I mercati azionari statunitensi hanno chiuso leggermente in territorio negativo la scorsa notte, dopo che il Presidente Trump ha dichiarato che le negoziazioni commerciali con la Cina non avrebbero avuto successo.

Trump ritiene che la Cina e l'Unione europea si siano scorrette quando si tratta di negoziare con gli Stati Uniti, e hanno mantenuto la loro strada per così tanto tempo che non saranno disposti a cambiare. Questo potrebbe essere uno stratagemma del Presidente degli Stati Uniti per abbassare le aspettative sul fronte interno, e potrebbe ottenre un accordo non all'altezza delle aspettative. La reazione dei trader non è stata esagerata e questo suggerisce che gli operatori non sono ancora troppo preoccupati.

I mercati azionari europei sono usciti dal movimento laterale in cui ci si trovava all'inizio della settimana, dato che ieri abbiamo visto FTSE 100 e DAX raggiungere i rispettivi massimi da gennaio e febbraio. Il CAC 40 è stato il protagonista in quanto ha raggiunto un livello mai visto dopo la crisi dei mutui subprime. I mercati azionari della zona euro sono aiutati anche da un euro più debole. Durante la settimana abbiamo visto dati di inflazione debole in Europa, sia per quanto riguarda i prezzi al consumo che l'indice core. Ciò sottolinea la diminuzione della domanda nella regione. La prospettiva che la Banca centrale europea mantenga una politica monetaria accomodante si aggiunge al sentimento rialzista nel blocco valutario.

L'Italia è al centro dell'attenzione in quanto l'incertezza politica sta scuotendo la fiducia degli investitori. Le due parti che stanno discutendo sulla possibilità di formare una coalizione, la Lega e il Movimento Cinque Stelle, sono entrambe critiche nei confronti dell'UE e della moneta unica. La possibilità di un governo euroscettico a Roma, ha pesato sull'azionario italiano questa settimana.

I prezzi del petrolio sono poco al di sotto dei recenti massimi a 42 mesi. La decisione di Donald Trump di ritirare il sostegno degli Stati Uniti per l'accordo nucleare iraniano, e la prospettiva di ripristinare le sanzioni sul regime è stato un fattore importante nel rally. Anche il calo delle scorte di petrolio negli Stati Uniti è un problema secondario. L'OPEC ha annunciato che il Brent al di sopra degli 80 dollari al barile non li incoraggerà a ritirarsi dal loro impegno a ridurre la produzione. Il cartello sembra ritenere che i prezzi più costanti siano dovuti al picco della domanda e che abbiano poco a che fare con le preoccupazioni sull'offerta. L'Arabia Saudita, che è molto influente all'interno del gruppo produttore di petrolio, è desiderosa di mettere sul mercato la Aramco, mentre il mercato dell'energia è forte. Fino all'Ipo di Aramco è improbabile che il paese allenti la sua politica di produzione limitata.

EUR / USD - ha perso molto terreno dalla metà di aprile, e se il trend ribassista continuasse potrebbe mettere 1.1679 sul radar. Un ritorno al di sopra della media mobile a 200 giorni a 1,2018, potrebbe aprire la strada per ritestare 1 2138.

GBP / USD - rimbalza intorno alla media mobile a 200 giorni a 1,3555. Se quel livello dovesse essere mantenuto, potremmo vedere un rimbalzo a 1,3712, e al di là di quel rialzo si potrebbe guardare a 1,3800. Una rottura sotto 1.3545 potrebbe comportare un target di 1.3300

EUR / GBP - ha iniziato a scendere dall'inizio di maggio, e una rottura sotto 0.8680 potrebbe aprire la strada a 0.8600. Una rottura al di sopra di 0.8870, in corrispondenza della media mobile a 200 giorni, potrebbe portare area 0.8967 in gioco.

USD / JPY - hanno spinto al rialzo da marzo e una resistenza potrebbe entrare in gioco a 111,48. Un pullback potrebbe trovare supporto nell'area 109.00.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 18/05/2018

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