I mercati azionari europei hanno chiuso in ribasso ieri dato che i sentiment è stato guastato dai commenti del presidente Trump in merito agli scambi commerciali con la Cina.

Il presidente degli Stati Uniti ha avvertito che l'imposta su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi potrebbe essere portata al 25% dal 10%, e un altro giro di tariffe potrebbe essere lanciato. Gli investitori in Europa hanno già affrontato l'incertezza in relazione alla Brexit e al budget italiano e poi le relazioni USA-Cina si sono deteriorate prima del vertice del G20 questa settimana. È possibile che Trump stia utilizzando la retorica come un modo per provare a fare pressione sulla Cina prima dell'incontro.

Dopo la chiusura europea, c'è stato un cambio di atteggiamento nei confronti della Cina. Larry Kudlow, direttore del consiglio economico nazionale, ha dichiarato di aver tenuto riunioni con funzionari cinesi di tutti i livelli e ha ritenuto che ci sia una "buona possibilità" che le due parti raggiungano un accordo. I principali indici statunitensi hanno chiuso in rialzo la scorsa notte e anche i mercati azionari asiatici hanno registrato un rialzo.

Richard Clairda della Federal Reserve, ha ribadito il suo punto di vista secondo il quale siamo vicini ad una posizione neutralità dei tassi di interesse e ritiene che eventuali ulteriori aumenti dei tassi d'interesse dovrebbero essere fatti gradualmente. Il banchiere centrale ha contribuito a moderare le aspettative sul dollaro USA e dei trader in relazione ai futuri rialzi dei tassi poche settimane fa e si è attenuto alla sua visione originale.

James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, prevede una crescita più lenta e ha detto che potrebbe essere "più difficile" per la Fed aumentare i tassi nei prossimi due anni. Il dollar index ha spinto al rialzo ieri nonostante i commenti un po' accomodanti dei banchieri centrali.

Alle 14.30 negli Stati Uniti ci sarà la pubblicazione della seconda stima della lettura del PIL del terzo trimestre e la stima di consenso è di una crescita del 3,5%.

Jerome Powell, il capo della Fed, parlerà oggi alle 18:00 e gli operatori si sintonizzeranno per vedere se il suo discorso avrà toni da falco o colomba.

La sterlina ha perso terreno ieri mentre i parlamentari hanno iniziato a discutere l'accordo di ritiro di Theresa May.

Michael Fallon, ex segretario alla Difesa, ha dichiarato che "l'affare è condannato". Il DUP, che sta aiutando la signora May a mantenere il potere, ha chiarito che non appoggeranno il Primo Ministro. L'UE ha detto nel corso del fine settimana che si tratta di una situazione prendere o lasciare, e visto che sembra esserci un supporto molto limitato per l'accordo, potremmo essere diretti verso uno scenario senza accordo. Mettendo da parte la politica, i trader temono che il Regno Unito lascerà l'UE senza un accordo e più alte saranno le probabilità di un simile scenario, più la sterlina potrebbe scendere ulteriormente.

I risultati degli stress test della Bank of England saranno annunciati oggi. Le banche focalizzate sul Regno Unito come Lloyds, RBS, Barclays e CTBG saranno al centro dell'attenzione poiché gli operatori vorranno vedere come i gruppi potrebbero potenzialmente far fronte ai vari scenari Brexit. La prospettiva di una situazione di non-accordo potrebbe danneggiare il settore bancario e la relazione di oggi dovrebbe darci un'idea di come le banche potrebbero potenzialmente farvi fronte.

Il petrolio è sceso di nuovo ieri mentre i trader sono ancora preoccupati per l'eccesso di offerta. La produzione dell'Arabia Saudita è a un livello record e le scorte di petrolio degli Stati Uniti sono aumentate. La notte scorsa, l'American Petroleum Institute ha rivelato le ultime cifre e le scorte sono salite di 3,45 milioni di barili. Alle 16.30 l'Energy Information Administration rivelerà il rapport sulle scorte e gli operatori si aspettano un aumento di scorte di 769.000 barili. I paesi OPEC si incontreranno la prossima settimana e hanno la possibilità di annunciare un taglio di produzione, ma dato che l'Arabia Saudita è messa sotto pressione dal presidente Trump, alcuni trader sono dubbiosi sulle dimensioni del potenziale taglio.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 28/11/2018

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