Lo slittamento dei mercati azionari globali è proseguito nel corso della notte, con il Nasdaq che ha registrato la perdita maggiore su base giornaliera da agosto 2011. Anche lo S&P 500 è calato bruscamente e così facendo ha azzerato il rialzo dall'inizio dell'anno.

Le pesanti cadute della scorsa notte e un'altra sessione asiatica questa mattina hanno poi comportato un'apertura negativa dei mercati europei questa mattina e c'è la sensazione che l'attuale sell-off potrebbe essere molto più duraturo di quelli precedenti, che hanno rappresentato delle occasioni per acquistare a buon prezzo, a causa della natura traballante dei rimbalzi.

Gli investitori sembrano lottare contro una perfetta tempesta di incertezza a causa delle dispute commerciali, aumento dei tassi di interesse, della geopolitica globale considerando Iran, Arabia Saudita, Italia e Brexit e guardando in avanti l'incertezza riguardano anche il livello di profitti dato che le aziende potrebbero subire un duro colpo nel 2019 dopo averci abituati bene. Alla luce di queste incertezze, gli investitori hanno concluso che è meglio diversificare tra le azioni e altre classi di attività come oro, obbligazioni e valute rifugio come lo yen giapponese.

C'è anche il fatto che sono stati rotti una serie di livelli di supporto chiave sul DAX, sul Nikkei225 e sullo S&P 500, circostanza che potrebbe innescare un ulteriore effetto domino in futuro.

Sul fronte degli utili, dopo Barclays di ieri, Lloyds Banking Group ha pubblicato una serie decente di numeri per il terzo trimestre, scrollandosi di dosso le preoccupazioni sull'economia del Regno Unito e su un rallentamento pre-Brexit con profitti pre-tasse che hanno superato le aspettative, attestandosi a 1,82 miliardi di pound. Nonostante i miglioramenti osservati nella redditività per buona parte del settore bancario nel Regno Unito, non è stato un grande anno fino ad ora, mentre Royal Bank of Scotland pubblicherà il suo aggiornamento domani. Le azioni del Lloyds Banking Group sono scese del 15% da inizio anno e, mentre alcuni ritengono che ciò sia principalmente dovuto all'incertezza sulla Brexit, non è evidente che le azioni bancarie in Europa abbiano avuto risultati molto peggiori.

Questa mattina la debuttante britannica Debenhams ha annunciato l'intenzione di chiudere fino a 50 punti vendita dopo aver riportato una perdita di 491 milioni di pound per l'anno. Le vendite e le entrate sono entrambe calate di oltre il 2% su base annua, con la società ancora in procinto di tentare di vendere la sua attività danese Magasin du Nord, che si spera possa raggiungere una valutazione vicine ai 200 milioni di sterline.

In quello che è stato un anno difficile per le vendita al dettaglio tradizionali, il periodo di Natale di quest'anno sarà probabilmente ancora più sfidante con una serie di catene di alto profilo che vedono erodersi i propri margini di profitto. Nomi come House of Fraser, Mothercare, Carpetright hanno tutti avuto problemi ben documentati, mentre persino John Lewis ha visto i suoi profitti calare drasticamente.

WPP, gruppo specializzato in pubblicità tradizionale e pubbliche relazioni ha lanciato un profit warning sulle sue prospettive di profitto questa mattina, causando un brusco ribasso delle proprie azioni, dopo aver riportato un calo dei ricavi dell'1,5% con una debole performance per gli Stati Uniti, Regno Unito e Europa.

La società ha anche annunciato di voler vendere la sua divisione di ricerca Kantar, in quanto il nuovo CEO Mark Read sembra voler ridurre l'impianto operativo e renderlo più snello.

In Europa, il colosso bancario UBS ha registrato buone cifre per il terzo trimestre, con utili ante imposte di 1,67 miliardi franchi svizzeri, superiori alle aspettative di 1,3 miliardi, con gestione patrimoniale e investment banking che hanno contribuito a migliorare la performance.

Nonostante questi numeri, il prezzo delle azioni della banca ha avuto un momento terribile, con un calo di oltre il 30% dai massimi e sono livelli più bassi dalla fine del 2016, con l'amministratore delegato Sergio Ermotti che intende rivedere gli obiettivi finanziari della banca nel tentativo di arginare il calo del prezzo delle azioni e sostenere il sentiment degli investitori.

