Essendo reduci da quello che è stato un record per il "Singles Day" nel mese di novembre si sarebbe stati giustificati a pensare che le vendite al dettaglio cinesi avrebbero avuto un rimbalzo decente il mese scorso. Sembrerebbe invece che nulla avrebbe potuto essere più lontano dalla realtà in quanto le vendite al dettaglio sono scese ai livelli più bassi in oltre 15 anni, passando da un crescita dall'8,6% dall'8,1%. Uno dei maggiori fattori di rallentamento è stato il forte calo delle vendite di auto, cosa che si è verificata in tutto il mondo, quindi non si tratta di un problema unicamente cinese, ma indica comunque un'economia globale in fase di brusco rallentamento. Abbiamo già avuto indicazioni di debolezza nel fine settimana per quanto riguarda le esportazioni cinesi, che hanno rallentato in modo netto a novembre, mentre la produzione industriale ha deluso crescendo del 5,4%.

La delusione attorno a questi numeri ha zavorrato i mercati asiatici nel corso della notte e poi comportato un'apertura europea deludente, poiché l'ottimismo sui negoziati commerciali, che è stato il segno distintivo degli ultimi due giorni, sta lasciando spazio alle preoccupazioni che qualsiasi progresso sia probabilmente troppo tardivo per prevenire ulteriori debolezze economiche nel 2019. 

Anche le vendite di auto europee sono diminuite a novembre per il terzo mese consecutivo, questa volta dell'8%, solo tre mesi dopo aver registrato un l'incremento massimo degli ultimi 10 anni del 31,2%,  mandando in rosso i  produttori di automobili all'apertura con Peugeot, Renault, Volkswagen e Daimler tutti nettamente in ribasso.

Se le imprese speravano in una tregua dall'incertezza causata dal prematuro e infruttuoso voto di fiducia a Theresa May promosso dal partito conservatore, gli eventi della scorsa notte a Bruxelles non sembrano essere incoraggianti, dato che i leader europei hanno respinto i tentativi di Theresa May di strappare delle  concessioni inmerito il backstop irlandese, indebolendo la sterlina nel processo.

A giudicare dall'umore, non è andata bene con i leader dell'UE che hanno mandato via il primo ministro con la proverbiale pulce nell'orecchio. Le è stato detto di proporre qualcosa di più delle stesse proposte che erano già state respinte nelle discussioni precedenti. In diverse occasioni è stato riferito che il cancelliere tedesco Angela Merkel le abbia chiesto che cosa effettivamente volesse.

Avendo assicurato i suoi parlamentari solo poche ore prima che sarebbe stata in grado di ottenere ulteriori chiarimenti sul backstop irlandese, qualsiasi prospettiva che il Parlamento voti il suo accordo di ritiro sembra più lontana che mai, anzi c'è la prospettiva che i parlamentari non voteranno per questo accordo nè ora, nè la prossima settimana e nemmeno il prossimo anno.

L'UE ha inoltre annunciato che avvierà i propri preparativi per una "no-deal" Brexit, mentre a Dublino è stato riferito che lo spazio nei magazzini è già esaurito per lo stoccaggio.

Le cifre flash PMI di Francia e Germania per dicembre sono state in netto contrasto con la decisione della BCE di interrompere il suo programma di acquisto di titoli alla fine di questo mese. Se il presidente della BCE Mario Draghi ha ragione, come ha affermato ieri, che il QE è stato l'unico fattore di recupero in alcune parti dell'area dell'euro, sicuramente dovrà mettere in discussione la teoria alla base della decisione non solo di ridurlo, ma di porvi fine.

In Francia, sia il PMI servizi che quello manifatturierosono precipitati al di sotto del livello di 50, a dimostrazione di quanto grave sia stato l'impatto dei recenti disordini nel paese sull'attività economica, con il numero composito che è scivolato al livello più basso da febbraio 2016 a 49,3 e in territorio di contrazione.

In Germania i numeri sono stati un po' migliori ma ancora deludenti con il PMI manifatturiero che si è attestato a 51.5, mentre quello dei servizi è arrivato a 52,5, entrambi al di sotto delle aspettative.

Il settore delle costruzioni e dell'outsourcing nel Regno Unito è stato sotto i riflettori per delle ragioni del tutto sbagliate quest'anno, quindi rappresenta una boccata di aria fresca sentire alcune buone notizie di cambiamento dopo che la più grande società di costruzioni del Regno Unito, Balfour Beatty, ha pubblicato un aggiornamento positivo per la prima metà di quest'anno. Il suo portafoglio ordini per l'anno dovrebbe attestarsi a 12 miliardi di pound, mentre i margini sono rimasti solidi al 2-3%. Ci si aspetta anche che i profitti siano più alti del previsto grazie ai proventi delle dismissioni per 65 milioni di pound.

Negli Stati Uniti saranno pubblicati gli ultimi numeri di vendita al dettaglio per novembre, che comprenderanno le festività del Ringraziamento e dovrebbero scendere rispetto al +0,8% di ottobre, attestandosi allo 0,1%.

Con un traino così debole dall'Asia e dai mercati europei, possiamo aspettarci di vedere i mercati statunitensi aprirsi significativamente in basso, con la possibilità che tutti i rialzi della settimana siano spazzati via.

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