Investitori nervosi per le implicazioni dell'uscita degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano e del rafforzamento del dollaro, che sta creando qualche pressione sui prezzi degli asset dei mercati emergenti. I dubbi sulla fine del QE e sul primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce dopo la recente serie di dati macroeconomici negativi dell'Eurozona stanno spingendo al ribasso l'euro. Nel frattempo il biglietto verde continua a salire e a mantenersi sui massimi dal 27 dicembre scorso, anche grazie a Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve infatti ha ribadito ieri che il percorso di normalizzazione della politica monetaria della Fed sta proseguendo senza intoppi. La prospettiva di una minor offerta ha spinto il prezzo del Brent al record degli ultimi tre anni e mezzo. Ora guadagna il 3% a 77,13 dollari il barile e il Wti risale del 2,83% a 71,02 dollari. Ora secondo gli esperti il prezzo del petrolio potrebbe superare gli 80 dollari.  Intanto il Nikkei ha chiuso in ribasso dello 0,31%, volatili le borse cinesi con Hong Kong che guadagna alle ore 8:00 italiane lo 0,38% e Shanghai è in rosso per lo 0,2% dopo una sessione per entrambe molto agitata. Chiusura piatta anche a Wall Street: il Dow Jones è salito dello 0,01% e il Nasdaq Composite dello 0,02%, mentre l'S&P 500 è sceso dello 0,03%.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 9/05/2018

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