Gli operatori finanziari azionari presteranno molta attenzione all'aggiornamento della Banca Centrale Europea (BCE) oggi, dato che ieri è stato riferito che la banca centrale sta esaminando l'avvio di un altro round di iniezione di liquidità.

L'indiscrezione ha spinto le azioni in rialzo ieri pomeriggio, ma i principali indici hanno chiuso la giornata in rosso. La BCE annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse alle 13.45 e secondo le attese  i tassi resteranno fermi. Alle 14.30, il capo della BCE, Mario Draghi, inizierà la conferenza stampa e quest'ultima sarà probabilmente il momento clou della giornata.

I mercati azionari in Asia hanno subito una contrazione durante la notte, mentre gli investitori hanno sofferto  per la mancanza di nuove notizie in relazione ai colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti.

I mercati azionari statunitensi hanno perso terreno ieri sera. Gli ultimi dati commerciali degli Stati Uniti hanno mostrato che il deficit commerciale in realtà è salito a 59,8 miliardi di dollar, dal deficit rivisto di 50,3 miliardi a novembre. Il presidente Trump vuole ridurre il deficit commerciale e sta andando nella direzione opposta. Le importazioni sono aumentate, quindi la domanda statunitense è stabile, ma le esportazioni sono diminuite e ciò indica che la domanda globale si sta raffreddando.

Il  beige book della Fed ha evidenziato che la maggior parte degli Stati Uniti ha subito una crescita "da lenta a moderata" a fine gennaio e febbraio. Lo shutdown del governo ha avuto un impatto sull' economia. La spesa per consumi ha zoppicato in diverse regioni.

John C. Williams, il capo della Fed di New York, ha affermato che una crescita più lenta "non è necessariamente causa di allarme", ed è probabile che diventi la "nuova normalità". L'esponente della Fed prevede che il PIL USA rallenterà intorno al 2% e ritiene che il tasso di interesse attuale sia sostanzialmente in linea con il tasso di neutralità, quindi è improbabile che spinga per un cambiamento della politica monetaria a breve.

Ieri il mercato del petrolio è sceso notevolmente, e l'Energy Information Administration ha generato  volatilità nella sessione. L'annuncio ha mostrato che le scorte di petrolio sono aumentate di 7,06 milioni di barili, mentre le scorte di benzina sono calate di 4,22 milioni di barili.

La Bank of Canada (BoC) ha mantenuto i tassi fermi ieri come da previsioni. La banca centrale ha avvertito che il rallentamento dell'economia globale è più pronunciato di quanto previsto  inizialmente e ciò ha provocato una discesa del dollaro canadese.

L'indice dei prezzi delle case britanniche Halifax sarà annunciato alle 9.30  e su base mensile gli operatori si aspettano una crescita dello 0,1% e prevedono una crescita dell'1% per i tre mesi fino a febbraio su base annuale.

Silvana Tenreyro, un membro esterno della Bank of England, interverrà alle 10.30. Le cifre rivedute del PIL della zona euro saranno rilasciate alle 11:00  e si prevede che i dati sulla crescita del quarto trimestre rimarranno allo 0,2% su base trimestrale.

Le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono previste per le 14.30  e gli economisti ne prevedono 225.000.

Il rapporto sull'occupazione dell'ADP ha mostrato che a febbraio sono stati generati 183.000 nuovi posti di lavoro , che ha leggermente superato le  previsioni di 189000 unità  e il rapporto di gennaio è stato rivisto a 300.000, da 213.000. L'enorme revisione si sposa con la robusta relazione sui libri paga non agricoli che abbiamo visto all'inizio di febbraio.

EUR/USD - ha ampiamente spinto al ribasso  dall'inizio di gennaio, e se la mossa negativa continuasse, potrebbe ritestare l'area 1.1216. La resistenza potrebbe essere trovata a 1.1400 o 1.1500.

GBP/USD - ha spinto al rialzo dall'inizio di dicembre e se si mantenesse al di sopra della media mobile a 200 giorni a 1,3000, potrebbe ritestare l'area di 1,3272. L'area di 1.2775 potrebbe fungere da supporto.

EUR/GBP - finchè resta al di sotto della media mobile a 200 giorni a 0,8855, il suo outlook probabilmente resterà negativo. L'area di 0.8500 potrebbe fungere da supporto. Una rally potrebbe incontrare resistenza a 0.8700.

USD/JPY - è in riaòzp da inizio gennaio e se la mossa rialzista continuasse potrebbe mirare all'area 113.70. Una rottura sotto 109,55 potrebbe portare 108,50 in gioco.

 

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