Nella giornata di ieri Nasdaq e S&P 500 hanno aggiornato nuovamente i loro massimi storici nella giornata di ieri, mentre il Dow Jones in questo momento viene scambiato a 19913 punti, meno di 90 punti dalla fatidica soglia dei 20000, già testata più volte nel corso delle ultime settimane sulla scia del rally inaugurato dall’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Nelle ultime sedute gli indici americani sembravano essere bloccati in uno stretto trading range, ma le trimestrali in corso di pubblicazione hanno fornito buone indicazioni, andando a ravvivare nuovamente il mercato. Sugli scudi in modo particolare il settore automobilistico, dopo l’incontro avvenuto ieri tra il neoeletto presidente e gli amministratori delegati delle principali case automobilistiche, durante il quale Trump ha ribadito la sua volontà di implementare una politica di incentivi fiscali al fine di attirare investimenti sul suolo americano. General Motors ha guadagnato lo 0.95%, Ford il 2.4% e Fiat-Chrysler ha avuto un balzo vicino al 6%. Sul mercato obbligazionario abbiamo invece assistito ad un rialzo dei tassi sul Treasury, dopo che la corte suprema britannica ha stabilito l’obbligo di un passaggio parlamentare prima che il paese inizi la procedura formale di uscita dal mercato unico europeo. Il coinvolgimento del Parlamento ha aumentato le probabilità di un’uscita soft del Regno Unito. La sterlina alla stesso tempo si è rafforzata contro il dollaro andando a toccare quota 1.25, in una giornata che si è caratterizzata inevitabilmente per la grande volatilità. Subito dopo l’annuncio la sterlina ha ripiegato verso area 1 24, per poi recuperare terreno e attestarsi sopra quota 1.25 dopo che la notizia è stata assimilata dal mercato. In calo frazionale nella notte le quotazioni del petrolio in attesa dei dati previsti per le 16.30 sulle scorte USA settimanali che come al solito verranno pubblicate dal dipartimento dell’energia. Dopo i forti rialzi generati dal doppio accordo dei paesi produttori (sia Opec che non Opec), il mercato si sta interrogando sul comportamento dei paesi che vi hanno aderito e allo stesso tempo osserva il comportamento dei produttori non convenzionali americani che potrebbero essere stati incentivati ad aumentare la loro produzione con un prezzo del petrolio che nel mese scorso ha sfiorato i 60 dollari al barile. Da non sottovalutare anche su questo aspetto l’impatto che può venire dalle politiche energetiche che verranno implementate dalla nuova amministrazione americana, che si è già detta favorevole ad una revisione delle norme in materia di limiti di emissioni per gli autoveicoli. ------------------------------------------------------------------------------------------------ Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.