Dopo due settimane di rialzi, i mercati europei sono scesi ieri, poiché l'inizio dell'ultimo round di tariffe tra Stati Uniti e Cina ha spinto alcuni  a prendere profitto in Europa e negli Stati Uniti.

La cautela non dovrebbe essere troppo sorprendente, dato che il presidente Trump ha già dato indicazioni che se la Cina dovesse reagire, in qualunque modo, di estendere le tariffe ai restanti 267 miliardi di dollari di importazioni cinesi.Il fatto che non l'abbia ancora fatto non significa che non lo farà, e gli investitori sembrano aver preso questo come uno spunto per ridimensionare alcuni rischi.

I prezzi del petrolio sono in rialzo, a seguito della decisione del weekend dell'OPEC e dei ministri dell'energia di non aumentare la produzione per compensare la perdita di produzione iraniana, ha trainato il Brent al nuovo massimo degli ultimi quattro anni, superando  81 dollari al barile e sollevando preoccupazioni su una contrazione delle forniture a breve termine che potrebbe portare i prezzi a 90 dollari barile.

Il presidente Trump è stato piuttosto critico nei confronti dell'OPEC in diverse occasioni nelle ultime settimane, dal momento che i prezzi del petrolio hanno continuato a salire, accusandoli del continuo aumento dei prezzi, ignorando convenientemente la sua parte di responsabilità nel rialzo.

Quando gli Stati Uniti hanno imposto nuovamente le sanzioni in agosto, i prezzi del Brent erano scivolati di nuovo a 73 dollari al barile dopo aver provato senza riuscirci a spingesi oltre gli 80 dollari in due occasioni precedenti.

A prescindere dai torti o dalle ragioni della decisione di reimporre le sanzioni, la decisione ha avuto l'effetto di rimuovere 3 milioni di barili dalla produzione globale di petrolio. Considerati i tagli alle spese in conto capitale a seguito del crollo da 110 dollari nel 2014 ai minimi di 27 al barile nel 2016, sarebbe  stato sempre arduo sostituire tale capacità, in un momento in cui le scorte erano in calo, e così in effetti è stato provato.

La maggiore preoccupazione data da alcuni segnali di indebolimento dei dati economici, è che gli aumenti visti nei prezzi ora potrebbero portare alla distruzione di domanda, poiché i consumatori potrebbero ritrovarsi in una situazione in cui  i prezzi più elevati del carburante  riducono il  denaro per l'acquisto di beni discrezionali  per il consumatore.

L'indice del dollaro USA è sceso ieri prima dell'inizio dell'ultimo meeting del FOMC di questa settimana, che si concluderà  domani, e si prevede che la Federal Reserve aumenterà i tassi per la terza volta quest'anno. La decisione di questa settimana è improbabile che si riveli un market mover nel senso tradizionale, ma la guidance delle politiche potrebbe esserlo, vista la forza osservata negli ultimi dati economici, ed è su questo punto che possiamo vedere uno spostamento nei rendimenti e/o nel dollaro.

La fiducia dei consumatori degli Stati Uniti, già ad un massimo di 18 anni, dovrebbe attenuarsi un po' a settembre, arrivando a 132,2, in calo rispetto al grande salto che abbiamo visto ad agosto a 133,4.

L'euro è salito al massimo degli ultimi  tre mesi contro il dollaro  in scia alle  osservazioni del presidente della BCE Mario Draghi secondo le quali la Banca Centrale Europea sarebbe rimasta sulla sua posizione di alzare i tassi tra un anno. Ciò è in linea con le proiezioni dello staff della BCE in merito all'inflazione delineate nell'incontro più recente e non rappresentano nulla di nuovo. Se non altro, l'inflazione core da quando quelle proiezioni sono state fatte è stata un po' debole, suggerendo che i  commenti potrebbero essere stati un po' prematuri.

La sterlina è riuscita a recuperare un po' di terreno dopo le pesanti perdite di venerdì, nonostante la mancanza di sviluppi politici positivi, dal momento che le parole più tranquillizzanti  della parte britannica e dell'UE hanno contribuito a stabilizzare il sentiment.

EURUSD - è  tornato verso la zona di 1.1840 corrispondente ai massimi  di giugno. Se rompessimo questi livelli potremmo vedere un nuovo test della media a 200 giorni a 1.1980. Un ritorno al di sotto di 1.1690 apre la prospettiva di una discesa a 1.120.

GBPUSD - ha avuto un giorno più tranquillo dopo le pesanti cadute di venerdì, ma abbiamo davvero bisogno di vedere una una rottura  a 1.3220 per discutere di un ritorno nell'area di 1.3300. Il supporto principale  rimane di nuovo verso il livello di 1.3000 in corrispondenza  della media mobile a 50 giorni a 1.2990. Solo una discesa  al di sotto di 1,2980 mina il rally dai minimi di agosto a 1,2660 e sostiene un nuovo test di questi livelli.

EURGBP - per ora ha trovato supporto nell'area 0.8935, il che significa che una rendenza al rialzo resta dopo ivenerdì. L'area di 0.9040 rimane un livello chiave avendo limitato il rialzo. Una mossa al di sotto dell'area di 0.8920 apre le porte per un movimento verso l'area 0.8840 / 50

USDJPY - finché il livello 113.20 fa da tappo potremmo anche assistere ad  un ritorno all'area di 112.00. Una mossa al di sotto di 111.80 apre le porte per un ritorno nell'area 111.20 dove abbiamo  la principale area di supporto .

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