I mercati asiatici si sono aperti ampiamente al rialzo in seguito alla forte sessione statunitense di venerdì, poiché i negoziati commerciali svoltisi a Pechino si sono conclusi con una nota positiva, anche se sono stati rivelati pochi dettagli. 

È chiaro che permangono enormi divergenze su questioni chiave relative alle "riforme strutturali" richieste dagli Stati Uniti alla Cina nelle sue pratiche commerciali ed economiche, ma entrambe le parti sono ora più pazienti per consentire l'esecuzione di un negoziato più lungo con un'eventuale estensione della scadenza delle tariffe.

Il Dollar Index è sceso per il terzo giorno in area 96,6, alleggerendo la pressione su altre valute dei paesi del G10 come sterlina, dollaro australiano e dollaro canadese. Le preoccupazioni che circondano la dichiarazione di emergenza di Trump per il confine con il Messico e una Casa Bianca divisa sulla disputa sul muro messicano hanno contenuto il rally del dollaro, alimentando i rialzi delle materie prime.

L'oro e il petrolio Brent sono entrambi saliti al di sopra di livelli di resistenza chiave, rispettivamente di 1,320 e 63,0 dollari.

Tecnicamente, l'oro ha ripreso la sua tendenza ascendente con la media mobile a 10 giorni e il SuperTrend (10,2) in salita e il MACD in procinto di formare un crossover rialzista. Il livello di resistenza immediato può essere trovato rispettivamente a circa 1,340 e 1,350 dollari.

Il petrolio Brent è salito sopra 63 dollari e sta per sfidare la prossima resistenza a 68 1 dollari. L'indicatore di Momentum MACD è in trend verso l'alto, insieme a SuperTrend (10,2).Fondamentalmente, un cambiamento accomodante nella Fed e in altre banche centrali è il fattore chiave nella salita  di "hard asset" come le materie prime, poiché un rallentamento nell'aumento dei tassi d'interesse li ha resi più  interessanti rispetto alla liquidità e equivalenti.

L'ambiente monetario accomodante ha reso le materie prime più preziose in quanto il loro valore non può essere diluito dalle misure di allentamento.

Il maggiore istituto di credito di Singapore, DBS, ha annunciato stamattina risultati per il quarto trimestre in linea con le aspettative. Il prezzo delle azioni è salito dell'1,7% in seguito alla trimestrale. L'utile netto è aumentato dell'8% su base annua e il ROE è salito al 12,1%, sostenuto dall'aumento del margine di interesse netto (NIM) e dalla crescita moderata dei prestiti del 6%. L'aumento del margine da interessi ha contribuito a sostenere un calo del 4% delle entrate che non dipendono dal margine di interesse, calo che è stato attribuito alla debolezza delle commissioni sugli investimenti, di gestione patrimoniale e di intermediazione. Guardando al futuro, nonostante la forte impronta finanziaria nel 2018, la crescita futura degli utili della banca è oscurata da una più lenta crescita dei prestiti, dalla normalizzazione delle riserve e da un moderato miglioramento del margine di interesse dal momento che la mossa accomodante della Fed ha contenuto il rialzo dei tassi di interesse. Il presidente della compagnia ha anche evidenziato un rallentamento economico sincronizzato a livello globale e un'incerta situazione geopolitica che circonda i traffici e la Brexit. La banca è ora scambiata ad un P/E trailing di 11x e ha un dividend yield del 5%.

DBS

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 18/02/2019

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