I mercati statunitensi hanno prolungato i rialzi lunedì, grazie al miglioramento del sentiment sui rinnovati colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina a Pechino questa settimana.

 

La discussione sarà intensa sugli squilibri commerciali, protezione della proprietà intellettuale, sicurezza informatica, trasferimento forzato di tecnologia e follow-up su elementi precedentemente concordati.

 

Dato che questo round di negoziazioni è condotto a livello di viceministri, probabilmente non produrrà un grande passo avanti per ora. Entrambe le parti cercheranno di raggiungere un terreno comune e metteranno le basi per ulteriori discussioni tra i rappresentanti di  alto livello a fine mese.

 

Alcuni degli accordi più semplici, come l'importazione di prodotti agricoli ed energetici statunitensi, probabilmente saranno chiusi per primi, poiché sarebbe reciprocamente vantaggioso. I "cambiamenti strutturali" nel modo in cui la Cina gestisce le questioni commerciali e tecnologiche richieste dalla Casa Bianca, tuttavia, impiegheranno più tempo per raggiungere un terreno comune.

 

Qualunque spostamento di politica effettuato da Pechino è probabile che sia lento e graduale, per consentire alle imprese di adattarsi e adeguarsi ai nuovi requisiti normativi. La negoziazione commerciale probabilmente si estenderà oltre il periodo di tregua di 90 giorni se entrambe le parti non riescono a raggiungere accordi su tutte le questioni sul tavolo.

 

Ma il rischio di ulteriori tariffe commerciali oltre la scadenza è contenuto in quanto entrambe le parti hanno già sentito sofferto per questa guerra commerciale: il sentiment degli investitori, la fiducia dei consumatori, le PMI manifatturiere sono diminuite drasticamente e hanno causato crolli di borsa dall'ottobre dello scorso anno.

 

È preoccupante che gli Stati Uniti vedano la Cina più come un concorrente, piuttosto che come un partner commerciale. I rapporti commerciali costruttivi che sono stati in atto negli ultimi quattro decenni stanno giungendo a una svolta critica. Ciò aggiunge un'incredibile incertezza politica ed economica sulla crescita economica globale nel 2019.

 

A livello strategico, la Casa Bianca sta probabilmente cercando di sfruttare la guerra commerciale per contenere la crescita  tecnologica della Cina e le crescenti influenze nella regione.Il dollar index è tornato all'area 95,2, zavorrato dalle letture deludenti dei PMI non manifatturieri degli Stati Uniti la scorsa notte, poiché le incertezze commerciali hanno pesato sulle opinioni dei responsabili degli acquisti sulle prospettive economiche.

 

La lettura è scesa a 57.6 da 60.7 del mese scorso e al di sotto della previsione di consenso di 59.0.L'EUR / USD ha tentato di superare  un livello di resistenza chiave intorno ad 1,166 questa mattina, è se rompesse  al di sopra di questo livello si aprirà lo spazio per ulteriori rialzi verso l'area 1.161.

 

L'oro e lo Yen - asset  percepiti come sicuri - si sono consolidati per il terzo giorno con la propensione al rischio verso in aumento con il commento accomodante della Fed, lo stimolo cinese  e i negoziati commerciali ripresi. Le valute legate alle materie prime AUD e CAD, tuttavia, sono rimbalzate bruscamente per un terzo giorno in previsione di una rinnovata speranza che lo stimolo cinese sostenga  i prezzi delle materie prime.

 

EUR/USD

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 08/01/2019

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