market falling stocks lower bear market

Nonostante la terribile fine del 2018, il nuovo anno solare ha visto la prima settimana del nuovo anno affrontare un inizio  decente.

La prima settimana di negoziazione completa del 2019 è stata in netto contrasto con il modo in cui gli investitori hanno reagito all'indomani della decisione della Fed del mese scorso di aumentare i tassi e la conferenza stampa piuttosto aggressiva del presidente della Fed Jay Powell.

Dal momento di quel meeting il sentiment si è spostato in modo abbastanza significativo su un cauto ottimismo, dopo cinque giorni di guadagni per i mercati statunitensi sulla scia dei non-farm payroll americani e un'inversione di rotta da parte della Federal Reserve statunitense e del presidente Powell rispetto alla retorica da falco che era stata un segno distintivo del 2018.

Sembra che la più prudente  istanza sulla riduzione del bilancio abbia contribuito in qualche modo a persuadere gli investitori che la Fed abbia tardivamente riconosciuto che la sua attuale strategia di restrizione ha il potenziale per porre rischi significativi per l'economia globale, e di conseguenza abbiamo visto anche la zattera di salvataggio di membri del FOMC a sostenere  che ora è il momento di pazientare per aumenti dei tassi futuri.

Questo cambiamento di tono, insieme a una composizione leggermente più accomodante per il board votante, potrebbe suggerire che probabilmente non vedremo un altro aumento nei prossimi sei mesi, sempre ne vedremo uno a tutti quest'anno.

La decisione della Cina nella prima parte del mese di tagliare gli obblighi di riserva bancaria per aiutare la sua economia incerta ha anche aiutato i mercati, insieme a un'atmosfera molto più collaborativa per quanto riguarda le relazioni commerciali con gli Stati Uniti. Ciò si è andato ad aggiungere all'idea che potremmo aver trovato una base a breve termine, nonostante le crescenti preoccupazioni sul fatto che dati economici deboli di Germania, Francia, Italia e Regno Unito suggeriscano il potenziale di un brusco rallentamento dell'attività economica nel'ultimo trimestre del 2018.

Gli ultimi dati sul commercio in Cina di dicembre hanno rafforzato queste preoccupazioni. I più recenti numeri di novembre hanno mostrato un forte calo delle esportazioni dal 15,6% al 5,4% in quanto la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta mostrando conseguenze concrete. Anche le importazioni sono calate bruscamente e c'era una flebile speranza che i numeri di dicembre di oggi potessero vedere un miglioramento. I numeri di questa mattina hanno mostrato che la dinamica del quadro degli scambi è ulteriormente peggiorata, con un calo delle esportazioni del 4,4%, dato che il quadro economico globale è diventato più preoccupante.

Molto più preoccupante per un'economia che si suppone si riequilibri riducendo il peso dalla grande industria, anche i dati sulle importazioni hanno rallentato, riflettendo un forte rallentamento della domanda interna che è sceso del 7,6%, mancando le aspettative di un aumento del 4,5%. Per quanto riguarda gli scambi della Cina con gli Stati Uniti, il surplus commerciale è salito a un massimo di dieci anni, anche se l'avanzo globale è stato inferiore. La delusione per i dati di questa mattina ha visto i mercati asiatici scivolare indietro e vedrà i mercati europei aprirsi più in basso questa mattina.

I rischi economici e l'incertezza geopolitica sono ancora destinati a rimanere al centro dell'attenzione questa settimana, dal momento che il governo americano manterrà chiusi i battenti per la quarta settimana, mentre domani il parlamento britannico voterà sull'accordo per Brexit ottenuto dal primo ministro Theresa May, il che significa che i mercati è probabile che rimarranno in bilico più a lungo e nonostante i rialzi della scorsa settimana, rimane prematuro suonare il rompete le righe.

I mercati continuano ad essere in modalità "sell" dato che siamo ancora al di sotto dei massimi dell'anno scorso.

Tutte le indicazioni sono che i parlamentari voteranno a favore dell'accordo di Brexit di domani, con la prospettiva che il governo potrebbe probabilmente affrontare un voto di sfiducia da parte del partito laburista dell'opposizione, la cui politica sulla Brexit è altrettanto opaca. Con le linee chiaramente tracciate sul terreno di battaglia tra le varie fazioni sia del governo che dei partiti di opposizione, potremmo affrontare la possibilità molto reale che i parlamentari che sostengono il governo possano decretarne la fine, se ritenessero la cosa utile per tentare o  di realizzare o prevenire Brexit.

Nonostante queste preoccupazioni, la sterlina è riuscita a resistere abbastanza bene, concludendo la scorsa settimana in rialzo in scia alle speculazione che, nel caso in cui l'accordo venisse respinto, i parlamentari forzeranno in qualche modo un'estensione dell'articolo 50 dal momento che il parlamento prenderebbe il controllo del processo di uscita. Ciò potrebbe far sì che i parlamentari si impegnino a trovare una soluzione di compromesso, che si tratti di una soluzione alla norvegese o di qualche variante dell' unione doganale che possa ottenere la maggioranza nella Camera dei Comuni. Ciò ovviamente fa affidamento sul fatto che l'Unione Europea accolga tale richiesta, nella speranza che si possa trovare una soluzione. Questo non è affatto certo e dato che l'UE ha problemi da sola, con elettori insoddisfatti in Italia e Francia, mentre in Grecia il governo si trova di fronte a un voto di fiducia.

EURUSD - dopo aver fallito la settimana scorsa il superamento dell'area 1.1570, da quel momento siamo scivolati di nuovo sotto il livello di 1.1500 e potremmo scendere ancora verso l'area 1.1420. Se scendessimo sotto l'area 1,1420 potremmo vedere un'ulteriore debolezza verso l'area 1,1360. Potremmo ancora dirigerci verso il livello di 1.1600 e potenzialmente verso la media mobile a 200 giorni a 1.1640, se riuscissimo a mantenerci sopra l'area 1.1420 o al minimo di martedì scorso.

GBPUSD - ha superato l'1,2820 la scorsa settimana, spingendosi a un massimo di un mese, con il potenziale che potremmo dirigerci verso l'area a 1,2930. Un ritorno al di sotto dell'area 1.2800 riapre la prospettiva di un ritorno a 1,2680. Una mossa sotto 1.2400 rimetterebbe nel mirino i minimi del 2016 vicino all'area 1.2000.

EURGBP - non è riuscito a superare i massimi del range a 0.9100 la scorsa settimana, calando dall'area di 0.9070. Una mossa verso il basso attraverso l'area 0.8900 ha il potenziale per riaprire una mossa verso 0,8870 inizialmente e poi l'area 0,8820.

USDJPY - finchè resta al di sotto dell'area 109,20 il dollaro USA è suscettibile di un ritorno all'area 107,50, e di nuovo giù verso l'area 106,00, verso i minimi a 104,60. Abbiamo bisogno di recuperare attraverso l'area 109.20 per discutere di un ritorno all'area 110.30.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 14/01/2019

-----------------------------------------------------------------------

Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.