Dopo un avvio lento della settimana e una giornata deludente per i mercati europei ieri, gli investitori hanno incassato i recenti guadagni per le preoccupazioni che gli USA intendono attirare l'attenzione dell'UE sul commercio dopo che i funzionari statunitensi hanno oposto un elenco di prodotti UE che potrebbero essere sottoposti a tariffe in rappresaglia per i sussidi concessi a Airbus.

Anche i mercati USA hanno affrontato una delle rare giornate di chiusura in ribasso in vista di una seduta in cui dei rischi estremi potrebbero derivare da tre diverse direzioni.

Possiamo iniziare puntando lo sguardo verso il prossimo vertice UE in cui scopriremo se il Regno Unito riuscirà a ottenere una proroga alla scadenza del 12 aprile di venerdì, o altrimenti rischia di lasciare l'UE senza un accordo.

È importante ricordare, nonostante tutto il clamore generato dall'inutile mozione dei parlamentari britannici per escludere dal tavolo l'opzione no deal, che nulla del genere è stato determinato. Nessun accordo rimane l'opzione predefinita di legge e può essere modificato solo con una revoca definitiva dell'articolo 50 da parte dei parlamentari, il passaggio parlamentare dell'accordo di revoca o dalla concessione di un'estensione da parte dell'UE. Il Regno Unito può chiedere un'estensione, che è ciò che il Primo Ministro May ha chiesto oggi, ma ciò non significa che ne avremo una. Un'estensione rappresenterebbe  interamente un regalo  dell'UE e sarà a condizioni definite da loro. Tutto il resto sono solo chiacchiere e i parlamentari  dovrebbero essere meglio informati.

Supponendo che il Regno Unito ottenga un'estensione, che sembra verosimilmente data tutte le altre alternative poco attraenti, non sarà fino al 30 giugno come vuole il Regno Unito, sarà per un periodo molto più lungo, fino alla fine dell'anno, o forse anche oltre.

Ciò implicherà inevitabilmente che il Regno Unito dovrà prendere parte alle elezioni europee che difficilmente saranno ben accolte da molte persone e potrebbero avvelenare la politica britannica ancor più di quanto non sia già.

Rende molto più probabile la prospettiva di un'elezione generale, assumendo che tutte le altre opzioni restino fuori dalla portata. Ciò include la prospettiva di un secondo referendum, che al momento non sembra essere molto appetita, se non da parte di una minoranza rumorosa. Inoltre, ogni secondo referendum  potrebbe non avere la legittimità del 2016 semplicemente sulla base dell'affluenza se le persone non si prendessero il disturbo di andare a votare.

Le perdite del mercato azionario di ieri sembrano essere aggravate dalle ultime proiezioni di crescita del FMI che sono state ridimensionate ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria, con tagli particolarmente pesanti a Italia e Germania.

È in questo contesto di cali che i mercati presteranno particolare attenzione alla decisione sui tassi della Banca Centrale Europea e ad ulteriori dettagli su come la BCE intende attuare il nuovo programma di prestiti TLTRO quando inizierà a settembre. Si è ipotizzato di strutturare la struttura dei prestiti al fine di mitigare gli effetti dannosi che l'ambiente dei tassi negativi sta avendo sulla redditività delle banche europee.

La conferenza stampa odierna del presidente della BCE Mario Draghi sarà probabilmente analizzata attentamente per qualsiasi indizio su quante discussioni aggiuntive abbiano avuto luogo su questa idea piuttosto creativa. Poiché è necessario che la BCE sia più reattiva, è diventato molto più urgente dall'ultima riunione, data la netta diminuzione di alcuni dei più recenti PMI manifatturieri provenienti da Germania, Francia e Italia.

Un altro problema è che la pressione inflazionistica rimane ancorata vicino ai minimi con i prezzi core allo 0,8%, appena sopra il minimo storico dello 0,6%.

In questo contesto, è perverso che la BCE mantenga l'idea che il rischio di una recessione rimanga basso e che i tassi rimangano bassi fino alla fine del 2019. Sarebbe sorprendente se la BCE non riconoscesse il cambiamento in termini di condizioni economiche dalla sua riunione di marzo, dato che i mercati non prevedono un aumento dei tassi fino al 2021 al più presto.

Avremo anche gli ultimi verbali della Fed in cui vedremo cosa ha spinto la banca centrale americana a prendere un posizione accomodante, a meno di tre mesi dall'aumento dei tassi alla fine dello scorso anno. Nel giro di dieci settimane siamo partiti dalla prospettiva di tre rialzi dei tassi quest'anno ad una prospettiva di assenza di aumenti e la riduzione del bilancio che verrà sospesa a settembre.

Anche la Fed ha rivisto le sue previsioni di crescita per quest'anno, e per tutti coloro che hanno sostenuto l'opportunità di un nuovo rialzo dei tassi quest'anno, anche quella aspettativa piuttosto remota è andata svanendo, cosa che sembrerebbe aver spostato il calcolo su quando possiamo aspettarci di vedere un possibile taglio dei tassi.

Mentre la Fed potrebbe voler respingere tali aspettative, la realtà è che i mercati stanno già iniziando a scontare una prospettiva del 53% di un taglio dei tassi entro la fine dell'anno. Ciò rende i verbali di oggi ancora più indicativi del contesto del tono del dibattito e di quanto consenso ci sia stato intorno alla forte inversione di rotta delle linee guida delle banche centrali e se la Fed sta vedendo qualcosa che noi non stiamo vedendo.

EURUSD: ha ancora un solido supporto nell'area 1.1180, con una rottura che punterebbe al livello di 1.1000. L'attuale rimbalzo potrebbe ben vedere una salita fino all'area 1,1340 e alla media mobile a 50 giorni. Il potenziale di rialzo probabilmente rimarrà limitato alla media mobile a 200 giorni a 1,1460 nel caso in cui superassimo la media mobile a 50 giorni.

GBPUSD: la media mobile a 200 giorni e l'area di 1,2960 continua a rappresentare un solido supporto. Difficilmente si sposterà molto oltre l'area di 1,3170 fino a quando non avremo un quadro politico più chiaro. Sotto 1,2960 si apre la possibilità di una discesa a 1,2800.

EURGBP - ha bisogno di spingere al di sopra dell'area 0.8650 per sostenere un movimento verso il livello di 0.8720. Finchè resta al di sotto di questo livello la tendenza rimane per un ritorno ai minimi recenti a 0.8500.

USDJPY - ha continuato a scivolare verso il basso scendendo al di sotto del livello di 111,20 e potenzialmente aprendo la strada per ulteriori discese verso l'area 110,20, con supporto intermedio al livello di 110,70. Dobbiamo tornare al di sopra di 111,30 per discutere il ritorno ai massimi della settimana scorsa.

Fonte : CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 10/04/2019

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