stocks lower markets down

Il rialzo del mercato azionario di lunedì è rimasto piuttosto sorprendentemente a corto di fiato abbastanza velocemente ieri, con alcuni che attribuiscono la responsabilità alle differenze sui dettagli tra la versione americana di ciò che è stato concordato nel weekend e la mancanza di dettagli parte cinese con cui confermare le indiscrezioni.

Sebbene sia comprensibile che esista un certo grado di scetticismo sulla direzione del percorso rispetto ad una rapida soluzione sulle differenze tra gli Stati Uniti e la Cina sul commercio, la velocità con cui i mercati si sono spostati da questo tema ai timori sulle prospettive di crescita è abbastanza sorprendente dato che finora i dati statunitensi appaiono ancora piuttosto forti.

È comprensibile che ci si preoccupi di cosa potrebbe accadere nei prossimi 90 giorni sulle prospettive di un accordo commerciale dati i resoconti leggermente diversi di quello che è successo nel fine settimana, ma preoccuparsi di una possibile recessione sembra ancora un po' prematuro.

La brusca frenata di ieri nei mercati statunitensi è stata particolarmente pronunciata per quanto riguarda il Russell 2000, che ha registrato il suo peggior calo su base giornaliera quest'anno, perdendo oltre il 4% è tornando ai minimi di ottobre e novembre, mentre lo S&P500 e il Nasdaq hanno entrambi registrato cali di oltre 3 % in attesa della pausa di mercato programmata oggi, per ricordare  l'ex presidente George HW Bush, in corrispondenza della sua sepoltura.

Anche i mercati obbligazionari statunitensi resteranno chiusi, il che probabilmente è anche positivo considerando i forti cali della porzione  più lunga della curva dei rendimenti, che ha comportato un restringimento del divario tra il rendimento a 2 anni e il rendimento a 10 anni  al  livello minimo dal 2007, a soli 10 punti.

Il rendimento a 5 anni, invece, è sceso al di sotto del rendimento a 2 anni, invertendo la curva. Ciò non dovrebbe accadere in un mondo ideale, e quando accade tende ad essere come un avvertimento che le condizioni economiche stiano iniziando a deteriorarsi e una recessione sia in arrivo e che le pressioni inflazionistiche a più lungo termine rimarranno probabilmente basse. In un normale scenario, i rendimenti obbligazionari tendono a salire gradualmente più si va avanti con l escadenze e questa inclinazione al rialzo, chiamata curva dei rendimenti crescenti, è un indicatore che gli investitori ritengono che l'economia operi senza troppi stress.

L'inversione di ieri, tra il rendimento a 2 anni e a 5 anni, insieme alla prospettiva di vedere il rendimento a 10 anni fare la stessa cosa, sembra aver spaventato gli investitori e provocato pesanti cali la scorsa notte sui mercati statunitensi, con i titoli bancari  tra i più colpiti.

Questa debolezza mi sembra esagerata, in particolare se si considerano i recenti dati statunitensi, tuttavia insieme alle preoccupazioni sul rallentamento della crescita globale in Cina e in Europa, insieme al crescente rischio geopolitico in Europa e agli eventi della scorsa notte nel parlamento britannico, forse non sorprende che i nervi degli investitori siano un po' scoperti. Si prevede che questo disagio degli investitori, così come le brusche cadute della scorsa notte nei mercati statunitensi, si tradurranno stamattina in un'apertura  europea in ribasso.

Anche la sterlina è scivolata bruscamente ieri, al suo livello più basso quest'anno contro il dollaro USA dopo che il governo britannico ha perso tre voti parlamentari, tra cui due mozioni di vilipendio al Parlamento  per non aver pubblicato la consulenza legale completa sull'accordo di ritiro.

Il governo è stato anche sconfitto in una mozione per la quale i parlamentari hanno costretto il governo a consultarli sui prossimi passi qualora il voto della prossima settimana dei Commons vedesse l'accordo di ritiro respinto dal parlamento. Questa mossa più o meno mette  la prospettiva di un "no deal" fuori dai giochi e questo è arrivato  ancora prima di considerare l'opinione di ieri da parte dell'avvocato generale della Corte di giustizia europea secondo la quale il Regno Unito potrebbe revocare unilateralmente la sua notifica dell'articolo 50.

Se ciò sarà confermato dalla Corte di giustizia europea in una sentenza nelle prossime settimane, rafforzerà le mani di coloro che vogliono che il parlamento britannico rovesci il risultato del referendum e resti nell'UE. Che cosa ciò significherebbe per il dibattito politico in corso si può solo immaginare, ma potrebbe ben avvelenare la politica per una generazione se dovesse accadere.

Al di là di tutto ciò, vi è la piccola questione di una serie di dati economici in programma questa mattina che forniranno un'istantanea del settore dei servizi a novembre in Europa e nel Regno Unito. Mentre il settore manifatturiero ha mostrato delle difficoltà, il settore dei servizi è stato leggermente più robusto, sebbene l'Italia rimanga un punto debole. Si prevede che i PMI dei servizi di Spagna, Francia e Germania saranno rispettivamente a 53,9, 55 e 53,3 punti, con l'Italia che dovrebbe rimanere in contrazione a 49,2. Nel Regno Unito il settore dei servizi dovrebbe migliorare a 52,5 dal 52,2, sottolineando un'economia che sta crescendo.

EURUSD - finora non è riuscito a superare la zona 1.1500 e questo continua a limitare il rialzo. Finché rimane sotto questo livello  potremmo vedere un nuovo test del livello 1.1280 a breve termine, con il potenziale di ritestare i minimi all'inizio di novembre.

GBPUSD - La rottura di ieri sotto 1.2700 ha visto la sterlina segnare un nuovo minimo marginale per l'anno a 1.2657 prima di riprendersi. La sterlina continua a rimanere vulnerabile e una mossa conclusiva sotto 1.2600 potrebbe essere il catalizzatore per un movimento  verso il livello 1.2000 e iminimi del 2017. Abbiamo bisogno di tornare indietro sopra 1,2840 per un consolidamento.

EURGBP: il livello 0.8935 / 40 continua a frenare i rialzi per ora. Ancora nel trading range, potrebbe scivolare di nuovo verso la zona 0.8820 a breve termine. Sopra l'area 0,8940 si può prendere in considerazione un movimento  verso i massimi di agosto a 0,9100 Il supporto è  a 0.8740.

USDJPY - sembra essere a corto di fiato e il mancato ritorno all'area 114.00 apre il rischio di un movimento al ribasso. Finché resta sotto 114,00 rimane il rischio di una mossa al di sotto del livello di 112,50 e verso 111.80. Il bearish reversal di due settimane fa rimane valido finché rimane  sotto 114,20.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 05/12/2018

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