Il petrolio continua nella sua salita. Sono lontani i minimi di qualche mese fa. Molte le motivazioni sottese all’incremento dell’oro nero che viaggia attorno ai 52 dollari per il Brent e attorno ai 51 per il Wti. Dalle problematiche del delta del Niger che ha prodotto una diminuzione della produzione di circa 700 mila barili al giorno portandola ai minimi degli ultimi 20 anni, alla debolezza del dollaro, moneta in cui è espresso il petrolio; dalla terza settimana di calo delle scorte Usa all’incremento notevole della domanda da parte della Cina che a maggio ha segnato numeri notevoli: più 38 % delle importazioni rispetto a maggio 2015 e più 16 % di aumento delle importazioni da inizio anno. Lo stabilizzarsi dell’offerta con diminuzione di produzione per fattori occasionali (Incendio in Canada o problematiche in Africa) e l’aumento di richiesta da parte di paesi come Cina e India sta portando il prezzo del petrolio verso l’alto


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