I titoli azionari europei e statunitensi hanno avuto una sessione tranquilla ieri dato che i trader hanno speso gran parte della giornata in attesa che gli Stati Uniti annunciassero la propria decisione in relazione all'accordo nucleare iraniano, e le borse hanno avuto una reazione piatta alle notizie. Il FTSE 100 nei primi scambi ha toccato un massimo di 14 settimane, perchè ha perso il rialzo che l'Europa continentale ha avuto lunedì, ma ha poi perso i suoi guadagni.

Dow Jones, S&P 500 e NASDAQ 100 hanno chiuso la sessione in gran parte invariati. I rendimenti in rialzo dei titoli di stato USA hanno indotto gli operatori a riflettere sulle loro decisioni di investimento, perchè le azioni comportano un rischio notevolmente maggiore rispetto ai titoli di stato. Il Dow Jones e lo S&P 500 sono ancora al di sopra delle rispettive medie mobili a 200 giorni, ma entrambi sono in ribasso dalla fine di febbraio e tali parametri chiave potrebbero essere nuovamente testati nel breve termine. Grazie ai notevoli guadagni dei titoli tecnologici nelle ultime settimane, il NASDAQ 100 è ben al di sopra della media mobile a 200 giorni.

Il mercato petrolifero ha avuto una sessione volatile ieri, dopo che il presidente Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall'accordo nucleare iraniano. C'era molta speculazione che ciò sarebbe accaduto, ed è stato rivelato poche ore prima dell'orario ufficiale.

La decisione comporterà la reintroduzione delle sanzioni all'Iran e potrebbe allargarsi ad altri settori della sua economia, come energia, assicurazione e finanza. L'Iran è uno dei maggiori produttori dell'OPEC e gli operatori temono che le sanzioni pesino sull'offerta globale. Il mercato petrolifero ha registrato una tendenza al rialzo per quasi undici mesi e, visto lo sviluppo iraniano, è probabile che continui.

Il rapporto US JOLTS, che registra i nuovi contratti di lavoro, ha raggiunto il record storico ieri. Ciò sottolinea quanto sia forte il mercato del lavoro statunitense, ma vale la pena ricordare che non stiamo ancora riscontrando alcun segno di aumento dei salari. Più tardi, i trader terranno d'occhio l'indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti, e il consenso è che scenda al 2,8% dal 3%. Le letture dei prezzi alla produzione possono fungere da precursori dell'inflazione, poiché i costi a livello di produzione vengono generalmente trasferiti ai consumatori.

Il dollar index  ha toccato un nuovo massimo per il 2018. Jerome Powell, il capo della Federal Reserve, ha dichiarato che i futuri rialzi dei tassi non interromperanno i mercati finanziari, e che eventuali modifiche alla politica monetaria saranno ben pianificate e non arriveranno di sorpresa.

EUR/USD - ha perso un sacco di terreno dalla metà di aprile, e se la mossa ribassista continua, potrebbe mettere 1.1800 nel mirino. Un ritorno al di sopra della media mobile a 200 giorni a 1.2012, potrebbe aprire la strada per ritestare 1.2138.

GBP/USD - si aggira intorno alla media mobile a 200 giorni a 1,3545 Se quel livello sarà mantenuto, potremmo vedere un rimbalzo a 1,3712, e al di là di quel limite il rialzo potrebbe guardare a 1,3800. Una rottura sotto 1.3545 potrebbe inviarlo a 1.3300.

La coppia EUR/GBP sta effettuando un ritorno verso la media da metà aprile, e la media mobile a 200 giorni a 0,8876 potrebbe fungere da resistenza. Il supporto potrebbe entrare in gioco a 0.8700.

USD/JPY - sebbene rimanga al di sotto della media mobile a 200 giorni a 110,17, le sue previsioni rimarranno probabilmente negative. Il supporto potrebbe entrare in gioco al 108.00. Una rottura sopra 110,19 potrebbe portare 111,48 in gioco.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 08/05/2018

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