I prezzi del brent sono balzati dall'1% a 66,4 dollari nella seduta di ieri, sostenuti da un brusco calo delle scorte di greggio in America. Il rapporto sullo stato delle scorte di petrolio settimanale del DoE ha registrato un calo di 8,65 milioni di barili, la lettura più alta in oltre sei mesi. Ciò ha dato ai mercati petroliferi un impulso di fiducia tanto necessario in quanto è probabile che la domanda aumenti. Tecnicamente, la tendenza al rialzo del greggio del Brent rimane intatta, con supporto immediato e livelli di resistenza trovati a 64,3 dollari USA (in corrispondenza del SuperTrend 10,2) e a 68 dollari (che corrisponde al ritracciamento del 50%) rispettivamente. Le pressioni al ribasso sono arrivare dal presidente Trump poiché si è dichiarato apertamente contrario ai rialzi dei prezzi del petrolio e ha esercitato con successo la sua influenza sui social media per smorzare i prezzi del greggio.

L'indice S&P 500 si è chiuso marginalmente nel corso della seduta con i settori energetico (+ 0,38%), finanziario (+ 0,36%) e industriale (+ 0,35%) tra i migliori mentre healthcare (-0,49%) e real estate (-0,39) hanno guidato i ribassi. L'aggiornamento sul fronte delle trattative commerciali di Robert Lighthizer ha riportato il mercato alla realtà dato che Stati Uniti e Cina sono ancora lontani dal raggiungere un accordo concreto ed esecutivo. Ciò significa che questa negoziazione commerciale e le necessarie azioni di follow-up diventeranno un impegno a lungo termine tra Cina e Stati Uniti. Il mercato deve riaggiustare la sua visione ottimistica e gestire le aspettative. Ciò potrebbe rafforzare la correzione tecnica che gli indici globali stanno affrontando ora dopo il rally di due mesi.

L'escalation delle tensioni sui confini tra India e Pakistan e le preoccupazioni su ulteriori scontri militari hanno placato la propensione al rischio in tutta l'Asia. Il rischio geopolitico ha fatto aumentare la domanda assett sicuri come il dollaro di Singapore, che sta negoziando vicino al limite superiore della banda di oscillazione di riferimento e si è rafforzato rispetto al dollaro. Il rischio di elezioni future in India, Tailandia e Indonesia rafforzerà probabilmente la forza del dollaro di Singapore a causa della sua natura di valuta rifugio nel Sud-est asiatico.

Lo yen giapponese si è rafforzato anche contro le altre valute dei paesi del G10 come risposta aalle notizie provenienti dal Kashmir. I prezzi dell'oro, tuttavia, sono diminuiti per un secondo giorno a 1320 dollari, dato che il dollaro più forte ha smorzato i possibili rialzi legati al suo status di rifugio sicuro.

Il Dollar Index ha rimbalzato durante la notte dopo il commento di Powell sul bilancio della Fed, affermando che il comitato esecutivo è vicino a concordare un piano per completare il processo di normalizzazione entro la fine del 2019. Questa è uno sviluppo degli ultimi verbali della riunione del FOMC pubblicati il 21 febbraio e quindi il mercato non è stato troppo sorpreso. Da quando la Fed ha iniziato la normalizzazione delle attività alla fine del 2017, il suo bilancio è sceso dal picco di  4,5 trilioni di dollari a circa 4,02 trilioni di dollari, dragando quasi mezzo trilione di dollari di liquidità dalle riserve bancarie lasciando scadere le obbligazioni in portafoglio.

Mercoledì il mercato di Singapore ha avuto una sessione molto volatile e la pressione al ribasso è proseguita nell'apertura di giovedì a causa dell'escalation del rischio geopolitico. Il sentiment in tutta l'Asia si è trasformato in un crescente rischio geopolitico in seguito alla notizia che il Pakistan ha abbattuto due jet indiani. Questo è successo dopo l'attacco aereo dell'India nella zona del Kashmir del giorno prima. È improbabile che il debole mercato statunitense durante la notte ispiri alcuna caccia ad asset rischiosi in tutta l'Asia. Il rally di due giorni dei prezzi del petrolio, tuttavia, è in grado di fornire un certo sostegno al settore petrolifero di Singapore. Il livello di supporto immediato dello STI è in area 3.200.

 

Crude Oil Stocks (Net Change)