragionevole compromesso, anche se ci sono state richieste per qualche soluzione "norvegese", che potrebbe comportare l'adesione al mercato unico, con un accordo doganale separato.

La sentenza odierna della Corte di Giustizia Europea renderà più difficile, o più facile, a seconda del punto di vista, per il Regno Unito revocare unilateralmente la notifica dell'Articolo 50, confermando l'opinione dell'avvocato generale della scorsa settimana. Ciò consentirebbe al Regno Unito di invertire la decisione di lasciare l'UE, purché sia fatto prima del 29 marzo 2019. Ciò inevitabilmente aumenterà le richieste di un cosiddetto "voto popolare" nella speranza di invertire il voto del giugno 2016 . Ciò richiederebbe ancora un atto del Parlamento, un'altra sfida difficile data l'attuale disfunzione nel sistema politico del Regno Unito.

I sostenitori della Brexit ora sono esposti alla prospettiva che un voto contrario all'accordo impopolare ottenuto dal Primo Ministro aumenti la probabilità che la Brexit possa benissimo non accadere affatto. I mercati europei sono ripartiti in scia ai mercati asiatici, che sono calati notevolmente dato che il nervosismo degli investitori si è riversato nella nuova settimana.

Le azioni di Interserve sono crollate all'apertura dopo il fine settimana, in scia alle notizie secondo cui è in trattative con i suoi istituti di credito per tagliare il debito per contribuire a rafforzare il suo bilancio. I recenti tentativi di ristrutturare la sua attività sembrano essere inefficaci in quanto sembra che stia cercando di ristrutturare il proprio debito. In quello che potrebbe essere un altro sviluppo politicamente imbarazzante per il governo del Regno Unito, questa battuta d'arresto a seguito del crollo di Carillion all'inizio di quest'anno, è destinato a riaprire il dibattito sulle gare d'appalto per le società private per i contratti di servizio pubblico.

Il prezzo delle azioni di Thomas Cook ha continuato a diminuire in scia alle preoccupazioni per il fatto che l'aumento dei livelli del debito potrebbe significare che ha bisogno di raccogliere nuovi capitali.

Le azioni Centrica, società controllante di British Gas, sono anch'esse sotto pressione nelle prime fasi di trattazione dopo le notizie del fine settimana, secondo le quali potrebbe essere difficile confermare il dividendo, in un contesto difficile sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Il piano della compagnia di vendere una quota del 49% delle centrali nucleari ha subito una frenata dopo che la Corte Europea ha stabilito che era illegale pagare fornitori di energia per mantenere le centrali elettriche aperte per garantire che siano in grado di reagire a un improvviso aumento di freddo e aumentare l'utilizzo di energia.

I prezzi del petrolio greggio sembrano stabilizzarsi dopo che la riunione dell'OPEC della scorsa settimana ha concordato tagli di produzione di 1,2 milioni di barili al giorno da gennaio. Resta da vedere se questo è sufficiente per ridurre i livelli delle scorte in un momento in cui i dati economici stanno mostrando segni di rallentamento, ma sembra aver contribuito a mettere un limite alla discesa dei prezzi a breve termine.

I mercati statunitensi sembrano pronti a prendere spunto dal debole inizio di settimana con un'apertura in ribasso, nonostante un dato sui salari di venerdì che potrebbe essere definito in linea con le aspettative, anche se ci sono stati alcuni segnali di un rallentamento nelle assunzioni, che potrebbe suggerire un mercato del mercato del lavoro vicino al livello di piena occupazione. Il Dow Jones dovrebbe aprire con un ribasso di 40 punti a 24.348. Lo S&P 500 dovrebbe aprire 6 punti ribasso a 2.627

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 10/12/2018

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