Le misure protezioniste degli Usa contro la Cina annunciate venerdì, dopo aver portato giù Wall Street che ha registrato la scorsa settimana la peggiore perdita sulle cinque sedute da marzo per via della guerra dei dazi (Venerdì il Dow Jones ha perso lo 0,34%, l'S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq Composite lo 0,19%)  portano in rosso le Borse asiatiche: il Nikkei cede lo 0,75%, mentre Hong Kong e Taiwan sono chiuse per festeggiare il Dragon Boat Festival.

Risponde la Cina all’offensiva statunitense: l’agenzia di stampa ufficiale, Xinhua, ha riferito che la Cina imporrà il 25% di tariffe su 659 prodotti statunitensi, che vanno dalla soia all'auto, ai frutti di mare. L'elenco cinese è aumentato di oltre sei volte rispetto alla versione di aprile, ma il valore è stato mantenuto a 50 miliardi. Il deficit commerciale del Giappone è salito a 578 miliardi di yen (4,4 miliardi di dollari) a maggio. In compenso sono avanzate dell'8,1% le esportazioni nipponiche.

Intanto l'euro apre in calo sotto 1,16 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1598 dollari rispetto agli 1,1606 della chiusura di venerdì sui mercati europei.  L'euro è in calo dalla settimana scorsa dopo che la Bce ha chiarito che i tassi resteranno ultra-bassi per un altro anno.

 Riunione dei produttori di greggio, che si riuniranno a Vienna il prossimo venerdì 22 giugno: appuntamento delicato che rischia di far saltare un delicato equilibrio fra domanda e offerta raggiunto con molta difficoltà. Da una parte ci sono Arabia Saudita e Russia che vogliono aumentare le quote già a partire da luglio (rispettivamente fino a 1 milione di barili e fino a 1 milione e mezzo), dall'altra Iran, Iraq e Venezuela hanno annunciato che porranno il veto alla proposta russo-saudita.

Seduta scarna sul fronte macro. In Italia attesa la bilancia commerciale Ue di aprile (ore 10:00) e poi dagli Usa arriverà l'indice Nahb di giugno (16:00). 

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 18/06/2018

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