Gli azionisti di AB InBev rischiano di sentire gli effetti di un'enorme sbornia questa mattina dopo che il produttore di birra ha annunciato un taglio dei dividendi, spedendole azioni nettamente in ribasso, nel tentativo di ridurre il debito che ha accumulato per l'acquisizione di SAB Miller un paio d'anni fa. I mercati emergenti più deboli, in particolare il Sud Africa e l'America Latina, nonché un mercato statunitense a rilento hanno visto i ricavi del terzo trimestre mancare le aspettative di quasi 14 miliardi di dollari, attestandosi a 13,3 miliardi di dollari.

In questo contesto incerto e le preoccupazioni per il rallentamento dell'economia europea, la Banca centrale europea si riunirà oggi per incontrarsi per la penultima volta quest'anno.

Parlando al Parlamento Europeo un mese fa, il presidente della BCE Mario Draghi ha affermato che "l'inflazione sottostante dovrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi", cercando in questo modo di giustificare l'attuale posizione della BCE di porre fine al suo programma di acquisto di attività, cercando anche di programmare il primo aumento dei tassi per il quarto trimestre dell'anno prossimo.

Sebbene ci sia una precisa logica per porre fine al programma di acquisto di obbligazioni data anche la durata del programma stesso, resta comunque aperto il dubbio se sia opportuno prevedere un possibile aumento dei tassi in un momento in cui l'attività economica sta rallentando.

I numeri dei PMI manifatturieri per Francia e Germania di ottobre hanno indicato la continua debolezza in quel particolare settore, con entrambi i dati che hanno raggiunto i livelli più bassi in oltre due anni.

Inoltre, permangono poche prove di una pressione sui salari che il presidente della BCE afferma essere arrivata con i dati dell'indice dei prezzi al consumo recenti rimasti costanti al 2,1%, mentre i prezzi core rimangono ancorati allo 0,9%.

È probabile che altre preoccupazioni per i responsabili delle politiche ruotino attorno alle incertezze commerciali e alla disputa in corso tra la Commissione europea e l'Italia, ed è qui che potremmo vedere la politica della BCE iniziare a sgretolarsi.

Gli ultimi verbali hanno mostrato che i membri del consiglio direttivo restano divisi per quanto riguarda l'accuratezza delle proiezioni economiche della banca, alcuni dei quali suggeriscono che sono troppo positivi. I dati recenti sembrerebbero sostenere tale opinione, tuttavia il margine di manovra di Draghi è probabilmente limitato perché non può ammettere che il punto di vista della BCE sull'economia potrebbe essere messo in dubbio da fattori al di fuori del loro controllo ma che sono ormai visibili da alcune settimane.

Molto semplicemente i dati recenti non supportano una prospettiva da falco e i mercati certamente salgono neanche con il DAX a livelli visti l'ultima volta a dicembre 2016.

 

Guardando agli Stati Uniti, le azioni di Tesla saranno al centro dell'attenzione dopo che la società ha pubblicato un profitto a sorpresa nella terza trimestrale dell'anno, aiutando le azioni a salire fortemente nel trading post mercato. I profitti sono arrivati a 2,90 dollari per azione contro una perdita prevista di 0,15 dollari per azione, con ricavi che sono saliti a 6,82 miliardi di dollari ben oltre le aspettative di 6,33 miliardi.

Anche la produzione del Model 3 è salita bruscamente con 53.239 venduti nel trimestre che hanno contribuito a portare il flusso di cassa in territorio positivo.

Anche Twitter pubblicherà i suoi ultimi risultati per il terzo trimestre dopo la campana e sembra sul punto di migliorare la sua capacità di monetizzare la propria base di utenti in un momento in cui la crescita degli utenti sembra essersi stabilizzata. Questo numero relativo agli utenti potrebbe essere meno rilevante a breve termine, dato che la società sta adottando misure aggressive per rimuovere gli utenti bot e spam, tuttavia l'azienda è riuscita a registrare il suo primo profitto trimestrale all'inizio di quest'anno. Nel secondo trimestre la società ha registrato 100 milioni di profitti netti sullo sfondo di una base di utenti piatta Sono state queste preoccupazioni circa la possibilità di monetizzare la base di utenti che hanno portato le azioni a precipitare bruscamente dai loro massimi estivi per essere scambiate vicino ai minimi di sette mesi.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 25/10/2018

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