Il ciclo dell'offerta rimane al ribasso per molte commodities, tra cui il petrolio. Il dato può aiutarci a sviluppare una strategia di trading non solo per le commodities, ma anche per diversi indici e mercati delle valute. I supercicli delle commodities Parte dello scenario economico è composta dai supercicli delle commodities. L'idea di base è molto semplice: dato che nella maggior parte dei casi per avviare una nuova produzione occorre molto tempo e denaro, quando la domanda sale rapidamente l'offerta fatica a tenere il passo. Il deficit di offerta, dunque, persiste, spingendo i prezzi verso l'alto. L'aumento del prezzo, tuttavia, rende redditizia anche una produzione più costosa, portando così all'entrata sul mercato di nuove fonti di offerta. I produttori tendono spesso a esagerare, spinti da un eccesso di fiducia dato dall'aumento della domanda. Si creano così dei surplus di offerta, che finiscono per spingere i prezzi nuovamente verso il basso. A causa della portata degli investimenti, i produttori tagliano rapidamente i nuovi progetti, ma sono molto riluttanti all'idea di sospendere la produzione attuale. Al momento, molte commodities sono ancora in questa fase. L'intervallo temporale che intercorre tra lo sviluppo di nuovi progetti e l'arrivo dei prodotti sul mercato e la riluttanza a mettere in naftalina le strutture attualmente in uso portano i cicli delle commodities a durare solitamente più del previsto. Per i trader, saperlo può essere molto utile: prendendo posizione in direzione del ciclo dell'offerta è infatti possibile sfruttare le false partenze e le correzioni che inevitabilmente si verificano nel corso di ogni ciclo Il mercato del petrolio Il mercato del petrolio è un ottimo esempio delle dinamiche del ciclo. Secondo i dati dell'Agenzia internazionale dell'energia (“IEA”, International Energy Agency), nel trimestre di giugno sono stati prodotti 96,5 milioni di barili di petrolio al giorno, ma ne sono stati consumati solamente 93,5 milioni. Il surplus, ben 3 milioni di barili, è il maggiore dal 1998, anno in cui il petrolio era venduto a 13 $ al barile. Il principale motivo dell'attuale eccesso di offerta è lo sviluppo di nuove tecnologie per l'olio di scisto, che ha portato a un aumento di offerta per questo tipo di petrolio, a cui l'OPEC ha risposto aumentando la produzione in modo da conservare la propria fetta di mercato. Queste dinamiche hanno portato a un'accelerazione del calo dei prezzi, che lo scorso mese hanno registrato un minimo di 37,75 $ al barile. Non va però dimenticato che il mercato del petrolio sta iniziando a mostrare alcuni segnali positivi. Nonostante l'economia cresca a un ritmo lento, i prezzi inferiori stanno stimolando la domanda di petrolio. La IEA prevede che quest'anno tale domanda aumenti di 1,6 milioni di barili al giorno, contro i soli 0,7 milioni del 2014. Finalmente, inoltre, si intravedono segnali di calo della produzione di olio di scisto statunitense. A metà settembre, negli USA venivano prodotti in media 9,1 milioni di barili al giorno contro i 9,6 registrati nel picco di giugno. Si tratta di un segnale incoraggiante, ma la strada da fare è ancora molta. Secondo le stime della IEA, la crescita della domanda e i tagli della produzione esterna all'Opec non riusciranno a riportare il mercato in equilibrio prima di fine 2016. L'analisi ignora però l'Iran, il vero fattore determinante per il petrolio. Se le sanzioni sul paese saranno revocate, molto probabilmente l'Iran immetterà sul mercato globale fino a 1 milione di barili al giorno, spingendo così la prospettiva di un pareggio a 2017 inoltrato. A meno di importanti cambiamenti nelle previsioni di offerta, dunque, sembra che il ciclo di surplus possa favorire nel complesso la vendita di rally correttivi ancora per un po'. Il grafico del greggio americano I rally correttivi a cui abbiamo appena accennato potrebbero certamente avere una portata notevole e verificarsi in modo alquanto rapido. In un mercato che negli ultimi 15 mesi si è più che dimezzato, i fattori a breve termine potrebbero facilmente avere una discreta influenza, ma i surplus di offerta tendono sempre a mettere un freno ai rally e a riaffermare dinamiche di prezzo tendenti al ribasso. Il grafico mensile riportato di seguito mostra la situazione complessiva interpretando il calo da 112,4 $ di metà 2013 attraverso 5 onde di Elliott. I rally diretti verso il picco principale sul livello “4”, o addirittura sul ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 66 $, potrebbero essere coerenti con un ciclo di surplus dell'offerta costante. Tutto dipenderà dalla capacità di utilizzare tecniche più a breve termine per identificare i momenti in cui i rally correttivi potranno concludersi, su questi livelli o appena al di sotto. Fonte: CMC Markets - Settembre 2015 Altri mercati In generale, la debolezza dei prezzi delle commodities riduce i guadagni degli esportatori e agevola fiscalmente gli importatori. Per quanto nel tempo le variazioni dei prezzi delle valute contribuiranno a compensare questo effetto, finché l'eccesso di offerta di commodities persiste vale la pena di considerare la strategia di acquistare indici e valute degli esportatori di commodities (come ad es. Australia, Canada e Russia) quando si vende sui rally e indici e valute degli importatori (ad es. Europa e Giappone) quando si acquista sui minimi. CMC Markets offre solamente servizi di esecuzione degli ordini. Questi materiali (che contengano o meno opinioni) sono pensati a solo scopo informativo, e non tengono in considerazione gli obiettivi o le situazioni personali dei lettori. Questi contenuti, nella loro interezza, non sono e non vanno considerati suggerimenti finanziari, a livello di investimenti o di alcun altro tipo, su cui fare affidamento. Nessuna delle opinioni fornite in questo articolo costituisce una raccomandazione da parte di CMC Markets o dell'autore sul fatto che un particolare investimento, titolo, transazione o strategia di investimento sia adatto a una data persona.