Risck off

I titoli azionari statunitensi hanno chiuso in forte ribasso quando il sentiment degli investitori è stato minato dalle incertezze che hanno caratterizzato i prossimi negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina in seguito alla minaccia tariffaria del presidente Trump. L'indice S & P 500 è sceso dell'1,65%, con tutti i settori in declino. Trai i peggiori comparti troviamo il settore teconoligo che è risultato in calo del 2,12%, il settore industriali che è sceso del 2,04%, il settore legato alla sanità che ha perso l'1,95%, e infine quello dei materiali che ha registrato un calo dell'1,82%.
In questo momento, il selloff nel mercato statunitense è catalizzato dalle tensioni commerciali, ma il calo non può essere totalmente attribuito a un singolo motivo. Dato che i mercati globali hanno registrato un enorme crescita nei primi quattro mesi dell'anno senza una correzione significativa, il rischio di prese di profitto sta crescendo, e il presidente Trump ha dato al mercato una ragione perfetta per farlo.
Tecnicamente l'indice S & P 500 sta testando un livello di supporto chiave a 2.880 punti, rotto il quale si verificherà un capovolgimento dell'indicatore SuperTrend (10,3) segnalando un'inversione di tendenza. I successivi livelli chiave sono il suopporto a 2.792 e la resistenza a 2.940 punti.

I prezzi del greggio sono crollati del 2% durante la notte, estendendo la tendenza al ribasso con il SuperTrend (10,2) negativo. Le principali ragioni alla base del selloff sul petrolio includono: USD relativamente forte, aumento delle scorte statunitensi negli ultimi sei settimane, il presidente degli Stati Uniti esercita pressione politica sull'OPEC + per aumentare la produzione al fine di abbassare i prezzi dell'energia e le preoccupazioni sulla domanda globale con l'intensificarsi delle tensioni commerciali. Per il Brent il supporto a breve termine può essere trovato a $ 68,0, mentra la prima resistenza è posizionata a $ 72,5.

L'indice giapponese Nikkei 225 è crollato dell'1,5% mentre l'indice Kospi sudcoreano è sceso dello 0,66%.
Anche il mercato valutario mostra il segnale "risck off", con i porti sicuri come lo JPY e il CHF che sovraperformano mentre GBP e NZD rimangono le più deboli tra le valute del G10.
La coppia USD / JPY è scesa ulteriormente a 110,13 questa mattina, vicino al minimo degli ultimi due mesi. La tendenza a breve termine rimane ribassista e il supporto chiave a 109,8 sarà probabilmente testato nei prossimi giorni.
Il prezzo dell'oro è salito per il quarto giorno consecutivo dal momento che le tensioni politiche hanno stimolato la domanda del bene rifugio. Tecnicamente l'oro è ancora all'interno di un trend ribassista, poiché il SuperTrend (10,2) rimane in rosso. Affinché un'inversione di tendenza sia confermata, il prezzo dovrà superare $ 1,292.
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