Finora si è rivelato un inizio abbastanza tranquillo della settimana per i mercati azionari globali, con l'Asia che ha preso una pausa a causa del capodanno cinese, mentre i mercati europei hanno avuto una sessione contrastata sulla scia di alcune trimestrali deludenti, in particolare dai settori bancario e automobilistico.

Anche i mercati asiatici sono stati incerti con il Nikkei 225 che ha faticato ad ottenere un rialzo, mentre i titoli australiani sono cresciuti in scia ad un rimbalzo dei titoli minerari e bancari. Il rally bancario è stato particolarmente gradito dopo che la una commissione di inchiesta sulla condotta delle banche non è riuscita a chiedere una revisione o una riforma su vasta scala delle banche australiane dopo una serie di scandali.

I mercati statunitensi hanno avuto un tono complessivamente più positivo aiutato dal settore tecnologico soprattutto dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro di venerdì, che hanno continuato a sostenere il mercato, anche se al di là dalla forza dei mercati statunitensi, la sottoperformance dei mercati in Europa continua ad essere una fastidiosa preoccupazione a proposito del fatto che tutto sia non come dovrebbe essere.

Negli ultimi dodici mesi è stato molto spesso ripeuto che il graduale deterioramento dei dati economici europei iniziato nel primo trimestre dello scorso anno sarebbe stato probabilmente solo temporaneo, ma ormai è passato un anno e l'Italia è in recessione, mentre la crescita tedesca ha ristagnato alla fine del 2018.

I PMI manifatturieri della scorsa settimana hanno mostrato scarsi segnali di ripresa a gennaio, a parte un numero decente dalla Spagna, e i dati sul settore dei servizi di oggi potrebbe essere altrettanto deludente.

Abbiamo già avuto un'anteprima dei numeri francesi e tedeschi alla fine del mese scorso e i dati francesi sono stati particolarmente negativi, in parte influenzti dalle proteste di "gilet jaunes", attestandosi a 47.5, quasi un minimo di 5 anni, e in calo dal 49 di dicembre, dopo essere crollati dal 55,1 di novembre.

In Italia si prevede che il settore dei servizi ristagnerà a gennaio, attestandosi a quota 50 e rimettendo così in dubbio le prospettive di crescita del governo italiano, che continuano a sembrare spettacolarmente imponenti, oltre ad essere ancora più irraggiungibili via via che passa il tempo. Può essere solo una questione di tempo prima che il mercato sconti le sue preoccupazioni in merito alla probabilità che il governo italiano torni in conflitto con l'UE in merito ai suoi piani fiscali. L'idea sul fatto che il consumatore europeo potrebbe venire in soccorso dell'economia è stata silurata dagli ultimi dati sulle vendite al dettaglio in Germania a dicembre, che hanno visto un calo mensile davvero straordinario del 4,3%. È probabile che questo si riverberi nei numeri delle vendite al dettaglio UE di questa mattina, che dovrebbero mostrare un calo dell'1,6%.

Nel Regno Unito il settore automobilistico tormentato è ancora una volta il centro dell'attenzione, dopo lo shock dell'annuncio a sorpresa di Nissan nel fine settimana di non precedere con i suoi piani per produrre il SUV X-Trail nello stabilimento di Sunderland.

Stamattina vedremo le ultime immatricolazioni di nuovi autoveicoli per gennaio e probabilmente non saranno una buona lettura, dato che abbiamo visto un calo del 5,5% a dicembre. Ieri il settore delle costruzioni ha registrato una lettura PMI piuttosto deludente per gennaio, arrivando a un minimo di dieci mesi di 50,6, in forte calo da un forte finale dello scorso anno. Il settore dei servizi, che ha avuto una forte performance lo scorso anno, ha visto un calo verso la fine dell'anno scorso e questa tendenze potrebbe continuare anche quest'anno.

A dicembre abbiamo rilevato un aumento dell'attività a 51,2 dopo un novembre debole e anche se l'attività al dettaglio sembra scarsa, non possiamo escludere una lettura altrettanto poco brillante. Le aspettative sono per una moderata espansione a 51,1, mentre gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio di gennaio del British Retail Consortium hanno mostrato che i consumatori nel Regno Unito sono rimasti cauti dopo una lettura debole a dicembre di -0,7%. Le vendite al dettaglio di gennaio hanno mostrato un aumento dell'1,8%, una gradita tregua dopo una serie di mesi deludenti e una delle peggiori performance per il mese di dicembre degli ultimi anni.

EURUSD - ha continuato a scendere ieri dopo il tentativo fallito di superare il livello di  settimane scorse al livello 1.1500. Dobbiamo vedere un movimento sopra l'area di 1.1520 per evidenziare una movimento più forte verso i massimi di dicembre a 1.1570. Abbiamo un supporto vicino al livello 1.1420, ma una rottura al di sotto di questo livello rimetterebbe nel mirino i minimi di novembre a 1.1215.

GBPUSD - Ha continuato a scendere dopo il tentativo fallito settimane scorse di passare attraverso il livello 1.3220. Una mossa al di sotto della media mobile a 200 giorni e dell'area 1.3020 apre le porte per un ritorno nell'area di 1.2820.

EURGBP - attualmente sta galleggiando  al di sotto dell'area 0.8800, con il rischio di scivolare nuovamente verso l'area 0.8680. Dobbiamo superare l'area di 0.8820 e la media mobile a 200 giorni per sbloccare la prospettiva di un ritorno alla parte alta del range.

USDJPY - il livello 110.20 rimane una resistenza chiave. Abbiamo bisogno di una rottura al di sopra di questo livello per considerare un movimento verso 111,00. Una mancata rottura al di sopra del livello di 110.20 mantiene viva l'ipotesi di tornare verso l'area 108.20. Sopra 110.20 si discute per un movimento verso 111,00

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/02/2019

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