L’inflazione sembra essere il tema principale al centro dell’attenzione degli operatori di mercoledì e dei responsabili della politica monetaria a livello globale. Con poche eccezioni (in particolare il Regno Unito) l’inflazione sembra latitare nelle aree valutarie dei principali paesi sviluppati, nonostante i buoni tassi di crescita che sono stati registrati negli ultimi anni. Si tratta di un vero e proprio grattacapo per le banche centrali che stanno rinviando o rallentando il ritorno a politiche monetarie restrittive proprio per la debole dinamica dei prezzi. Questa settimana avremo la pubblicazione dei dati sull’inflazione per Regno Unito, Canada, Stati Uniti e Eurozona.

Martedì alle 11.00 avrà si terrà a Francoforte un’importante conferenza organizzata dalla Banca Centrale Europea dal titolo: "At the heart of policy: challenges and opportunities of central bank communication", nel corso della quale sono attesi gli interventi di Mario Draghi, Janet Yellen, Mark Carney e Haruhiko Kuroda.

Stati Uniti

Il Dipartimento per il commercio americano pubblicherà alle 14.30 italiane i dati relativi all’inflazione e per le vendite al dettaglio. Per quanto riguarda l’inflazione ci si attende un aumento su base mensile dell’indice dei prezzi al consumo dello 0.1%, mentre l’indice core dovrebbe registrare un aumento dello 0.2%. Da monitorare in modo particolare l’indice core, che non considera le componenti più volatili comprese invece nel più ampio indice dei prezzi al consumo. La Fed si è posta l’obiettivo di portare questo indice ad una crescita annua dello 2% e nel caso in cui fossero confermate le previsioni, l’aumento dell’indice core su base annua si attesterebbe all’1.7%. Ricordiamo come la prossima riunione del FOMC si terrà tra il 12 ed il 13 dicembre e al momento sembra essere certo un aumento dei tassi d’interesse.

Regno Unito

Dopo l’esito del referendum sulla Brexit, la sterlina ha subito un’importante discesa contro le principali valute, generando un’impennata dell’inflazione, che ha messo ulteriore pressione sui salari reali dei lavoratori nel Regno Unito. Proprio per questo motivo in occasione dell’ultima riunione del comitato esecutivo, la Bank of England ha deciso di aumentare i tassi d’interesse per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria. Proprio per questo motivo la pubblicazione del dato relativo all’inflazione in programma per martedì alle 10:30 è atteso con grande attenzione. Ci si aspetta un aumento su base annua dell’indice dei prezzi al consumo del 3.1% e un dato superiore potrebbe spingere la BOE ad accelerare il passo verso un aumento dei tassi, nonostante le incertezze che avvolgono l’esito dei negoziati con l’Unione Europea. Mecoledì e giovedì sempre alle 10:30 avremo invece i dati relativi all’occupazione (con un tasso di disoccupazione atteso al 4.3%) e le vendite al dettaglio (che su base mensile potrebbero far segnare un significato -0.8%).

Eurozona

Per quanto riguarda l’Eurozona sono programmate in questa settimana le pubblicazioni dei dati sul prodotto interno lordo e inflazione. L’elenco dettagliato del programma è riportato nell’immagine presa dal calendario economico, che mostra come la giornata di martedì sarà ricca di notizie, tra cui merita una certa attenzione anche la pubblicazione del dato Zew sulla fiducia delle imprese in Germania. Per l’Eurozona nel suo complesso si attende un tasso di crescita annua del Pil al 2.5% e un tasso d’inflazione annuale in frenata all’1.4%, contro il +1.5% registrato nello scorso mese.

Canada

In conclusione di settimana, venerdì alle 14:30 avremo invece la pubblicazione del dato relativo all’inflazione in Canada, che secondo le attese degli esperti dovrebbe essere in crescita su base annua dell’1.4%. Nei mesi scorsi la Bank of Canada aveva spiazzato il mercato annunciando un duplice rialzo dei tassi d’interesse, generando il rally estivo del dollaro canadese. Dopo questa clamorosa decisione nell’ultima riunione abbiamo assistito ad una marcia indietro della banca centrale canadese, che ha deciso di mantenere l’attuale livello dei tassi e cambiando in modo sostanziali i toni in merito alle prossime mosse da attuare. Un rialzo dell’inflazione al di sopra delle attese potrebbe rimettere sul tavolo un possibile rialzo dei tassi.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 13/11/2017

-----------------------------------------------------------------------------

Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei cfds">CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.