Con l'uragano Michael che sta colpendo le coste americane, è forse azzeccato che un uragano di vendite stia colpendo i mercati azionari statunitensi, dal momento che il Dow e lo S&P 500 hanno registrato le peggiori perdite da febbraio di quest'anno, riportando le azioni americane ai livelli visti lo scorso luglio.

Il presidente Trump ha ripreso a incolpare la Federal Reserve per le perdite, sostenendo che stavano alzando i tassi troppo rapidamente e accusandoli di essere "loco" o pazzi.

Mentre ci siamo abituati ai toni del presidente Trump di dire quello che pensa, il suo cambiamento di tono appare piuttosto sconveniente in un momento in cui i leader del G7 generalmente si astengono dal criticare i loro banchieri centrali. È vero che il presidente Trump non è un presidente ordinario, ma non è mai una buona idea accusare la tua banca centrale indipendente di essere pazza. È il tipo di comportamento o di linguaggio che tende a venire da leader più autoritari.

In ogni caso l'ondata di vendite sono continuate in Asia e questa mattina sono proseguiti in Europa, mercati che hanno già registrato performance inferiori rispetto ai mercati statunitensi già quest'anno, e le ragioni di ciò sono duplici.

In primo luogo le crescenti tensioni commerciali, dal momento che gli Stati Uniti stanno riorientando la propria politica commerciale, nel corso di quest'anno hanno pesato sui mercati europei e asiatici in cui le aziende tendono ad essere maggiormente propense all'esportazione di beni e servizi e in secondo luogo gli investitori hanno lentamente preso coscienza del fatto che il rallentamento osservato nell'economia globale rischia di riversarsi sui margini di profitto che potrebbero potenzialmente essere più bassi in un momento in cui le banche centrali, in particolare la Federal Reserve, stanno cercando di normalizzare la politica per evitare il surriscaldamento di un'economia statunitense che prendendo la spinta da una significativa spinta fiscale.

Ciò aiuta a spiegare il downgrade in gran parte atteso per questa settimana da parte del FMI delle prospettive economiche globali, evidenziando particolari preoccupazioni nei mercati emergenti.

Di particolare interesse sono i mercati in Europa che hanno costantemente sottoperformato da quando si è registrato un massimo all'inizio di quest'anno, con il DAX che ha aperto ai livelli più bassi dall'inizio del 2017. Anche il FTSE100 ha aperto ai minimi da febbraio.

Il FTSEMib è precipitato in un mercato ribassista, con gli operatori ancora preoccupati per il rapporto continuamente conflittuale tra il governo italiano e le autorità dell'UE, che sembra essere diretto verso una qualche forma di dissidio tra il vice primo ministro Salvini e l'UE in quello che sembra essere un gioco d'azzardo, nello stile delle battute di una canzone di Kenny Rogers "The Gambler", con le autorità dell'UE che probabilmente cercheranno di evitare uno scontro, anche se resta tutt'altro che chiaro che i mercati faranno lo stesso.

"Devi sapere quando tenerli, sapere quando chiuderli, sapere quando andare via e sapere quando correre".

È con queste linee guida in mente che è stata lanciata la sfida di ieri ai mercati obbligazionari, rilanciata da Salvini stamattina, secondo cui lo spread tra i rendimenti dei titoli italiani e tedeschi non raggiungerà i 400 punti base. Si tratta di un azzardo piuttosto rischioso visto il deterioramento dell’appetito al rischio nelle ultime 24 ore e di conseguenza protremmo assistere ad un ulteriore scarico delle attività italiane.

Sul fronte corporate, il rivenditore di articoli di alta moda WH Smith ha riportato utili per l'intero esercizio che non hanno rispettato le aspettative, attestandosi a 134 milioni di sterline con le vendite nei negozi fisici diminuite del 3% su base annua. Questa è stata un'area a lungo trascurata per la gestione di WH Smith, che sembra essere maggiormente concentrata sull'espansione della parte internazionale del business, avendo aperto nuovi negozi oltreoceano negli aeroporti di Madrid e Rio de Janeiro.

A tal fine, la società ha annunciato che sta chiudendo una manciata di negozi e ritirandosi da progetti come WH Smith Local, per ottimizzare la propria base di costi. Anche se questo non è troppo sorprendente, sembra anche dare conferma alla reputazione dell'azienda dato che  la compagnia è stata nuovamente votata la peggiore catena di negozi del Regno Unito dalla rivista "Which" all'inizio di quest'anno. La mancanza di investimenti in quest'area del business sembra essere di benevola negligenza e non si può fare a meno di pensare che i soldi spesi per l' annuncio del piano di riacquisto di azioni ordinarie da 50 milioni di oggi potrebbe essere meglio speso.

Anche i costruttori di case nel Regno Unito sono precipitati dopo che l'ultimo sondaggio del RIC (Royal Institute of Chartered Surveyors) ha dimostrato che i prezzi delle case di Londra potrebbero rimanere sotto pressione per un po' di tempo. Le azioni di Barratt Development sono diminuite di oltre l'8% mentre le azioni del gruppo Berkeley sono scivolate.

Anche le compagnie aeree sono al centro dell'attenzione, in particolare il proprietario di British Airways IAG dopo che la CMA (Competition and Markets Authority) ha annunciato di indagare sul legame con American Airlines sulle rotte transatlantiche, che le ha permesso di operare come una singola compagnia sulle rotte statunitensi, per stabilire se viola le regole anti trust.

I mercati statunitensi sembrano pronti a riprendere da dove hanno lasciato la scorsa notte, sulla scia della continuazione della pressione di vendita di oggi con ulteriori cali che sembrano probabili. Il focus principale sarà sugli ultimi dati relativi all'inflazione dei prezzi al consumo per settembre. I prezzi di fabbrica di ieri negli Stati Uniti sono stati piuttosto contrastanti, con una mentrica salita al 2,5% dal 2,3% mentre la metrica secondaria è stata in calo dal 2,8% dal 2,6%.

Se i numeri di oggi superassero le aspettative, probabilmente possiamo aspettarci di sentire molto di più da parte del Presidente Trump sul ciclo di crescita dei tassi della Fed. Una lettura più debole del 2,4%, in calo rispetto al 2,7%, potrebbe assorbire parte delle tensioni generate dalle vendite recenti sul mercato obbligazionario statunitense, che ha visto un leggero rimbalzo a seguito della vendita delle azioni nelle ultime 24 ore, con i rendimenti che si allontanano dai picchi recenti.

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