I mercati europei hanno avuto una seduta abbastanza buona ieri, anche se il FTSE100 è rimasto leggermente indietro, perché gli investitori  hanno iniziato a far fluire capitali sul mercato dopo il grande sell-off registrato verso la fine della scorsa settimana.

Anche i mercati statunitensi sono riusciti a scrollarsi di dosso il torpore degli ultimi due giorni, con la loro migliore performance giornaliera da marzo, dopo che  una serie di società statunitensi è riuscita a battere le aspettative sugli ultimi risultati trimestrali.

Dopo la campanella Netflix ha seguito il copione superando le stime per il terzo trimestre, con un utile per azione di 0,89 dollari, a cui si è aggiunto un dato record di abbonati per il trimestre, portando il totale a 130 milioni.  Ciò che è stato particolarmente incoraggiante è il fatto che gli abbonati internazionali siano cresciuti fortemente, con le indicazioni del quarto trimestre riviste al rialzo.

Questa forte chiusura sembra destinata a tradursi in un'apertura europea positiva questa mattina con la maggior parte degli occhi puntati sulla riunione odierna del Consiglio Europeo, gli ultimi dati sull'inflazione del Regno Unito e dell'UE, per non parlare dei verbali della Fed.

Per molto tempo la scorsa settimana la sterlina ha trovato un certo sostegno dalla convinzione che avremmo potuto  iniziare a vedere i contorni di un accordo sulla Brexit, in concomitanza della riunione odierna del Consiglio dell'UE che si terrà a Bruxelles oggi. I mercati sono stati rapidamente allontanati da questa idea nella tarda serata di domenica, provocando immediatamente un breve slittamento della sterlina, mentre il tono dei politici UE è diventato molto più pessimistico con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che ha affermato che non ci sono motivi di ottimismo per l'incontro di oggi e che spetta al Regno Unito trovare nuove soluzioni.

Sembrerebbe che i mercati ritengano che tutto ciò faccia parte del gioco delle parti e una volta raggiunta una scadenza, come un miraggio nel deserto, un'altra ne prenderà il  posto. Dato che non è stato concordato nulla fino a quando tutti i dettagli non vengano concordati, i mercati possono muoversi solo sulla base di ciò che sanno con certezza. Così i salari britannici di ieri ai massimi livelli da gennaio 2009 al 3,1% hanno alimentato le aspettative che il mercato del lavoro britannico, già in fase di rafforzamento, stia iniziando a spingere i salari a un tasso di crescita significativamente più veloce dell'inflazione.

Lo scorso mese l'inflazione dei prezzial consumo  ha registrato un balzo indesiderato dal 2,5% al 2,7% determinato da prezzi più alti della bolletta energetica, dell’abbigliamento e altri costi di trasporto e ricreativi. Sarebbe quindi estremamente utile se il picco dell'inflazione di agosto fosse proprio questo, un picco temporaneo e i prezzi tornino sui minimi di quest'anno. Le aspettative per l'indice dei prezzi al consumo di settembre sono per una crescita pari al 2,6%.

Ancora più preoccupante, abbiamo visto un forte balzo dei prezzi core a settembre saliti dall'1,9% al 2,1%, quindi anche in questo caso la speranza è che assisteremo a un simile ammorbidimento della pressione sui prezzi con aspettative di una modesta frenata al 2%.  I prezzi al dettaglio dovrebbero rimanere stabili al 3,5%.

Negli ultimi mesi l'inflazione dell'UE è stata leggermente inferiore, a differenza del balzo dei prezzi a cui abbiamo assistito nel Regno Unito e si prevede che la storia si ripeta con i numeri di settembre di oggi. L'indice dei prezzi al consumo generale dovrebbe vedere un aumento del 2.1%, mentre per i prezzi core l’aumento dovrebbe essere dello 0.9%.  

Avremo anche gli ultimi verbali  del FOMC dalla riunione di settembre, in occasione della quale i funzionari del FOMC hanno votato per aumentare i tassi per la terza volta quest'anno. Alla conferenza stampa, il presidente della Fed, Jay Powell, si è fatto in quattro per insistere sul fatto che la pressione inflazionistica sia rimasta benigna, pur rimanendo ambiguo circa il percorso di rialzo  dei tassi nel 2019.

I verbali saranno doppiamente degni di nota dato che il presidente Trump ha nuovamente criticato ieri la banca centrale dicendo che rappresenta la "più grande minaccia" per ciò che sta facendo, perché sta alzando i tassi troppo velocemente, visti i tassi di inflazione attualmente bassi.  Quando si guarda attraverso quel prisma è difficile non essere d'accordo con il Presidente, anche se il modo in cui lo fa infrange la tradizione seguita dai presidenti degli Stati Uniti nel loro rapporto con la banca centrale.

L’outlook generale ha mostrato che i responsabili delle politiche monetarie stanno progettando un aumento dei tassi per quest'anno e tre per il 2019, mentre le loro proiezioni per l'inflazione, accompagnate da un linguaggio che ha abandonato la definizione di politica monetaria come accomodante, suggeriscono che la Fed sia molto più vicina alla fine del ciclo di rialzi di quanto  inizialmente previsto dai mercati.

Da quel meeting, il presidente della Fed Jay Powell si è rivelato molto più aggressivo, quando nei commenti fatti all'inizio di questo mese ha suggerito che i tassi sono molto distanti da una condizione di neutralità, cosa che ha aumentato la prospettiva che i tassi potrebbero essere aumentati nei prossimi mesi, in particolare da quando ha proseguito affermando che i tassi di interesse sono "ancora accomodanti" anche se non sono più  "estremamente accomodanti".

Il recente calo dei mercati azionari e l'aumento dei rendimenti da quelle osservazioni sembrano aver convinto molti operatori a rifare i calcoli in merito alle mosse future della Fed. Sarà interessante stabilire se altri membri del comitato condividono la stessa opinione su dove si trova il cosiddetto "tasso neutrale" e se differiscono dal Presidente Powell per dove ci troviamo.

EURUSD - attualmente sta incontrando difficoltà a superare la media mobule a 50 giorni e il livello di 1,1620 sulla scia del rimbalzo della scorsa settimana dall'area 1,1460. Un movimento deciso attraverso l'area 1.1600 potrebbe mettere nel mirino il livello di 1.1720. È probabile che l'area 1.1500 funga da supporto per eventuali pullback.

GBPUSD - il rimbalzo dai minimi di questa settimana al livello di 1,3080, si è esaurito al livello di 1,3235 poco prima del massimo della scorsa settimana a 1,3260. Rimaniamo ancora nel trend rialzista dai minimi di agosto a 1,2660. Dobbiamo aspettare il recupero di area 1,3260 per poter prendere in considerazione un movimento verso i massimi di luglio a 1,3360.

EURGBP - è sceso da 0.8825 all'inizio di questa settimana con una resistenza più ampia sulla media mobile di 200 giorni a 0.8840 e 0.8870, ma rimane ancora nella tendenza al ribasso dai massimi di agosto. Il supporto si trova a 0.8720, inferiore a 0.8640.

USDJPY - il supporto della trendline dai minimi di marzo a 111.6 attualmente sostiene l'azione sui prezzi dopo l'inversione della scorsa settimana dal livello di 114,60. Una rottura al di sotto di 111,50 suggerisce la prospettiva di ulteriori perdite verso 111,20, e fino anche al raggiungimento della media mobile a 200 giorni a 110,35. Il livello 114.60 / 70 rimane un livello di resistenza chiave e un ostacolo a ulteriori rialzi.

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