I mercati azionari in Europa e negli Stati Uniti hanno chiuso in largo rialzo venerdì.

C'è grande fiducia tra gli investitori, dato che rapporti commerciali migliori tra Stati Uniti e Cina incoraggiano gli acquisti.

La scorsa settimana, abbiamo avuto maggiore chiarezza sulla situazione in quanto il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin e Larry Kudlow, consigliere economico del presidente Trump, hanno entrambi espresso posizioni positive riguardo ai più recenti colloqui commerciali. Deve ancora essere fatto ulteriore lavoro, in particolare per quanto riguarda la proprietà intellettuale. Non c'è dubbio che il presidente Trump si stia godendo il rally delle azioni americane, dato che ama vantarsi della performance del mercato.

Durante la notte, le azioni in Asia sono balzate in scia alle speranze che Pechino e Washington siano vicine a concludere un accordo commerciale. È stato riferito che entrambe le parti si trovano nelle "fasi finali" della finalizzazione di un accordo commerciale e ciò ha aumentato la fiducia degli inventori. Le indiscrezioni affermano che il governo cinese sta valutando la possibilità di ridurre le tariffe su molti beni importati dagli Stati Uniti e il governo degli Stati Uniti avrebbe intenzione di abbassare o rimuovere le tariffe sulle importazioni cinesi.

Il presidente degli Stati Uniti ha incontrato il leader coreano Kim Jong-un la scorsa settimana, il summit è stato interrotto quando il leader nordcoreano ha chiesto la rimozione di tutte le sanzioni contro il suo stato. Non si tratta certo di un perfetto finale per il vertice, ma la relazione che lo stato canaglia ha con il resto del mondo ora è certamente migliore di un paio di anni fa.

Il dollaro USA è stato aiutato da dati ampiamente positivi nella parte finale della scorsa settimana. L'economia statunitense è cresciuta del 2,6% nell'ultimo trimestre del 2018, superando le previsioni. Il tasso core dei prezzi di consumo personale è rimasto stabile all'1,9% e la lettura del sentiment dei consumatori dell'Università del Michigan si è attestato a 93,8, da 91,2. Il dollaro americano più solido ha spinto l'oro al di sotto dei 1.300 dollari per la prima volta dalla fine di gennaio.

La Cina ha pubblicato dati negativi la scorsa settimana. Il rapporto PMI manifatturiero Caixin è sceso a un minimo di tre anni, dato che il sondaggio è rimasto in territorio negativo, ma è stato un miglioramento rispetto al mese precedente. Vale la pena ricordare che il mese scorso la Cina ha celebrato il nuovo anno lunare, quindi le cifre potrebbero non essere la migliore rappresentazione dell'industria manifatturiera.

I settori manifatturieri spagnoli, italiani e tedeschi sono tutti in territorio di contrazione. Il blocco valutario sta faticando da diversi mesi e c'è il rischio che più paesi possano entrare in recessione come l'Italia. Come contraltare, l'ultimo l'indice dei prezzi al consumo dell'eurozona è salito dell''1,5%. L'inflazione che esclude cibo ed energia è rimasta stabile all'1,2% - ma almeno la domanda è stabile. Il tasso di disoccupazione è al livello più basso in un decennio.

Il rapporto sulla fiducia degli investitori nell'eurozona sarà pubblicato alle 10.30 e il consenso è per una lettura di -3.1, che sarebbe un leggero miglioramento rispetto al -3.7 di febbraio. Allo stesso tempo, verrà annunciato il rapporto PMI del settore dell'edilizia nel Regno Unito, co gli operatori che si aspettano un valore di 50,5, da confrontarsi con la lettura di 50,6 di gennaio.

EUR/USD - ha ampiamente spinto al ribasso dall'inizio di gennaio, e se la mossa negativa continuasse, potrebbe ritestare l'area di 1.1216. La resistenza potrebbe essere trovata a 1.1400 o 1.1500.

GBP/USD - ha spinto in rialzo dall'inizio di dicembre e se si mantenesse al di sopra della media mobile a 200 giorni a 1,3000, potrebbe ritestare l'area di 1,3272. L'area di 1.2775 potrebbe fungere da supporto.

EUR/GBP - finchè si mantiene al di sotto della media mobile a 200 giorni a 0,8857, le sue prospettive sono probabilmente negative. 0.8500 potrebbe fungere da supporto. Una rally potrebbe incontrare resistenza a 0.8700.

USD/JPY - è in risalita da inizio gennaio, e se il trend rialzista continuasse potrebbe mirare all'area 113.70. Una rottura sotto 109,55 potrebbe portare 108,50 in gioco.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/03/2019

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