I mercati azionari archiviano la terza settimana di fila in rosso. La settimana era iniziata bene, con gli indici che hanno tentato un rimbalzo sostenuti anche dai prezzi del petrolio che hanno fatto registrare nuovi massimi sul grafico dei prezzi, ma poi, a metà settimana hanno pesato i dati macro e in particolare le preoccupazioni per un periodo di deflazione in Europa. Oggi abbiamo assistito ad una seduta a due velocità con i mercati in calo in apertura dopo l’uscita dei dati sulle stime di crescita in Germania, Italia e Francia, ma in recupero a metà seduta dopo i dati positivi sulle vendite al dettaglio americano. Le stime per il PIL trimestrale dell’eurozona sono state tagliate allo 0,5%, ma il dato risulta in linea con le aspettative del mercato, e non ha avuto quindi effetti particolarmente negativi sui corsi azionari. Il dato sul Pil trimestrale tedesco, anche se non brillante, ha battuto le aspettative dei mercati. Il dato ha beneficiato soprattutto dalla domanda interna trainata dai bassi costi energetici che ha aumentato il potere d’ acquisto. Gli operatori sembrano non voler sovrapesare le parole di Christine Lagarde sulle possibili implicazioni della Brexit, che giudica le conseguenze sull’uscita del Regno Unito dall’Unione come un quadro quasi apocalittico. Forex Il dollaro si è rafforzato molto durante la mattinata dopo gli avvertimenti da parte di Esther George della Federal Reserve ed Eric Rosengren della Fed di Boston riguardo il possibile rialzo dei tassi da parte della fed. Mentre le parole di Eshter George non destano grande sorpresa essendo uno dei sostenitore della politica monetaria restrittiva, non si può dire la stessa cosa di Eric Resengren che ha sempre fatto parte delle cosiddette colombe. Il prezzo del greggio, infine, ha ritracciato dai massimi, a causa del rafforzamento del dollaro, ma il trend sembra reggere egregiamente con la settimana che chiude quasi sulla parità.